Spring – Teho Teardo & Blixa Bargeld

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Spring – Teho Teardo & Blixa Bargeld
Etichetta: Spècula
Uscita: 19 aprile 2014 (in vinile e digitale)
Tracce:
A – The Empty Boat
Nirgendheim
B – Soli si muore
Millions of Eels
Crimson & Clover

In una bella e buffa immagine in sfumature di grigio, Teho e Blixa guardano in direzioni opposte, uniti solo dalla vicinanza fisica e dagli indici puntati l’uno verso l’altro. Sembra di riconoscere la volontà di proseguire ciascuno il proprio percorso offrendone un’eccezionale (in ogni senso) intersezione in un album di canzoni realizzato in collaborazione. Un disco che ha sorpreso tutti l’anno scorso: si perde il conto delle recensioni entusiastiche e delle testate di settore che hanno annoverato STILL SMILING tra gli album più belli del 2013.
Per fortuna il loro sodalizio continua e, a circa un anno di distanza, esce SPRING. Composto da tre cover su cinque pezzi, questo EP mi aveva fatto pensare a una sorta di riempitivo, un regalino ai fan dell’insolito duo che vanno moltiplicandosi di giorno in giorno ma il cui affetto recente va pur sempre coltivato. Ancora prima di averlo tra le mani, tuttavia, ascoltando i brani live in occasione del concerto all’Auditorium Flog di Firenze, ho capito che sarebbe stato un altro, unico, gioiello. In particolare c’è una canzone che mi ha impedito di scriverne fino a oggi, una canzone per cui non trovavo le parole. Qualunque appassionato di musica avrà certamente fatto esperienza di quella compulsione che ti spinge ad ascoltare un pezzo all’infinito, fino a tirar tardi la sera e a svegliarti la mattina con l’impulso di metterlo sul piatto prima ancora di bere il caffè. Quella fissazione messa in caricatura in un geniale episodio dei Griffin (https://www.youtube.com/watch?v=edWqHThYMK0).
Per dieci giorni sono rimasta letteralmente abbracciata soprattutto a “Nirgendheim”, ma anche alla cover incisiva e intrigante di “The Empty Boat” di Caetano Veloso, che viene riarrangiata in chiave minimalista sostituendo l’accompagnamento della chitarra acustica con un ammaliante violoncello. Ho detto “abbracciata” perché la voce di Blixa, altrove graffiante e non di rado virulenta, in questi due pezzi è talmente materica e avvolgente che sembra possibile instaurarvi un contatto fisico, ricavarne sensazioni tattili. È come un grembo che ti accoglie, la fiamma del camino che ti scalda fino in fondo alle ossa. Ritrovo nel lato A di questo EP la sua capacità di creare uno spazio di profonda intimità, che già brillava nella title-track di STILL SMILING e in certi pezzi degli Einstürzende Neubauten, come “Nagorny Karabach”.
Blixa Bargeld Teho Teardo tour 2014 spring 700x457 Spring – Teho Teardo & Blixa Bargeld“Smisurata” è l’aggettivo che mi è venuto in mente per primo (ironicamente, nella versione digitale compare come “This little song”): vasta e commovente come l’adagio di Albinoni, è in grado di sintetizzare gli alti e bassi di una vita intera al pari di un romanzo o di un film. E proprio a un film fanno pensare le voci che si rincorrono e si mordono a un certo punto, inserendosi nella trama sonora che è la cifra stilistica inimitabile di Teho Teardo, una tensione tra archi, chitarre ed elettronica che nell’ascoltatore (non in tutti forse, in me senz’altro) può tramutarsi in tensione emotiva dalla potenza inaudita. Le strofe si dilatano come un cielo collerico mentre il ritornello è un rifugio dalla furia degli elementi, un tepore di mani che ti scostano i capelli bagnati dal viso. Come sempre le sonorità limpide e intense concorrono all’impatto complessivo ma sono facilmente segmentabili nell’ascolto per viverle singolarmente e addentrarsi ancora di più nella musica, alla scoperta dei dettagli. Giganteggia il violoncello di Martina Bertoni, di volta in volta affilato, ossessivo, carezzevole e, a sorpresa, arriva un’armonica struggente a segnare l’apice del pezzo.
Allo spegnersi della musica, con un “Owww” Blixa arriva a scuoterci dall’abbandono e introduce il brano seguente, nonché il primo del lato B del vinile. Si cambia completamente tono con la curiosa cover, già eseguita dal vivo fin dall’anno scorso, di “Soli si muore”, la hit del 1968 portata al successo in italiano da Patrick Samson e di cui in chiusura dell’EP si riprende anche l’originale in lingua inglese, “Crimson & Clover”, firmato Tommy James and The Shondelles. Non è esattamente nelle mie corde ma in questo contesto, e in particolare grazie all’adorabile italiano di Blixa, suona come una scelta divertente e leggera, necessario contrappeso al pathos degli altri tre brani. Già in STILL SMILING i due artisti avevano dato prova del proprio senso dell’umorismo con la fantastica “Mi scusi” e altre spruzzate di ironia disseminate nell’arco del disco.
Tra le due versioni di “Crimson & Clover” si inserisce “Millions of Eels”, già proposta da tempo durante i live. “Mi emozionerebbe anche leggendo la lista della spesa” si usa dire per esaltare il talento vocale di qualcuno. Ed è quello che più o meno fa Blixa in questo caso: con piglio scientifico, declama stralci di Wikipedia che illustrano il ciclo vitale e le mutazioni dell’anguilla mentre la musica lotta con la voluta monotonia dell’esposizione gonfiandosi come un mare in tempesta. “Out of the Sargasso Sea”… “Back to the Sargasso Sea”: a metà e alla fine del brano, gli strumenti si placano lasciando la ribalta alla voce giocosa e ammiccante, mentre immaginiamo le anguille in trasformazione e i milioni del titolo, complice la musica ansiogena, ci fanno temere un’invasione tipo piaga d’Egitto. Un bel colpo di genio.

Da segnare sul calendario: il 19 aprile, ovvero il Record Store Day, ma anche la data di uscita ufficiale dell’EP. A meno che, come ho fatto io, non ve lo siate procurati subito dopo un concerto e non stia già girando ininterrottamente sul vostro piatto.

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