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L’uscita di WoW, il nuovo disco dei Verdena. di Davide Visentin
Ebbene si, ci siamo. Gli “s-cèt” della Val Lujo son tornati: dopo tre anni di clausura mistica e di emarginazione creativa il trio di Albino, provincia di Bergamo, ha finalmente partorito il nuovo e quinto lavoro in studio; e noi che con i loro riff abbiamo sporcato le nostre candide anime adolescenti – trascinandole verso la pura e sublime passione per la musica del demonio che ora ci condanna – noi, che al tempo e come loro avevamo pochi anni e tanta voglia di pogare, noi, dicevo, abbiamo ossequiosamente fatto un salto al negozio per comprare – e spendeteli sti 15 eurii!! – la loro ultima fatica: sto parlando ovviamente di WoW, il nuovo doppio cd dei Verdena.
E mentre il pensiero torna a quegli anni magici, quando Maccarini lanciava su TRL i video di Viba e Valvonauta per intenderci, arrivo a casa e metto il primo dei due dischi.
Al primo ascolto l’album è un enigma, un miscuglio di suoni e rumori, un viaggio musicale tra prog psichedelico e postrock, con il pianoforte insistente e il synth decisamente e volutamente esagerato, quasi a voler nascondere una mal celata intenzione sonora che resta sfacciatamente pop.
Con lo scorrere dei brani le atmosfere però variano, si passa da brani appunto più pop, come la prima traccia “scegli me”, ai suoni più stoner di “Mi coltivo”, per avvicinarsi allo psichedelico con le due closer del primo disco “Sorriso in spiaggia”. Con il secondo disco si continua a percepire un’intenzione di fondo, ma l’album in generale resta alquanto inafferrabile. “Nuova luce” è un brano molto deciso, molto prog, mentre “Rossella roll over” è una ballata sbilenca ed imprevedibile – grazie ad una gran linea di batteria con cui Luca riesce a sconvolgerci – con spacciosità sonore originalmente aspre ed ancora una volta tendenti al lisergico.
Il disco insomma è una sorpresa in tutti i sensi, così come evidente è la voglia di giocare con eccessi degni della miglior rivoluzione. Le melodie pesanti, i riff paranoici e il mood del disco che decisamente tende al post rock sperimentale, sono elementi che rendono tutto sommato piacevole l’ascolto di questo lavoro, pregevole seppur di nicchia.
A mio modesto avviso quest’album, lungi dall’essere il miglior prodotto del trio bergamasco, è un apprezzabile tentativo di cambiare musica, di sperimentare e di superarsi musicalmente attraverso liriche e composizioni più complesse. Un lavoro che segue la vena creativa e la naturale voglia di crescere di tre musicisti che non hanno più proprio vent’anni; per chi scrive, una testimonianza dell’inesorabile passare del tempo, perché i tempi cambiano e la musica di conseguenza: non certo il cd perfetto per i nostalgici di fine anni 90 – quindi attenzione: se questo è lo spirito che vi anima al momento dell’acquisto non mi stupirei se di primo acchito rivoleste i soldi indietro. -
Infondo non è difficile ammettere che cambiare suono dopo tanti anni non è una scommessa facile: del resto, nemmeno noi nostalgici avremmo voluto avere a casa un’altra brutta copia dell’ EP di “Valvonauta”.
Come nelle nostre vite, la voglia di spaccare il mondo di quei giorni gloriosi si è un po’ assopita, lasciando spazio ad una lucida presa di coscienza: la verità è che il mondo non può essere come lo avevamo immaginato, e che l’unica vera rivoluzione possibile è quell’introspettivo e soggettivo sussulto d’animo, quello stato di cosciente inquietudine che ti rimane dentro dopo il primo ascolto del disco. E allora facciamoci trasportare da questi nuovi vati del volo pindarico, chiudiamo gli occhi, smettiamo di pensare. Lasciamoci trascinare nell’abisso psichedelico in cui sguazzano i Verdena: apprezziamo ancora una volta, malinconicamente, la lucida follia di un gruppo che continua a fare musica controcorrente; accettiamo questo discontinuo mutaforma evanescente che non può e non vuole farsi inquadrare. WoW è forse l’album della maturità, il disco del cambiamento. Del resto Alberto, il più vecchio dei Ferrari Bros, quest’anno compie 33 anni: molti dicono sia l’età migliore per una nuova vita.

Questa la tracklist del doppio album:

CD1
“Scegli me”
“Loniterp”
“Per sbaglio”
“Mi coltivo”
“Razzi arpia inferno e fiamme”
“Adoratorio”
“Miglioramento”
“Il nulla di O”
“Lui gareggia”
“Le scarpe volanti”
“Castelli in aria”
“Sorriso in spiaggia part.1”
“Sorriso in spiaggia part.2”

CD 2
“Attonito”
“E’ solo lunedì”
“Tu e me”
“Badea blues”
“Nuova luce”
“Grattacielo”
“A cappello”
“Rossella roll over”
“Canzone ostinata”
“12,5 mg”
“Sul ciglio”
“Letto di mosche”
“La volta”
“Lei disse (un mondo del tutto indifferente)”

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