UN GIORNO di David Nicholls

ungiorno

ALICE LAGO presenta
UN GIORNO di David Nicholls

Neri Pozza, 487 pg.

ungiorno 182x300 UN GIORNO di David Nicholls

“Un giorno riuscirò a scrivere un libro dove ci sarai tu, dalla prima all’ultima pagina.”

Stefano Benni

Raccontato da Alice Lago – I romanzi d’amore sono il mio pane quotidiano. Hanno un potere che riesce a farti sorridere della tua normalità, e ti catapultano nella realtà di qualcosa di estremamente bello e che, se Dio vorrà, capiterà anche a te.

Riuscire, in quasi 500 pagine, a raccontare vent’anni d’amore scanditi dal 15 luglio 1988, per diciannove anni consecutivi, sempre lo stesso 15 luglio, fino alla contemporaneità del 2007, è un capolavoro geniale che David Nicholls è riuscito a realizzare.

Emma e Dexter si amano ancora prima di saperlo, si amano prima come compagni di college, poi come compagni di letto, improvvisati e un po’ brilli, poi come amici che conducono vite a dir poco sconclusionate, agli estremi del mondo, poi come…come ci si ama perchè l’altro è tutto. Perchè, da una delle due parti (guarda un po’ il caso, da parte di Emma più profondamente) l’Amore vero c’era ancora prima di arrivare a quel 15 luglio, con la laurea in tasca, il cuore gonfio d’orgoglio, il sangue pieno d’alcol, e nessun senso di colpa per qualcosa che, doveva essere solo una notte.

Vent’anni che si sciolgono ritmicamente, allo scandire di una data precisa, confusi da una Emma troppo sottovalutata, troppo ideologicamente ribelle e un Dexter troppo pieno di sé. Da una lei che vive di pane, amore, semplicità, e un lui che si circonda di donne, vizi, celebrità e potenza.

Finiscono per essere complementari, per essere quei due tasselli opposti che si incastrano a perfezione. E ci si chiede, sfogliando pagina dopo pagina, correndo negli anni, quanto diavolo ci mettono questi due a passare da “migliori amici” (si, l’amicizia tra uomo e donna esiste, ora come mai ne sono fortemente convinta) a capire che sono i migliori l’uno per l’altra.

Ne succedono di tutti i colori, e se vi aspettate il lieto fine, sarei falsa a promettervelo: non c’è nulla di scontato e banale, di retorico e lineare in questo libro.

C’è solo un 15 luglio, prepotente, che riesce a regalare una sconvolgente quantità di sensazioni irregolari, che fa sorridere, ridere, che fa pensare, piangere e arrabbiare.

Che, nella sua immensa e scandita ritualità, regala ad un romanzo d’amore, il piacere di essere un libro alla portata di tutti, e, dannatamente, calzato a pennello per tutti.

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