rockidro01

ROCK IN IDRHO di Viola HCPH – foto di Michela Del Forno
rockidro01 ROCK IN IDRHO
”Da grande evento a buffonata totale a evento organizzato alla cazzo, insomma del Rock in Idrho quest’anno se ne sono sentite e dette tante. Una sola certezza abbiamo, chi c’è andato sa com’è andata chi se ne è stato in poltrona non lo saprà mai perché diciamocelo, per quante parole si possono dire quando risuonano gli accordi di Everlong non c’è più niente da dire. A chi si lamenta e si è lamentato dell’organizzazione e del prezzo voglio sinceramente dire che certo, il livello dei festival in Italia non è dei migliori ma si sa il rock non è da signorine e quando ci sono dei nomi così in lista bisogna solo sudare e dire grazie. Il vero peccato è stata “l’area privilegiati” davanti al palco che ricopriva i primi 25 metri, e che ha tolto la possibilità a molti di arrivare davanti… un po’ una cazzata questo bisogna dirlo. Per quanto riguarda il resto, mettete trentamila persone disidratate dentro un parcheggio d’asfalto, aggiungeteci un sole cocente che batte sulle capocce… a questo aggiungete su tutti un certo Iggy Pop e un Dave Grohl a far scatenare i trentamila disidratati. Risultato? Un inferno. Questo in poche parole è stato il Rock in Idrho di quest’anno, tanto caldo tanto sudore tanta sete e tante pacche, ma sopratutto tanta buona musica. Tant’è che se l’inferno fosse così sarebbe molto meglio di qualsiasi paradiso. Si è partiti con gli Outback, gruppo Sanremese mancato dai lunghi ciuffi che nessuno sa da dove sia spuntato sinceramente. Dopo di loro a tener alto l’onor di patria salgono sul palco i Ministri, gruppo milanese che, armato di divise e tanta cattiveria, ci fa pensare che forse in Italia ci sia ancora speranza. Propongono un repertorio vecchio graffiante e ci regalano anche un Stage diving finale. Si dice che gli irlandesi siano freddi ma, è un dato di fatto che ad aprire le danze sul serio sono stati i Flogging Molly, band tecnicamente spaventosa che con ballate punk folk inizia veramente a far sudare la gente. A farci tirare un po’ il fiato sono i Band Of Horse, forse non apprezzati dal popolo “iggypoppiano e social distortiortiano” ma che fanno una performance con i contro cazzi. Poche parole e tanta buona musica. Dopo l’ossigenata portata dai Band Of Horse a far ritornare la pelle appicicosa e, a farci spuntare i primi veri ematomi ci pensano i The Hives: agglomerato di personalità, stile, lettere giganti e fonici ninja che scorazzano sul palco, insomma uno show potente e divertente. Quando il sole e il caldo e le botte sembrano avere la meglio sui trentamila a dar manforte a mantenere il caos sotto il palco spunta la vecchia guardia, i meno giovani che a squarciagola cantano in un inglese maccheronico le canzoni dei loro idoli, Social Distortion e Iggy and The Stooges tanto da farci rimpiangere di non essere nati qualche decennio prima. I Social premiano, regalando anche la cover “Ring Of Fire” di Johnny Cash… e scusate se è poco. Per quanto riguarda Iggy Pop, anche se messo come pre-headliner, è chiaro che non è secondo a nessuno. Lui è il RE. Sporcizia, perversione, provocazione esaltati all’ennesima potenza in una sola persona. Balla, si struscia, distrugge l’asta del microfono e si inzuppa con un’infinità di bottigliette d’acqua, fa salire e cantare gente, lancia il microfono sulla folla e lo fa girare il tutto con il suo celebre movimento di bacino. Uno show pauroso che solo Iggy Pop può permettersi di fare tanto da farci gridare tutti a squarciagola “I wanna be your dog”. E poi… e poi il sole è andato giù e le luci si spengono e dopo sei lunghissimi anni a rimettere piede in suolo italiano sono loro, i Foo Fighters, uno spettacolo con la S maiuscola, un muro di suoni. Salgono spaccano e si divertono punto. Dave è una macchina da guerra. Suona, improvvisa, canta e trova anche il tempo di arrampicarsi sulle impalcature. Uno show completo con potenza e cattiveria: su tutte The Pretender e la nuova White Limo, ma c’è tempo per la canzone strappalacrime con un palco che si svuota lasciando spazio solo a Dave con “Times Like These”, e poi c’è tempo per una cover dei Queen, Tie Your Mother Down e per i pezzi degli album precedenti come Learn to Fly, My Hero, Monkey Wrench ecc. I Nirvana non si dimenticano mai e allora si va con Let It Die e poi ancora cattiveria con All My Life. E per finire LA canzone… Everlong. Insomma un evento amato e criticato, un evento che fa discutere ma almeno fa discutere di rock… certo argomento più interessante di bunga bunga e di pelati al potere.”

rockidro02 ROCK IN IDRHO

LE 15 CONSIDERAZIONI DEL “POST” : 1. Ho pensato più volte di trovarmi ad una tatoo convention più che a un concerto. 2. Affascinante passerella di strumenti a 6 corde. sto giro ha vinto la Gibson, sorry Leo. 3. Se Dave avesse urlato “siete dei coglioni” la folla lo avrebbe acclamato. Siamo un popolo ignorante e maccheronico rimasti al “the book is on the table”. 4. Apprezzabile vibrazione lanciata dai subwoofer e amplificata dall’asfalto… giusto per inebetirti ancora di più con l’effetto “calorifero”. Una stufa-vibratore sotto i piedi, ecco. Era molto meglio quando i concerti si facevan sull’erba. 5. La Monster Energy è un intruglio più simile ad un medicinale che ad una bibita. Bere tale schifezza per potersi assaporare 5 minuti di concerto dall’alto… ragazzi… dai!! 6. Un consiglio all’altro sesso: i festival son il luogo migliore per rimorchiare… o semplicemente per gustarsi l’occhio: ragazze svestite, bagnate, ubriache ovunque… pensateci! 7. La prossima volta… magari sostituire lo stand della Jack Daniels con quello della Garnier. A distribuire free sample di crema solare… sarebbe utile ai molti che già a mezzogiorno somigliano più a dei crostacei che delle persone (e si ostinano sotto il sole in mutande).  8. Io so che anche i finley erano al Rock In Idrho. 9. Iggy per essere ormai sulla sessantina forse risparmia sullo stylist e investe in doppanti perché diciamolo… sul palco sa ancora destreggiarsi. 10. Social Distortion un po’ in versione emo… ma c’han pensato le due ballerine nigga al fine (vestite di tiger scozzesi e stivali bianchi pelosi) a ravvivare il pubblico maschile. Bella pensata. 11. Dave… non devi usare la carta “perché sapete, prima dei Foo Fighters avevo un altro gruppo…”. Lo sappiamo tutti, non preoccuparti. E comunque… continua così ragazzo, che vai forte.12. Hives in total black and white… han fatto la loro figura on stage. Molto british e poco swedish. 13. I Flogging Molly han la guinnes che scorre nel sangue: vincitori morali per come han fatto ballare 20mila persone sotto a sole.14. Da parte dei Ministri… m’ero illusa di vedere più energia. Ci vorrebbe comunque più attenzione ai gruppi nazionali, questi ragazzi non son male.15. Per i soldi spesi, avrei voluto vedere qualcosa oltre un maxischermo… o mi portavo i pop-corn.  (di violahcph)

rockidro03 ROCK IN IDRHO

“Neanche un alberello, birra buttata nonostante la preparazione travasata e senza tappo, fiumi di piscia che formavano puzzolenti arabeschi sull’asfalto rovente prima di evaporare. C’erano delle tipe coi rasta finti che andavano bullandosi per uno stupido adesivo verde con su scritto press ma in compenso sono stati avvistati dei culi ai quali mancava solo l’uso della parola e vari tatuaggi con la capacità di rendere fighi i loro portatori a prescindere dal corpo di partenza. Il service è migliorato rispetto al concerto dei system tenutosi nello stesso spiazzo di asfalto 2 settimane prima e le luci dei Foo Fighters mi hanno fatto riconsiderare la possibilità di andare a vedere un concerto di Shakira o Lady Gaga prima o poilo stand della Jack Daniels forniva svariate lattine calde a gratis per le mani abbastanza leste e bersele ascoltando i social distortion aveva il suo perché…. Per fare un commento serio: 70 euro più spese di trasporto e beveraggi dimostrano che il pubblico italiano è talmente assetato di festival da buttare un sacco di soldi per un evento organizzato alla cazzo, meriteremmo di più… a Osoppo Udine i salici piangono per esempio…” (di Davide Dady Sgambaro)

rockidro04 ROCK IN IDRHO

”E’ la prima volta che metto piede al Rock In Idrho e devo dire che il sole, l’afa e il luogo inappropriato per ospitare migliaia di persone non hanno fermato la musica di alto livello. Purtroppo arrivo mentre i Flogging Molly stanno terminando il loro concerto quindi mi perdo i Ministri, unici connazionali a tenere alta la bandiera italiana (eccezion fatta per gli emergenti Outback in apertura). Nonostante ciò mi piazzo sotto il sole ad ascoltare i Band of Horses, che quasi mi obbligano a cercare un posto all’ombra dato il pizzico di noia che mi procurano. Niente da dire, nessun errore tecnico, ma personalmente penso che la loro musica sia abbastanza monotona e che la loro presenza scenica lasci a desiderare. Arriva il momento dei The Hives e con grande curiosità mi spingo verso le prime file e per un’ora intera osservo attentamente questa band della quale ho sentito parlare molto bene riguardo alle loro prestazioni live. Gli Svedesi sono l’esatto contrario dei Band Of Horses: una grande presenza sul palco ma parecchi errori strumentali (c’è chi dice di non averli mai sentiti così “distratti”). Abbastanza deluso decido di riposarmi e combatto per l’ombra e per qualcosa di fresco da bere. Dopo un’ora e mezza sono stremato dall’afa omicida e mi ascolto i Social Distortion seduto in fondo al grande parcheggio, troppo lontano dal palco per permettermi di fare critiche o elogi anche se mi sembra una performance degna di applausi per questa band storica. Finalmente è ora di Iggy Pop & The Stooges , anche in questo caso mi fiondo davanti per lasciarmi stupire da questa leggenda della musica. E’ un’ora di puro rock alla vecchia maniera e Iggy, nonostante l’età, è sempre il solito animale da palcoscenico: anche se scalfito dagli anni non si ferma un secondo per prendere fiato, ma anzi, chiama pure sul palco una decina di persone dalle prime file a ballare e cantare con lui. Idolo! Cambio palco prima dei Foo Fighters, mi preparo psicologicamente per il grande finale sperando che almeno loro valgano il prezzo intero del biglietto. Così è stato, Dave Grohl e i suoi Foo Fighters non deludono, colpiscono a pugni in faccia con ogni pezzo, sia nuovo che datato e pure con covers. Impeccabili tecnicamente e pure divertenti sul palco, simpatici e sarcastici intrattengono il pubblico con piccoli sketch e sfide di assoli assortiti, insomma, meravigliosi. Piccola ammonizione per l’organizzazione. Fare un festival di una giornata intera sotto al sole cocente in un parcheggio enorme della zona fiera di Milano è alquanto masochista a mio parere. Poca ombra, pochi stand per bere e mangiare e, dal fondo, una pessima acustica. Ottimi i bagni.” (di Carlo Valletti)

facebook ROCK IN IDRHOtwitter ROCK IN IDRHOgoogle ROCK IN IDRHOtumblr ROCK IN IDRHOemail ROCK IN IDRHOpinterest ROCK IN IDRHO