QUATTRO DOMANDE AI NEW CANDYS

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QUATTRO DOMANDE AI NEW CANDYS
di Ale Riptapes

1. Ciao ragazzi, intanto vi faccio i complimenti per i traguardi raggiunti ed il lavoro svolto fin’ora, penso che a livello compositivo generale siate arrivati ad un ottimo punto. Parigi, Glasgow, Manchester, Londra, Berlino, eccetera, tanta roba vedo, vi state arricchendo immagino (non mi riferisco ai soldi), come sta andando il tour?
Grazie mille, stiamo rispondendo alle domande da casa, siamo rientrati da pochi giorni. Il tour è stato bello e tosto, ancora più appagante rispetto a quello dell’anno scorso perché il pubblico è aumentato, soprattutto in UK, è stato divertente. Comunque un po’ ci siamo “arricchiti”, che va sempre bene in previsione studio…

2. Abbiamo bisogno di nomi nuovi, di gente che sta ancora sotto che più sotto non si può e che secondo voi emergerà. Ci potete indicare qualche bands, qualche progetto che si farà conoscere nel prossimo ed imminente futuro?
Questo è troppo difficile, notiamo il “genere” o “scena” “psych rock” dove ci ritroviamo inglobati è ancora attuale, ci sono molti appassionati ed ascoltatori nuovi, chi ci dice ha ripreso a comprare vinili ora e si era fermato con gli Spacemen 3 o prima… noi ci possiamo fermare a chi abbiamo visto suonare ultimamente, rimanendo appunto al tour appena fatto diciamo Juleah, una ragazza Austriaca e poi Nicklas Sorensen, Danese, entrambi davvero molto bravi.

3. So che state lavorando su dei pezzi nuovi, sbaglio? Ci spiegate un pò meglio a che punto siete e cosa avete già messo nel pentolone? L’ uscita prevista per quando circa? Etichetta?
Si stiamo ultimando gli arrangiamenti della maggior parte dei pezzi, altri li stiamo finendo di scrivere, siamo al 75% diciamo. Sonoricamente sarà più cattivo dell’ultimo. Uscirà quando pronto non ci siamo messi deadline, speriamo agli inizi del prossimo anno e con chi avrà più voglia di farlo uscire, ogni volta ci piace cambiare e collaborare con persone che stimiamo con cui condividiamo l’approccio DIY, perfortuna ora possiamo disinteressarci riguardo a label e quant’altro perché l’interesse nei nostri confronti è aumentato, dovremo solo decidere e non più cercare come in passato. Per noi conta solo fare un disco che abbia senso di esistere, non pubblicare musica mediocre (ce n’è già troppa) causa fretta o poca ispirazione, che ci soddisfi più dei precedenti, perché a livello di registrazione in studio possiamo crescere e migliorarci sicuramente.

4. Ci vedremo domenica 29 maggio nel giardino estivo del Majo, che a mio giudizio è una splendida location per voi e soprattutto per il vostro genere e sarete affiancati dai Randomanti con i quali avete già collaborato al CSC. Qual’è il vostro rapporto con i visual?
Con il primo album abbiamo utilizzato un proiettore ad olio a qualche concerto però ci stiamo sempre più staccando dall’immaginario sixties, ormai da qualche anno, stiamo studiando qualcosa perché comunque i visual se ben fatti e coordinati sono davvero un valore aggiunto allo show, ad esempio gli Underground Youth li utilizzano e sono davvero d’effetto. Grazie dell’intervista a prestissimo!

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