ROCK IN IDRHO 1.0

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ROCK IN IDRHO 1.0
di Enzo Terenzillo Melluso – Foto di Viola HCPH

Anche nel 2012 si sono aperti cancelli del Rock In Idro, nascente festival Italiano che giunto alla sua 5^ Edizione non ha mancato di stupire con alcune novità: due date da fuoco, due palchi e due Locations!!! Quest’anno l’evento ha allietato tutti con la data Preview del Festival, strappando i biglietti il 13 Giugno a Carroponte di Sesto San Giovanni, oltre ad aprire le danze del Rock In Idro si è alzato il sipario sull’onda musicale che travolgerà l’estate Italiana.

Come Pre non ci si può assolutamente lamentare della Line Up, che ha presentato gruppi di ormai due generazioni, nomi di alto livello tecnico e storico nella scena Hard-Core melodica e Garage Punk internazionale: The Offspring, The Hives, Billy Talent, Lagwagon, Hot Water Music e La Dispute. A Carroponte, già teatro di importanti concerti come quello dei Nofx, sono stati installati due stage nel quale i gruppi continuavano ad alternarsi risparmiando il tempo del cambio palco e a volte, purtroppo, anche del sound check, mentre l’altra band era ancora al centro del suo show. Così il pubblico si è trovato ad essere pallina di PingPong tra i due palchi tralasciando quei pochi che preso il posto sotto il Main Stage non si son schiodati fino all’arrivo dei tanto attesi Offspring. La 5^ del festival è stata aperta da La Dispute alle 18.30 seguiti subito dopo da i Billy Talent nel Main stage alle 19.15.

L’esibizione del primo gruppo non è stata proprio classificabile tra le migliori considerando che il fonico non ha dato il sound che una band avrebbe meritato ad un festival di questo livello: un suono chiuso, da check, che sembrava uscire dalle casse spia più che dalle casse palco. Il caldo e la poca gente (causa dell’orario) sotto il palco non hanno aiutato la situazione, nonostante tutto il gruppo ha proposto la sua scaletta in modo del tutto professionale. Anche per i secondi la situazione non migliora dall’esterno, primi tra i protagonisti del Main Stage hanno intrattenuto il pubblico per una quarantina di minuti con le loro canzoni Punk Rock; nonostante le canzoni del gruppo canadese abbiano avuto un buon tiro, il basso volume che si percepiva da fuori, a mio parere, non ha caricato del tutto i fans. E’ il turno dei Hot Water Music che come immaginabile hanno saputo caricare e scaldare gli animi a plettrate di un buon sano Post Harcore. Anche con loro purtroppo, bisogna affermare, che i fonici son stati abbastanza crudeli soprattutto all’inizio quando ci si chiedeva se i chitarristi fossero uno o due, errore subito corretto in un secondo momento.

Comunque, non c’è da preoccuparsi, perchè è risaputo che in un qualsiasi Festival il volume continua a crescere avvinandosi alla fine. Infatti, quando è il turno de i The Hives, il sound comincia a salire anche se per alcuni è ancora troppo basso. I 5 Svedesi, presentatisi nella loro classica divisa in camicia bianca e frac nero, non hanno lasciato respiro al pubblico che ha ballato e cantato a ritmo del Garage Punk per tutto il tempo dello show. Un repertorio vario da “Come On” a singoli più vecchi come “Main Offender”e “Walk Idiot Walk” per terminare con “Tick Tick Boom”, niente di meglio per presentare e lasciare il posto ai Lagwagon. Per i 5 californiani Punk Rockettari non si può che parlare di origini, uno di quei gruppi che nel loro piccolo segna le generazioni, dopo oltre vent’anni di sana musica non vengono a mancare di un’ottima presenza sul palco, Joey Cape ha dimostrato di non sentire l’età. Aprono le danze con “Island Of Shame”, un pezzo storico del 94 con il quale la folla ha cominciato a cantare e pogare, lasciando spazio a molti altri pezzi storici come “Weak”, “After You My Friend”, “Sleep”, “Coffee And Cigarettes” e “Give it Back” con i quali il pubblico ha raggiunto il massimo dell’entusiasmo.

Uno Show all’insegna del punk rock californiano vecchio stile per un gruppo che ha dimostrato di saper tener duro e resistere anche in questi tempi sempre più difficili dove i cambiamenti sembrano essenziali. Chiudono il concerto con il classicone “May 16” per lasciare posto alla Main Band della serata: The Offspring, il gruppo Californiano che ha intaccato e inciso più di qualunque altro le menti della generazione anni 90.
Un gruppo maestro che per un’ora e quarto ha intrattenuto il pubblico principalmente, se non solo, con canzoni dei vecchi album; di parte, come gran fan degli Off, posso dire che sono una band che ha modificato un pò il sound con gli ultimi due cd cercando di trovare un giusto compromesso fra il moderno e quello che è il loro stile, cosa non del tutto apprezzata dalla maggior parte dei fans che preferisce ricordarli con la scaletta di Americana o Smash. Infatti, la canzone “Days Go By” del nuovo album non è stata molto apprezzata dal pubblico che però si è subito ripreso con “Have You Ever”, “Staring At The Sun” e “Original Prankster”.

Un’ora e mezza all’insegna di ricordi, urla e pogo per un gruppo che ha dimostrato ancora una volta di saper fare il proprio dovere. A dir la verità, mi son sembrati un po’ distaccati a livello di sentimento sul palco, forse perché il tempo e il lavoro non sono clementi con nessuno, nemmeno con chi vuol essere l’eterno giovane, forse perché non completamente soddisfatti del riscontro degli ultimi pezzi creati e neanche proposti come l’ultimo singolo “Cruising California”, o magari forse perché un po’ stanchi di vivere nel ricordo dell’onda del successo dei vecchi pezzi. Alla fine, si sa!!! la musica rievoca ricordi e emozioni… e i ricordi, sono ricordi per tutti. Al di là dei problemi di Sound, la Previw del Rock In Idro è stata azzeccata, quindi con pollice alto attendiamo la seconda data!!!

GUARDA LA PHOTOGALLERY by VIOLA HCPH

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