SUBSONICA @ Sherwood 2012

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subsonica SUBSONICA @ Sherwood 2012

SUBSONICA “Disobbedire per costruire”
@ Sherwood 2012

I Subsonica sono musica che cola come birra e sudore. Sono un Discolabirinto di seimila corpi che si spalmano l’uno sull’altro incuranti del caldo. Si balla dove si può, cioè ovunque. Gli idranti che vengono spruzzanti in mezzo alla folla aiutano chi non conosce limiti. Il concerto di Samuel, Davide “Boosta”, Enrico “Ninja”, Max e Luca “Vicio” allo Sherwood Festival di Padova è ormai un appuntamento fisso che il popolo sherwoodiano attende con ansia e festeggia con gioia. Loro ci ritornano sempre volentieri e sul palco portano avanti il concetto che “disobbedire e costruire non sono due cose antitetiche. Evidentemente l’ambiente scomodo di Sherwood costruisce qualcosa che gli altri non riescono a far crescere. Continuiamo a disobbedire per costruire qualcosa di diverso.” Scoppia il rave della disobbedienza costruttiva, senza dimenticare la Genova del 2001 con “Sole silenzioso”, e i grandi successi di una carriera che dura da 15 anni. La band è in forma, gli arrangiamenti dal vivo esplodono.

Il Samuel stonato del concerto del Primo Maggio è solo un ricordo: la sua voce fa onore al pubblico delle grandi occasioni. C’è “Liberi tutti”, “Il diluvio”, si sfogano le proprie rabbie e incomprensioni su “Benzina ogoshi”, manifesto sottovalutato che unisce e raduna come pochi altri brani. Dopo un’ora di concerto arriva una pausa che spezza e stride con l’atmosfera della serata. Ma quando si ritorna sul palco con “Cose che non ho”, “La glaciazione”, “Il centro della fiamma” la pausa appare provvidenziale. “La scaletta potrebbe prendere ora una piega estremamente commerciale- provocano- ci avete accusato più volte di esserci venduti”. Il pubblico applaude, i singoli sono l’ossatura portante di un concerto e i Subsonica lo sanno bene. Bando alle ciance e via con “Nuova ossessione”, la riuscitissima “Up patriots to arm”, si rallenta con “L’odore” tratto da “Terrestre”. Poi, come nel finale dei fuochi d’artificio, si prosegue finchè non scade il tempo. Ci stanno i bis e i bis del bis, tra luci e decibel. Nella clessidra delle emozioni.

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