PLACEBO “20 YEARS” – La Rosa e la Corda

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PLACEBO “20 YEARS” – La Rosa e la Corda
recensione e intervista di Alessandro Brusa

I Placebo si apprestano a celebrare i venti anni di attività e come regalo di compleanno ci ritroviamo tra le mani questa accurata e potente biografia non autorizzata. Sono passati dieci anni dall’ultimo e unico volume monografico stampato in Italia (Placebo – 21st century boys – Arcana) e questo silenzio insostenibile viene ora interrotto da un lavoro che stupisce per la capacità di trasmettere l’amore per la band senza perdere la lucidità e il rigore che una seria monografia deve dimostrare. Già nell’introduzione Francesca Del Moro riesce a dosare passione e accuratezza, con una poesia del poeta Massimiliano Chiamenti ad esergo di un capitolo che, immediatamente, ci dà la caratura del libro: incalzante, preciso, senza spazio a inutili fronzoli o inutili giochetti… insomma, un libro che sembra uno di quei pezzi di chitarra che i Placebo ci hanno regalato in abbondanza.

Il volume segue fedelmente il percorso della band dagli esordi all’ultimo “Loud Like Love”. A ogni album e conseguentemente a ogni fase della carriera dei Placebo è dedicato un capitolo che ripercorre la genesi del disco stesso, utilizzando come controcanto all’analisi critica dei brani e della musica, le parole di Brian come quelle degli altri membri della band, riportando l’attenzione sui veri protagonisti senza scandagliare inutilmente la loro storia con pruderie più adatte a una giornalista patinata che a un critico musicale. Grande attenzione è dimostrata non solo alla revisione dei brani, ma al progetto musicale completo, comprensivo quindi del packaging, della scelta e della realizzazione dei video che accompagnano i pezzi, fino alla costruzione e allo svolgimento del tour promozionale.

L’analisi critica come detto è completa, ovvero ricerca non solo le fonti che si sono espresse positivamente nei confronti della band, ma anche le voci che negli anni hanno più aspramente criticato un progetto artistico ambizioso come quello dei Placebo. Interessante è infine l’aggiunta, in appendice, di un capitolo composto da frasi o brani o dichiarazioni di amore scritti appositamente dai fan: inserire le loro voci appare come un gesto nobile rivolto a coloro che, più dei critici, sono i veri fautori del successo della band.

Questo libro è quindi raccomandato a tutti i fan dei Placebo e agli amanti della musica che desiderino approfondire la storia di questo gruppo concentrando l’attenzione sulla sua evoluzione artistica e la sua magia.

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Intervista all’autrice Francesca Del Moro

1. Perché i Placebo?

Perché ho ricevuto talmente tanto dalla loro arte, a livello emotivo, intellettuale ed esistenziale, che mi è venuta voglia di ricambiare. Una biografia italiana su di loro non esisteva (a parte quella di Arcana, ormai vecchia di dieci anni) e così ho pensato di scriverla io.

2. Qual è il ruolo dei Placebo nella storia della musica Rock?

La storia della musica, così come ci viene raccontata dalla stampa più accreditata, è un avvicendarsi di mode. La forza dei Placebo sta proprio nell’impossibilità di posizionarli: sfuggono a tutte le etichette, andando per la loro strada e infischiandosene della moda del momento. Più che nella storia del rock, rivestono facilmente un ruolo nelle storie personali di chi li ascolta, grazie alla passione e alla vulnerabilità che sono i tratti salienti della loro musica.

3. Da ex groupie di una rock band mi ha colpito molto la prefazione di Teho Teardo; credo che aggiunga al tuo libro l’adrenalina della dimensione backstage vissuta da qualcuno coinvolto sia emotivamente sia professionalmente. Era quello che ti aspettavi? Come hai fatto a coinvolgerlo in questo progetto?

Anche la musica di Teho Teardo si è saldata al mio vissuto, cosa che capita raramente. L’ho contattato via facebook e lui si è sempre dimostrato gentile e disponibile. Ho scoperto in un secondo momento che aveva suonato insieme ai Placebo, così gli ho chiesto di scrivere la prefazione al libro, e lui mi ha dato quello che mi aspettavo: il racconto inedito di un’esperienza artistica e umana.

4. Delle collaborazioni che hanno avuto (ricordo con particolare affetto quelle con David Bowie e con Kate Bush) quale pensi sia la più riuscita dal punto di vista musicale?

Quella con il rapper Justin Warfield, che ha contribuito al brano “Spite & Malice” contenuto nell’album Black Market Music. Una riuscita commistione tra rap e rock, con un testo ipersofisticato e in cui brilla il contrasto tra le personalità dei due cantanti.

5. Brian Molko ha una personalità sfaccettata e complessa che tu hai bene affrontato nel tuo libro anche senza entrare nei dettagli della sua vita privata; il suo impatto sul pubblico è più a livello cerebrale, viscerale o è una sapiente e naturale commistione dei due aspetti?

Direi senz’altro viscerale. Quando canta è come se si rivolgesse a te direttamente (non sono la prima a dirlo), la sua voce si porta dietro la sua anima messa a nudo e in questo modo raggiunge la tua.

6. Maschio, femmina, uomo, donna, forse tutt’e due, forse nessuno dei due, è questo che fa eccitare i fan di Brian Molko?

La sua bellezza che varca con naturalezza il confine tra i due sessi ha avuto sicuramente un impatto sui fan, soprattutto agli esordi, quando sfruttava il suo aspetto androgino anche per lanciare un messaggio politico. Ma a risultare eccitante è soprattutto la voce, appassionata e sensuale, che non filtra in alcun modo le emozioni ma ne coglie appieno ogni minima sfumatura.

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PLACEBO “20 YEARS” – LA ROSA E LA CORDA

Notes and interview by Alessandro Brusa

Placebo are just about to celebrate their 20th anniversary when we find this accurate and powerful unauthorized biography as a present. Ten years have passed since the latest italian book about the band (Placebo – 21st century boys – Arcana), but silence is now filled by this fantastic piece of work characterized by the capacity to combine the love for the band with the clearness and rigor a serious monograph must have. A poem by Massimiliano Chiamenti put as an exergue to the introduction gives us the status of this book: pressing, precise, with no tricks and some unvarnished truth, just as one of those guitar riffs Placebo gave us all through these years. The book strictly follows the musical journey of the band from the early days to their latest work “Loud Like Love”. Each chapter is dedicated to a single album, narrating its birth and combining the critical analysis of the tracks with the direct speech of Brian and the other members of the band, bringing the attention back to the real heroes without fishing around the privacy of their lives. A great attention is given both to the review of the songs and the whole planning of the albums: from the packaging to the filming of the music videos and the live sets.

The most stunning characteristics of this book is, as already said, the accuracy of the critical analysis which is not only based on the positive reviews, but gives space even to those ones which have most severely criticized such an ambitious plan as Placebo’s is. Another interesting feature is the final chapter, made of lines and messages written by the fans themselves: giving attention to their voices is a generous gesture dedicated to those who, more than the critics, are responsible for the success of Brian and his fellows. Eventually this book is recommended to the fans as well as to all those who want to investigate the history of the band concentrating their attention on its artistic evolution and its magic.

Why did you decide to write this book about Placebo?
Because I got so much from their art, on an emotional, intellectual and existential point of view that I somehow decided to return the favour. The last biography in italian goes back to more than ten years ago (Arcana – Placebo – 21st century boys) so I decided to write one to fill this gap.

Whats the place of Placebo in the history of Rock Music?
The history of music, the way mainstream criticism tells it, is just a sequence of styles following one another. The strength of a band like Placebo is that of not being easily positioned: they escape all labels, running their own race without giving a damn about the latest fashion. But in my opinion, more than a place in Rock History they have a place in people’s lives, thanx to their passion and vulnerability.

As an ex groupie of a rock band Ive been very much impressed by Teho Teardos introduction, I think it adds the right boost, typical of the backstage nature with the insight of someone whos also deeply involved from a professional point of view. How did you get to drag him into this project?
Well.. even Teardo’s music is strongly tied to my life, which is not common thing. We got in touch on facebook and he’s always been willing and friendly. Later on I found out he had played with Placebo so I simply asked him if he didn’t mind to write the preface to my book and he just gave me what I expected: an original story of an artistic and human experience.

Among all the collaborations in Placebos career (I particularly love those with David Bowie and Kate Bush) which is, in your mind, the best one from an artistic point of view?
I think of that with Justin Warfield who contributed to “Spice & Malice” from the “Black Market Music” album. It’s a successful mixture of rap and rock with some extremely sophisticated lyrics which highlight Brian’s and Justin’s different personalities.

Brian Molko has a multifaceted and subtle personality which you painted so well even without getting into the personal details of his life: is his effect on the audience mental, deep-rooted or a wise yet natural blend of both aspects?
It’s deep-rooted for sure. When he sings, it looks like he’s talking straight to you (I’m not the only one who says this). His voice brings you his naked soul so to meet your own!

Male, female, man, woman, maybe both, maybe neither of the above, is this what turns his fans on?
His beauty, which naturally crosses gender boundaries had some impacts for sure, especially in the early days when Brian himself somehow made use of his androgyne look to come up with a political message. But the real turn on is his passionate and sensual voice which doesn’t let emotions and feelings leak out but grasps every single shade they have.

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PLACEBO – 20YEARS – La Rosa e la Corda
La BIOGRAFIA italiana sui PLACEBO
Edito da: Sound and Vision – Prefazione: Teho Teardo – Testi: Francesca Del Moro
Progetto grafico: Luigina Di Giampietro – Immagine di copertina “Loud Like Your Eyes” di Daniele Duò

Uscita 11 Novembre – ISBN 978-88-901520-6

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