Uli Jon Roth @ Naima Club

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8 Uli Jon Roth @ Naima Club

Uli Jon Roth
12 Novembre, Naima Club di Forlì

Prosegue il ciclo di appuntamenti live del Naima Club. Stasera ospite ormai abitudinario, Uli Jon Roth. Chitarrista sciamanico, dal look hendrixiano, Uli Roth è un artista che non ha bisogno di presentazioni. Rappresenta un importante anello di quella catena stilistica che da Jimi a Ingwie si evolve, passando per Richie Blackmore e Michael Schenker.
Roth è uno dei maggiori esponenti del lascito Hendrixiano sulle generazioni successive: la  sua versione di All Along the Watchtower ne è la prova.

A Hendrix Uli ha dedicato una buona fetta della sua carriera: due stagioni fa l’avevamo incontrato, in compagnia di Richie Kotzen, per un tour in onore del grande performer, proprio durante la tappa fatta qui a Forlì. Stasera Roth ci propone classici Hendrixiani ma anche brani dal repertorio di Electric Sun e Scorpions. Subito ci emoziona con All Along the Watchtower, la versione più vicina alla originale che si possa ascoltare. Little wing  è la prova dello stile armonico e del tocco raffinato di Roth: le dita scorrono velocemente sul manico in maniera leggera. Hiroshima e’ un pezzo magistralmente giocato sui sottili fili della dinamica: la chitarra è il pennello con cui Roth dipinge l’immagine della città colpita dalla tragedia atomica. La melodia power metal simula la violenza devastante della bomba , per chiudersi poi con sonorità che sembrano dare vita allo scenario desertico lasciato dal fungo atomico. Si prosegue con un tris di classici targati Scorpions: Dark Lady, I’ve Got to Be Free e In Trance.

Pur essendo tra i più importanti fondatori del suono elettrico, il suo stile e’ artisticamente radicato nella musica classica. La unicità dell’esecuzione si deve non solo alla duplicità del suo stile ritmico, tipico sin da quando militava giovanissimo negli Scorpions, (basta ascoltare Catch your Train in Virgin Killer o Sails of Charon da Taken by Force per rendersene conto), ma anche all’invenzione della Sky Guitar, dall’estetica visionaria, ideata da Roth per simulare l’espressività del violino. La particolarità del suo suono, definito dai critici “neoclassico”, sta nel fatto che Uli non inserisce innesti sinfonici come oggi vuole la moda del Power metal, ma adatta il rock alla struttura della sinfonia. Firewind, capolavoro dei suoi Electric Sun,  ne e’ un esempio.

La sua creatività, saldata a concetti di filosofia classica e orientale, è anche all’origine della Sky Academy, scuola fondata sul concetto di interazione tra uomo e musica , con il proprio strumento come ponte tra questi due mondi; sulla conoscenza del proprio corpo e della propria mente al fine di sviluppare il processo creativo e non sull’esercizio tecnico, ma sulla ispirazione.

Quel senso della melodia, l’armonia dell’esecuzione  e il totale controllo dello strumento lo rendono capace di improvvisazioni live difficili da assecondare per gli altri componenti della band, il che sfavorisce l’effetto finale. L’artista esibendosi entra in contatto con l’universo, comunica con i suoi astri e i suoi con gli elementi, si ricarica della stessa forza generatrice. Ad alcuni di voi tutto questo risulterà un pò troppo pomposo, e in effetti molti hanno definito l’evoluzione musicale di Uli barocca e inaccessibile. Solitamente a questi rispondo che senza queste “cose”, non sarebbe mai esistito il caro Ingwie.

Ma stavolta voglio rispondere con le parole di Uli Jon Roth: “ la mia musica vola. E come non puoi imprigionare uno stallone arabo in una piccola scatola, così non puoi rinchiudere la mia chitarra in uno spazio minuscolo.” (Uli Jon Roth intervistato da Gianni della Cioppa)


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