Randy Hansen & Leon Hendrix

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5 Randy Hansen & Leon Hendrix

Randy Hansen – Leon Hendrix

Naima Club, Forlì – 27 Novembre 2010

Il Naima Club offre al suo pubblico la possibilità di ricordare Jimi Hendrix e apprezzare la sua musica con un’ evento straordinario. Il 27 novembre, sera del compleanno di Hendrix il palco ospita il fratello Leon, in Italia per la prima volta, e Randy Hansen,  il massimo esponente del lascito di questo grande artista. A Leon viene riservata un’accoglienza straordinaria. Locale gremito, viene invitato sul palco e intervistato.

Cosa si può chiedere a un personaggio dal nome così ingombrante? Una domanda sulla misteriosa morte del fratello e i burrascosi rapporti con il manager, Mike Jeffrey, che da anni fanno sospettare una sua responsabilità nella nebulosa leggenda che avvolge la morte di Jimi, infastidisce Leon, che si dice convinto che lo spirito della sera sia solo quello di celebrare la musica del fratello.

A distanza di un decennio dal suo ultimo tour in Italia torna Randy Hansen, considerato da critica e esperti il più autorevole interprete della musica di Jimi. Nato anche lui a Seattle, classe 1954, Randy è simile a Hendrix nello stile quanto nella fisionomia (destino?!). Il suo “Tribut Act” è senza dubbio l’omaggio più veritiero che si possa trovare sulla scena, non solo per l’autorevolezza (Randy ha suonato con i più talentuosi chitarristi ispirati da Jimi, ma anche con i musicisti della stessa band di Hendrix) e non solo per la precisione della sua reinterpretazione, ma anche per l’aspetto emozionale e spettacolare della sua esibizione. Randy occasionalmente divide il palco con Leon,presentandolo come un suo fratello. Leon sembra impacciato; senza dubbio sagace nel decidere di non abbracciare la chitarra in una serata dove l’attenzione pare essere tutta per Randy, per la sua dirompente presenza scenica.

A Leon, Randy lascia cantare Hey Joe, All Along the Watchtower e sul finale, Purple Haze. Randy  improvvisa funambolie chitarriste: non potevano mancare i classici cliché, tra l’altro sempre ben accetti, come suonare la chitarra coi denti, o dietro la schiena. Accompagnato da un’ ottima band, ci regala classici come Voodoo Child, Castles Made of Sand, The Wind Cries Mary, interpretati con saggezza e sentimento. Nel finale Randy ci stupisce con 1983, canzone raramente (o forse mai) presa in considerazione nei vari tributi a Jimi. E con un divertente sketch sulle note di Foxy Lady. Grande trascinatore, ironico e provocatorio quanto il suo maestro, Randy si tuffa su una “povera sventurata” mammina in visita con la figlia in prima fila, muovendosi sinuosamente sulle sue gambe.

Chi ha assistito ai vari appuntamenti proposti dal Naima Club, sarà tentato nel paragone con l’altro grande ospite di questa stagione: Uli Jon Roth. Il giudizio sarebbe affrettato, e forse a favore di quest’ultimo che, considerato da tanti un semplice emulo Hendrixiano, è autore di un’attività che solo in piccola parte si e’ concentrata su Hendrix. Non si sottovaluti però neanche Randy Hansen, il quale ma non si limita ad essere uno spassionato alter – ego. Randy è infatti dotato di una raffinata sensibilità artistica, di una personale spontaneità e di una spiccata sensualità. A chiunque voglia approfondire la conoscenza di questo grande musicista, rimando ai suoi dischi e invito ai prossimi concerti che Randy terrà nel nostro paese.

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03/12 san Saverino Blues – San Severino Marche (MC)

04/12 La Darsena- Perugia (PG)

05/12 Matrioska Disco Club (ex People of Art) – Modena (MO)

06/12 Auditorium Bergamo (BG)

07/12 Fillmore – Cortemaggiore (PC)

08/12 Rock’n’roll Arena – Romagnano Sesia (NO)

09/12 Teatro Giocosa – Ivrea (TO)

10/12 New Age Club – Roncade (TV)

11/12 Il Peocio -  Trofarello (TO)

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