Pink Floyd – Another Brick In The Wall

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pink floyd012 Pink Floyd   Another Brick In The Wall

 

“Pink Floyd. The Wall”, di Gerald Scarfe, Rizzoli, 2011

Splendido libro, edito da Rizzoli, di Gerald Scarfe, intitolato semplicemente “Pink Floyd. The Wall” e totalmente dedicato non solo al disco, ma soprattutto allo studio grafico, agli effetti scenografici e al film che hanno accompagnato lo show di “The Wall”, vera e propria opera rock creata dalla mente geniale di Roger Waters. Scaturita, come da lui stesso dichiarato, “dal senso di alienazione che a un certo punto della mia carriera ho cominciato a provare nei confronti di certe frange dei nostri fan. E anche dal senso di alienazione che ho provato in seguito alla perdita di mio padre, caduto durante la seconda guerra mondiale. [… The Wall] parla del senso di alienazione in generale”. Ma come avrete intuito, non è questa la sede per parlare di “The Wall” a livello musicale.

“The Wall” è stato, ed è, molto di più di un disco. Tornando al libro, è firmato da Gerald Scarfe, da quarantadue anni vignettista politico del “Sunday Times”, ma soprattutto collaboratore dei Pink Floyd per molti anni; oltre ad essere l’ideatore di molte illustrazioni per le copertine dei loro dischi, ha realizzato, con Waters, il concept visivo di “The Wall” e degli spettacoli dal vivo. Nel libro svela molti retroscena della lavorazione del capolavoro di Roger, illustra la nascita e le caratteristiche dei protagonisti dell’opera, da Pink al Maestro, dalla Moglie alla Madre, passando per i celeberrimi Martelli, l’iconografia che richiama il nazismo, i vermi, gli alunni, i soldati. E tutto ciò che ha ruotato intorno all’album viene analizzato con precisione, dai video al film, all’imponente scenografia per i concerti. Ad arricchire il racconto, una sorta di diario firmato da Scarfe, ci sono le testimonianze e i ricordi dei membri del gruppo; a far la parte del leone sono certamente le parole di Roger Waters, che firma anche la prefazione del volume, ma non mancano le dichiarazioni di Nick Mason (che per primo aveva segnalato Scarfe a Waters, invitandolo a dare un’occhiata alla sua produzione), di David Gilmour (una tra tutte è emblematica: “la goccia che fece traboccare il vaso tra me e Roger fu proprio il film”) e di Alan Parker, regista del film che vede Bob Geldof protagonista, nei panni di Pink. Non si può negare che la parte dominante e più affascinante del volume sia quella grafica, con la riproduzione di disegni, bozzetti e progetti vari di Scarfe, ma colpisce anche la precisione analitica con cui viene analizzato l’intero progetto “The Wall”, il suo “making of”, le difficoltà durante le varie fasi della lavorazione e le tensioni che nel frattempo crebbero tra Waters, gli altri membri della band e il regista.

Secondo le parole di Scarfe “sembra uno scherzo del destino che tutto quel progetto, pensato per abbattere i muri tra le persone, ne abbia all’epoca eretti così tanti”. Anche se “gran parte di ciò che accadde, ripensandoci oggi, fa tutt’al più sorridere”. Certo, molto su “The Wall” era già stato detto e scritto, ma si può tranquillamente convenire sul fatto che il volume sia sicuramente un importante “another brick” non solo nella storia della più celebre opera rock della storia ma anche in quella del gruppo.

Francesco Nicolli

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“Pink Floyd. The Wall”, di Gerald Scarfe, Rizzoli, 2011

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