TITO AND TARANTULA

tito and tarantula

tito TITO AND TARANTULA

TITO AND TARANTULA
Live Review : New Age Club 26.10.2012

di Antonio Lo Giudice
Nell’immaginario collettivo, il nome di Tito Larriva ed i suoi Tarantula è indissolubilmente legato al film “Dal Tramonto all’Alba” di Robert Rodriguez, in particolare alla parte girata nel Titty Twister (sono il gruppo che suona sul palco) e, ancora più nel dettaglio, alla scena della danza di Salma Hayek sulle note della loro “After Dark”. Se, a questo punto, qualcuno dei lettori ha esclamato “falla ballare sul mio c***o!”, “lurido cane!” o, magari, entrambe in rapida successione, mi sta ufficialmente simpatico.

Comunque sia, dovendo organizzare un concerto del gruppo, il New Age ha ben pensato di contestualizzarlo in un “Tarantino party” (vabbè… Larriva e sodali non hanno mai partecipato alla colonna sonora di film girati dallo zio Quentin, ma sono costante presenza in quelle del suo compare Rodriguez) in cui si offriva un giro a chiunque venisse vestito a tema. A riguardo, massimo rispetto al tizio barbuto che si è presentato inguainato nella tutina gialla di Uma Thurman in “Kill Bill”!

Passando alla musica, il gruppo di supporto presentava, come biglietto da visita, la ragione sociale “El Cuento de la Chica y la Tequila”- ci si poteva aspettare solo del bene, ma, in realtà, è andata meglio. Geniale mix tra flamenco, (il chitarrista Stefano Silenzi che mi ha fatto riconsiderare il concetto di “musicista alpha”), devastante percussività di fondo e sonorità anni novanta (la voce di Massimo Artusato è più grunge di quella di Eddie Vedder), il gruppo ha presentato ottimi bravi autografi e un pugno di cover della madonna (“Billy Jean”! “Personal Jesus”!! “Thunderstruck”!!!!!!!)  introdotte da una doverosa rilettura di “Morena de mi Corazon”, tanto per restare in tema.

Meno estrosi, ma decisamente più solidi,  Tito & Tarantula salgono sul palco alle 23.30. Il leader, che sfoggia un look alla Screamin’ Jay Hawkins, è accompagnato da due bravi chitarristi e dalla sezione ritmica più sexy che ricordi: la bassista, deliziosa latina biondossigenata e inguainata in stretti pantaloni schizza-ormoni e la batterista, splendida lolita da barrio (a proposito, Tito, sposta quel tuo culo indio che non riesco vederla bene!). A dir la verità, l’ultimo loro album (“Back into Darkness”) mi era parso troppo poco graffiante, ma dal vivo anche brani moscetti vengono rivitalizzati a forza di distorsioni e intensità da palco. Come ci si poteva aspettare, il clou della loro performance sono stati i pezzi tratti dalle colonne sonore come i tex mex “Pistolero”, “Machete” e la minacciosa “Strange Face of Love”- e, ovviamente, il bis, dove il gruppo ha concentrato la romantica “Back to the House that Love Built”, la scatenata “Angry Cockroaches” e il supersensuale finale con la già citata “After Dark” in cui Tito ha invitato parte del pubblico (tra cui il sottoscritto) a salire sul palco a ballare ed il chitarrista del gruppo di supporto a jammare.

Alla fine mi sarei divertito anche se metà degli astanti si fosse trasformata in una masnada di vampiri.

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