Skid Row

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SKID ROW @ New Age (TV) di Davide Visentin

04.12.10 New Age Club, tempio del rock trevigiano: sul palco, a scaldare un freddo sabato sera, gli Skid Row, godfathers dell’hair metal. Il locale è gremito di gente e la pista si scalda sulle note dei Baby Beluga, opening più che degna per un concerto che ha tutto il sapore dei primi anni 90; l’ambiente e il pubblico aiutano, le giacche in pelle e il latex la fanno da padroni mentre le giovani e meno giovani avventrici si scaldano con i primi drink. La band del New Jersey si fa attendere fin oltre le 11, quando il primo ad entrare è Johnny Solinger, cappello da cowboy leopardato, occhiale scuro e maglietta smanicata: un breve saluto mentre la band si sistema e le note di “Big Guns” iniziano a far muovere le masse. Seguono “New Generation” e “Mudkicker” con la quale deflagra il primo pogo sull’assolo spaccabudella di Scotti Hill alla chitarra, particolarmente assatanato.

A questo punto il pubblico è pronto a sentire le hits per cui ha pagato il biglietto: la chitarra di Sabo fa partire un bis di primi niente male, con “Piece of me” (con l’odience in estasi cantando il ritornello quasi senza l’aiuto di Johnny) seguita a ruota da “18 and life”; due parole di ringraziamento di Solinger e canonici complimenti a cibo-donne-pizza italiani mentre il resto della band prende fiato, e si riparte con le scatenate “Thick is the skin” e “Making a mess”.  Questo quintetto di esperti rocker sa come far muovere i suoi fan: “Monkey Business” è una cannonata in pieno petto; alla fine del pezzo Johnny scompare e scatta un assolo intrecciato tra “the snake” Sabo e Scotti Hill che tiene tutti col fiato sospeso per più di 10 minuti: i due chitarristi si divertono e ridono assieme al pubblico che si scioglie in un lungo applauso, mentre Johnny rientra per un ultimo ritornello.

Solinger promette un nuovo album per l’anno prossimo e ringrazia i fan per il supporto negli anni (simpatico quando manda a quel paese chi, 11 anni fa, diceva che non sarebbe durato come frontman del gruppo); “Sweet little sister” suona quasi come un tempo, seguita dalla più recente Ghost e dalla cover dei Ramones “Psycho therapy”, cantata da Bolan.

Solinger fa partire un coro, assecondato di buon grado da un pubblico che ormai pende dalle sue labbra, mentre un roadie porta a Sabo la chitarra acustica ed una sigaretta accesa. È chiaro che è giunto il momento che tutti aspettavamo; calano le luci e sul palco restano solo Johnny  e Dave Sabo, che suona uno degli arpeggi di chitarra più famosi della storia del rock: è il momento di “I remember you”. È la prova del fuoco per Solinger che, nonostante lasci cantare tutti gli altissimi ritornelli al pubblico – “thanks god you’re here”, scherza Johnny sull’applauso finale- se la cava abbastanza bene con uno spartito di voce evidentemente riarrangiato dopo l’addio di Sebastian Bach: il risultato è un’emozionante esecuzione della ballad più celebre degli Skid Row, molto coinvolgente in particolare per i moltissimi non più adolescenti di cui la sala è colma. Prima di chiudere si torna a saltare con un altro super classico, “Slave to the grind”. Ancora una volta l’esecuzione è pressoché perfetta e il pubblico ringrazia con un lunghissimo applauso mentre la band esce.

Pochi minuti e a grande richiesta di una odience in visibilio gli Skid Row rientrano per l’ultima cavalcata, e salutano con un pezzo che è una loro bandiera: e siamo tutti giovani e selvaggi, e saltiamo e poghiamo sudati; we are the “Youth gone wild”. Finisce così un concerto che supera le aspettative della vigilia, con un gruppo di “rocker old school” ancora capace di dare al suo pubblico di aficionados quello che merita; ottima prova anche per il nuovo entrato, il batterista Rob Hammersmith, che lì dietro pulsa insistente e non perde un colpo.

Una serata magica che va oltre la semplice smielata nostalgia di tempi migliori per la “musica del diavolo”; la verità è che stanotte non sembra passato un attimo da quando gruppi come questi sventolavano, fieri e superbi, la bandiera teschi ed ossa dell’hard rock come stile di vita.

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