TRA MUSICA E ARTE – INTO ETERNITY

enrica

INTO ETERNITY
Jens Lekman – Into Eternity, 2007
Mario Merz – Se la forma scompare la sua radice è eterna, 1982/89

Mario Merz, esponente dell’Arte Povera, con pochi elementi semplici, come il neon, è riuscito a trasmettere qualcosa che andasse ‘Oltre’.
Qualcosa che sia eterno. Per Merz il neon – che di per sé non è altro che gas, quindi elemento senza forma e volume – diventa un simbolo di energia che non si esaurisce, un simbolo che può continuare a riprodursi, e lo utilizza per incidere con la sua stessa grafia cosiddette parole:
«Se la forma scompare la sua radice è eterna.»
Cosa ci vuole dire Mario Merz con questo gesto? Credo che per capirne a fondo il significato siano sufficienti le parole del poeta persiano Gialal al-Din Rumi, da cui l’artista riprende la frase: «Ogni forma che vedi ha il suo Tipo supremo nell’ Oltrespazio: se la forma scompare, non temere: la sua radice è eterna./Ogni immagine che vedi, ogni discorso che ascolti non penarti quando scompare, ché questo non è vero./ Poiché eterna è la fonte, i suoi rami scorrono sempre e poiché ambedue mai cessano, inutile è il lamento».
Ho deciso di legare queste semplice parole a un brano di Jens Lekman, cantautore svedese: Into Eternity (dall’album Night Falls Over Kortedala, 2007). Il testo è molto semplice e diretto: troppo spesso ci si basa sulla necessità del materiale, del tangibile, in realtà basta poco, perché dal momento in cui c’è la radice, c’è la fonte, nulla può scomparire.
Mi soffermo sulle parole dominanti del brano:
«If I had to choose a moment in time to take with me into eternity, I’d choose this moment with you in my arms», che a mio parere questa frase va oltre il concreto gesto dell’abbraccio, è più legato al pensiero costante, all’immaginazione eterna. Se scompare la fisicità, vi è comunque il ricordo infinito di un momento bello. E Mario Merz, tramite l’utilizzo della luce, crea un’energia che va oltre alla forma, crea un’energia che dà importanza agli elementi primi, che non hanno né forma né volume, ma che sono per l’appunto eterni.

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