THE XX Alcatraz, Milano 5 Luglio 2010

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thexx THE XX Alcatraz, Milano 5 Luglio 2010

The XX
Alcatraz, Milano 5 Luglio 2010 by Fabrizio CONSOLI

A volte mi chiedo cosa ci spinga ad andare a vedere certi concerti, in genere quelli piu’ attesi, spesso quelli delle rincorse ai botteghini per accaparrarsi i biglietti. Quelli in cui facilmente ti ritrovi a cento metri dal palco, immancabilmente dietro ad uno la cui altezza rivela una alimentazione infantile migliore della tua, ritto sulle punte ad ondeggiare per non perdere contatto con uno schermo a led che, pietoso, ti racconta cosa succede sul palco sul quale si agitano microscopici gli eroi della serata. Presenzialismo? Voglia di partecipare ad un rito di condivisione collettivo?  Forse. Ci sono pero’ volte in cui la necessita’ ed piacere di trovarsi tra simili sono palpabili ed evidenti ancora prima di entrare al concerto, quando si incontrano gli sguardi sfuggenti degli altri convenuti. Sono questi gli sguardi che ci si scambia in coda davanti all’Alcatraz a Milano, per assistere finalmente al concerto degli acclamatissimi XX, agli onori delle cronache dall’uscita del loro album di esordio circa un anno fa. Sorprende l’eterogeneità’ del pubblico: nonostante la giovane eta’
del trio londinese, sono accorse persone da citta’ differenti, con background differenti e soprattutto di eta’ anche molto varie, tutti sedotti dalle atmosfere rarefatte e dalle melodie sottovoce della band inglese. Si sono spese molte parole su questi nuovi cantori crepuscolari: sono stati paragonati a Mazzy Star, o a Cocorosie da cui tra l’altro dicono ispirarsi. Eppure con l’esibizione all’Alcatraz gli XX confermano in pieno il fatto di aver trovato una tonalita’ nuova per declinare un sentire un po’ decadente,
sicuramente intimista, efficace e dritto al cuore. Ed allora eccolo, il pubblico italiano, pronto ad accogliere i suoi nuovi portavoce: agghindato al suo meglio, facendo di tutto per apparire europeo piu’ che italiano. Eppure il calore che esplode tra un pezzo e l’altro al ritmo degli applausi, quello e’ di chiaro sapore mediterraneo. Tanto che quasi stona: i brani ben calibrati in cui le voci di Romy  Madley Croft e Oliver Sim si alternano e s’intrecciano lievi e capaci, sono intercalati da applausi che sono irruzioni di gratitudine entusiasta. Applausi liberatori e vitali, a volte quasi indelicati, come un flash su un equilibrio di penombre. Gli XX sembrano pero’ apprezzare molto, ed il concerto, una sincera
riproduzione dell’omonimo album arricchito da qualche cover e da timidi medley – piacevolissimo il ritornello di Small Town Boy di Bronski Beat che ammicca in secondo piano – scivola veloce, portandosi via il trasporto di un’ora di parole poco piu’ che sussurrate e di note ben scandite. Un bel concerto, per un bel progetto ben riuscito, ma non gridiamo al miracolo: in un panorama in cui drum-machine e sintetizzatori ci hanno abituato a semplici cortocircuiti emozionali, gli XX ci riportano alla musica in una veste essenziale, quasi pura struttura, dove pochi elementi fanno da contrappunto ad idee nitide e ben direzionate. E la genuinità, non c’e’ niente da fare, si sente.

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