THE HORMONAUTS – 13 FLIGHT ROCK

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THE HORMONAUTS – 13 FLIGHT ROCK (Go Down Records, 2010) di Larsen

Niente di nuovo dal fronte, si potrebbe dire.

Un greatist hits degli Hormonauts può costituire un ottimo primo approccio per chi non li conoscesse, nonché  il modo migliore per avere il succo più gustoso (e perdere tutto il perdibile) di una band che va goduta con gusto decisamente maggiore su un palco che nello stereo del salotto. Ma 13 flight rock è anche un occasione d’avere sottomano dell’ottima musica “da festa”, sempre fresca e resistente alle mode. Se siete ascoltatori raffinati in cerca di nuovi orizzonti musicali, comunque, potete smettere subito di leggere: questo disco non fa per voi.

Se invece siete incorreggibili nostalgici del whisky & soda che hanno una gran voglia di divertirsi ballando con gli amici, avete trovato pane per i vostri denti.

Il trio guidato da Andy McFarlane (cinque dischi all’attivo dal 2002 al 2008) sa come piacere alla gente: impara a memoria la lezione del rock n’roll e del rockabilly vecchio stampo (la sola Lucky toy, in questo album, è un po’ più “hard”, ma non troppo) e la ripropongono a modo loro, con quel pizzico di modernità che non guasta e alcuni debiti più o meno evidenti dovuti a grandi del passato: Top shelf puzza dannatamente di ZZ Top (vd. alla voce La Grange) e 181 potrebbe essere tranquillamente un brano di Dick Dale; tutto il resto va da Chuck Berry agli Shadows, da Elvis al blues, senza lasciar scampo a nessuno di quei giganti che han fatto epoca, che gli Hormonauts sanno sapientemente emulare (non copiare, badate bene) e i cui stili mescolare nella ricerca, riuscita, della loro personale formula vincente.

Mancano, nella raccolta, alcuni pezzi forti del repertorio del gruppo, come la celebre cover di My Sharona degli Knack, ma non sono mancanze gravi, in fin dei conti; anzi, la scaletta dei brani è ben assortita, varia e compatta al tempo stesso. C’è invece un’altra cover, unica in mezzo a composizioni originali: quella Stayin’ alive dei Bee Gees resa magnificamente in una versione psychowestern che sa più di Rawhide che di disco music.

In tutto tredici pezzi abbastanza brevi e sufficientemente diretti, per tre quarti d’ora netti di scatenamento puro.

- Larsen

1. Sweet young thing

2. Top shelf

3. Get off the wagon

4. Porno stuntman

5. Crazy daisy

6. Stayn’ alive

7. 181

8. Hormone bomb

9. B.B.B.B.

10. Lucky toy

11. Hormonettes

12. Silver line

13. A life time away

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