Verdena @ People Club (VI)

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verdena Verdena @ People Club (VI)

Altalene musicali: i mille volti dei Verdena – live @ People club di Emi Smith

Immaginavo che per potermi godere decentemente il concerto dei Verdena in un club di dimensioni così contenute come il People di Vicenza, sarei dovuto arrivare ad orario quasi aperitivo. dopo essermi perso almeno un paio di volte per raggiungerlo, mi ritrovo sul posto verso le 20.30. porte ancora chiuse, soundcheck ancora in atto (come si può notare dalla ripetitività del brano “lui gareggia” al di fuori delle mura), gente già in buona quantità…nonostante tutto riesco ad entrare tra i primi e ad accaparrarmi una location che mi permetterà di vedere e sentire tutto il live in maniera a dir poco perfetta (eccetto per le casse dell’impianto esattamente dritte nei miei poveri timpani). in ogni caso, in poco tempo il piccolo People è già straripante e immagino molti sfortunati senza prevendita non abbiano potuto assistere allo show. verso le 23.00 ecco salire i giovani The Cruels, trio di chiara impostazione Verdeniana se non per una batteria palesemente punk che onestamente lascia parecchio a desiderare e stanca al terzo pezzo, aiutano comunque con una buona dose di distorsioni, feedback e urla a scaldare il pubblico e a farne trapelare l’ignoranza e mancanza di rispetto verso chi crede nell’arte e nella musica, con insulti e lanci di tappi sul palco.
detto ciò, circa tre quarti d’ora dopo, il momento che finalmente tutti attendevano. il nostro, ormai, quartetto visto l’ingresso in formazione del chitarrista/tastierista/”corista” Omid Jazi, scavalca un paio di pedaliere poste sopra il piccolo palco e, esuberanti come mai io li abbia visti prima, aprono le danze con le potenti ed oniriche note di “scegli me”, brano che per altro apre il loro ultimo lavoro “WOW” e scelto come secondo singolo. la folla è subito in delirio e la ressa devastante. segue già un pò di calma con “per sbaglio” per riprendersi ancora con la bella “Rossella roll over” entrambi brani tratti dalla loro ultima fatica. ma lo stupore dei fan sta nella ripresentazione de “il tramonto degli stupidi” presente nella sola versione in vinile di “solo un grande sasso”, un must per i fan più accaniti.
In tutta la parte principale del live, si alternano ben 20 brani tratti tutti principalmente da “WOW” e da “Requiem” in un sali-scendi di ballate dolci e pezzi più corposi, come la, a mio avviso, bellissima interpretazione di “Canos” o il finale furioso di “non prendere l’acme Eugenio”, dove Alberto Ferrari si lancia anche in uno stage diving che mi riporta un pò indietro agli anni 90 (non so perché ma mi ricordava Kurt Cobain che dopo uno stage diving ha picchiato un fan con la sua chitarra, anche se non è stato questo il caso, si è notato un gesto di stizza del frontman della band, verso dei fan che gli hanno afferrato la sei corde), ma sono i 4 brani finali prima della canonica pausa che anticipa la fine dello show a creare un disordine ed una ressa a tratti molto pericolosa, vuoi per la senza tempo “Valvonauta” che commuove sempre a distanza di ormai 12 anni dalla sua uscita, vuoi per la potente batteria di “Logorrea”, per la bella “Loniterp” o per il finale devastante de “Il caos strisciante”, l’aria diventa irrespirabile, la gente comincia ad urlare preoccupata a causa della solite cerchia di ignoranti che creano fastidio a chi comunque va ad un concerto per il piacere di farlo e non per urlare eresie o mettere a repentaglio l’incolumità di persone più esili, vista anche la gran quantità di giovani ragazze. a parte queste spiacevoli realtà, Luca suona la batteria come credo nessuno in Italia, le urla di Alberto gelano il sangue, mentre il fascino di Roberta dona armonia andando a completare con Omid che risulta essere un perfetto contraltare per il leader della band.
sono forse i 4 brani che chiudono definitivamente le due ore di concerto ad essere quelle più piatte, fatta eccezione per la mastodontica “Il Gulliver”, ultimo rush di distorsioni prima della dolce “Lei disse”.
riconosco che dopo il quinto album, i Verdena continuano a fare sempre passi avanti e a non volersi mai fermare, ad aver acquisito una padronanza del palco ed un esecuzione pressoché perfetta dei brani. forse definirli come la miglior band italiana può essere azzardato, ma vista la loro nonostante tutto ancora giovane età, l’estro creativo ed il fatto che abbiano sempre fatto ciò che più comodava a loro a dispetto delle case discografiche, beh…forse un pò se lo meritano pure. concerto sincero e bello,rovinato dalla mediocrità del pubblico e dalle temperature insostenibili. certi posti dovrebbero evitare eventi così fuori portata, ma questo non basta a rovinare un concerto di questi bravissimi musicisti.

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