THE KILLS @ Magazzini Generali

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kills THE KILLS @ Magazzini Generali

Il binomio e’ una delle chiavi di lettura fondamentali del progetto Kills. Innanzitutto due interpreti, un ragazzo ed una ragazza. Ma anche due caratteristiche ben definite: minimalismo e sensualità. Il minimalismo della chitarra di Jamie Hince, ruvida ed essenziale, e la sensualita’ di Alison Mosshart, indolente ed apparentemente mai a suo agio, eppure leggiadra in ogni gesto. Il tutto condito con una buona dose di rock due punto zero. Nell’incontro con Milano la matrice rock e’ evidente sin dall’inizio, con il concerto per la presentazione del nuovo album “Blood  Pressures” annullato in prima istanza per un malore di Hince. A prescindere dalla ragione specifica, la memoria non puo’ che andare agli eccessi (“rock and roll” appunto) degli anni che furono, con buona pace del pubblico pagante, la cui aspettativa monta.
I Kills si presentano inoltre come una sorta di linea di sintesi tra il concerto e lo show in senso piu’ ampio: laddove l’”attitude”, l’atteggiamento sul palco, gioca un ruolo fondamentale, quasi al pari del garage-rock in versione distillata che il duo esplode dagli amplificatori, urlato e graffiante. Ed infatti eccolo li, il famoso gioco tra i due, la tensione sensuale della quale fin troppo si e’ detto e scritto, che diverte ed intriga, anche se si tratta solo di una mossa ben azzeccata, una cifra stilistica e poco piu’. Infine due anche gli strumenti in senso classico – le chitarre, assieme alla voce. La band angloamericana ha operato una scrematura del rock in chiave minimalista e ne ha tenuto solo gli elementi che ne rappresentano l’essenza, gli attrezzi del mestiere ridotti all’osso.
Ed allora ecco le epoche, anch’esse due, che si incontrano: i suoni pastosi, a loro modo nostalgici di un passato confortante dalle chitarre distorte ed effettate, mentre il futuro irrompe invisibile, attraverso gli impulsi di una drum-machine a cui e’ affidato tutto il contesto sonoro, e che agisce da regista oscuro dello show dietro le quinte.
Il risultato e’ un concerto pieno di grinta, molto godibile e dall’impatto evidente su un pubblico scalmanato, agitato ben oltre quanto consiglierebbe la temperatura africana raggiunta della sala. Lo stesso Hince deve intervenire per placare un membro della security, troppo solerte nel sedare gli animi irrequieti delle prime file.
A dirla tutta pero’ il live dei Kills lascia per certi aspetti una sensazione di unfinished business da pistola a salve: il trasporto, il richiamo atavico generato dalla violenza delle chitarre elettriche distorte, sembra a volte collassare contro i limiti imposti da una sezione ritmica tiranna nella sua invariabilita’, troppo spesso percepita come una scatola stretta e senza uscita.

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