THE DOORS – THE DOORS

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The DOORS : The Doors
EKL/S 74007 elektra rec. us Lp
Di Luca Sartor

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Visto che è appena uscito uno tra i più belli film -documentario dedicati alla musica rock e ad uno dei grandi gruppi tra i grandi, i Doors, e visto che le stellate caldi notte estive si prestano alla riflessione meditativa, mi sembra ovvio riproporvi l’ascolto, la storia e una sintetica panoramica sulle edizioni collezionabili. Difficile confrontare i Doors di Jim Morrison con qualsiasi altra band, per la poliedricità artistica del frontman, la sua proverbiale presenza on stage veramente da attore teatrale. I loro album sono tutti veramente belli con  l’eccezione per ‘Soft parade’, decisamente sottotono ma con un paio di assoluti capolavori al suo interno, e gli ultimi due album in studio in cui la formula rock blues degli anni 70 predomina (e non a tutti questo piace). Và sottolineato poi che l’album di esordio (10,000 $  di budget per 10 giorni di lavoro) è quello registrato meno bene se comparato agli altri e perciò viene meno valorizzato dalla rimasterizzazione in cd. Indubbiamente Strange Days è superiore a mio avviso, ma i migliori pezzi erano finiti nel lp di esordio ormai; inoltre come ben specificato da Bruce Botnick – tecnico del suono in studio e curatore delle riedizioni – le ristampe in cd sono dei dischi differenti. L’impatto sonoro viene totalmente stravolto dalla pulizia dei nastri, riediting e remixaggio con uso dove possibile di nuovi effetti (soprattutto gli echo fx). Molto meno nel disco di esordio perché le tracce finali salvate includevano quasi sempre gli effetti per il mixaggio. Il risultato è comunque incredibile ed esaltante; se ascoltati ad alto volume gli 11 brani di ‘the Doors’ trasportano l’asoltatore in un’altra dimensione.

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Quindi consigliatissima la discografia in cd remasterizzata, facilmente distinguibile dalla precedente non remasterizzata per la presenza di numerosi inediti o take alternative. Da notare il grosso lavoro sui nastri originali : basta pensare che la durata di Light my fire in 45/lp/cd sono tutte differenti e suonano in tonalità diverse (fino a mezzo tono). Questo perché le bobine dei nastri usate ovviamente man mano che si srotolavano, pesando meno, acquistavano velocità di rotazione causando dei problemi in mixaggio, problemi che venivano risolti in vario modo (nastro adesivo e cartoncino, pitch control per la prima ristampa in cd)… insomma un bel casino per i tecnici. Nella riedizioni in cd inoltre ci sono deli notevoli riediting sulla voce di Morrison. Ad es in Break on thrugh viene lasciato il riferimento alle droghe quando canta ‘she gets high (x 3)’ che era stato ridotto a ‘she gets…. woooam ‘ nel disco per evitare una sicura e costosa censura radiofonica, tanto che spesso anche dal vivo veniva omessa parte della strofa. A questo proposito vi consiglio il bellissimo libro di G. Shaw sui doors dal vivo in cui sono descritti tutti gli spettacoli, i brani suonati, variazioni nei testi, locandine ed esistenza di nastri o film ! (mostruoso! cosi’ ho scoperto che furono annullati due concerti programmati dei Doors in Italia a Milano e Roma all’inizio del’70 ). Veniamo al vinile, ovviamente collezionatissimo e ambitissimo. La stampa italiana su Vedette (etichetta nera con scritte argento) è molto rara e costosissima(almeno 100/130 euro). Stessa grafica americana per la copertina cartonata e plastificata, ma il suono del vinile non è neanche lontanamente cofrontabile. Inoltre esiste solo la stampa stereo anche se trovate dischi con etichetta e copertina che indicano la edizione monofonica. La stampa mono infatti fino al 4°album (soft parade) è da ricercare offrendo dei mix ed edit differenti se non proprio delle versioni diverse come si pensava. Interesanti sono le stampe inglesi (label rosso arancio con scritte nere) e copertine importate dall’america (circa 100 £) .

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Oggi raggiungono belle cifre e sono molto più rare delle edizioni americane. Poi abbiamo la stampa americana sicuramente le più collezionabili visto che la band era americana , con la bellissima etichetta color oro e scritte nere/bianche; esistono parecchie variazioni su questo in base allo stato di stampa: l’etichetta può essere color nocciola chiaro o scuro invece che oro (verrà sostituita nel tempo fine 1968 circa, dalla label rosso/nera/bianco). La prima copertina – parecchio rara non ha alcun riferimento al disco d’oro per le vendite, che avranno tutte le edizioni sucessive. La stampa stereo si trova sui 50/70$ L’edizione monofonica (EKL 74007) ancora una volta è molto ambita ma rara soprattutto se in condizioni eccellenti (150$). Da cercare poi le variazioni grafiche nelle copertine dei 45 estratti dal primo album: Break on thru e Light my fire (versione corta differente dall’album). Ometto i titoli usciti solo in Europa con cover esclusiva. Stupende le copertine Italiane, Francesi, Tedesche, Svedesi, Danesi con variazioni fotografiche mozzafiato. Iniziate a risparmiare e armatevi di tanta pazienza : se è vero che oggi il mercato del vinile da collezione è in crisi e le quotazioni in calo rapido è vero che dai bei dischi non ci si separa neanche nei momenti più bui e i Doors in fatto di bei dischi fanno scuola!

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