Pink Floyd “The Piper …”

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BEDROOM REVOLUTION: STORIE DI DISCHI DA COLLEZIONE
di Sir Taylor

Pink Floyd “The Piper at the gates of down”
UK lp columbia – SCX/SX6157       agosto 1967

Il titolo dice molto su quello che sta per accadere, il pifferaio alle porte dell’alba suonerà una melodia fatata che renderà possibile e reale ogni sogno. Il mondo si popolerà di gnomi e folletti, biciclette volanti dorate per esplorare galassie coloratissime ed una infinità di strane creature danzeranno intorno a voi. Il mondo di Syd Barrett si prospettava come qualcosa di mai vista e raccontata; purtroppo destinata a durare un attimo o poco più. Quando si parla di psychedelia  ci si riferisce sempre a dei minestroni musicali infiniti con elementi blues, folk,barocchi, rock pulsante, nelle sue innumerevoli sfacettature (quella inglese, quella californiana, quella della costa ovest…) è veramente difficile essere concreti od esaustivi. La colonna sonora dei tempi in cui la fantasia ben stimolata da LSD e marjuana era al potere è un argomento tendente all’infinito e collezionisticamente dispendioso.

I Floyd hanno ovviamente un posto d’onore nella serie con uno dei primi album del genere che puo’ competere quasi ad armi pari (peccato non avessero un George Martin al loro servizio) con sergt Pepper uscito poco prima e registrato in studi attigui. Non sono molte le persone a cui è venuto in mente di scrivere un pezzo per il proprio gatto nero dagli occhi ipnotici (Lucifer Sam) o sul viaggio spaziale (Astronomy Domine) del proprio eroe dei fumetti (Dan Dare) o le avventure di uno gnomo dai racconti di Talkien ( il signore degli anelli..) Le tracce forse più estreme sono”Take up your stethoscope and walk”e la bellissima e jazzata “Pow R. toch H.” sono assolutamente avvolgenti e fulgidi esempi di rock lisergico. L’ascolto dell’opera non è facile, sicuramente minore è l’appeal rispetto alle ripetitive suite degli anni 70 registrate per Meddle o Atom Heart Mother che rimangono un facile approcio se confrontati con il disco di esordio. Prendete il tempo che vi serve, ma una volta ascoltato il rock non sarà più quello ad un livello unico ma si comincia a salire con doppi sensi e riferimenti esoterici… Veniamo alle dolenti note. Due singoli ed un EP francese che precedettero il lp sono oggi introvabili e costosissimi (sopratuto i singoli europei con coperine fotografiche), siamo ben oltre i 500/1000 euro (per l’EP) se in condizioni perfette. Il long playing è stato stampato in quasi tutta europa, l’edizione di riferimento è quella inglese su columia nero/blu/argento.

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La stampa monofonica con un mixaggio molto differente, soprattutto per i suoni delle tastiere e i volumi del cantato è rarissima e costosissima( la EMI ha ristampato il c in versione monofonica comunque) : siamo oltre le 800 gbp sempre in base alle condizioni di copertina e vinile. Interessante la stampa tedesc con una label ben colorata (oro/bianco/rosso) e quella giapponese in vinile rosso. L’unica edizione con cover differente è quella italiana uscita postuma nei primi anni settanta con Gilmour invece di Barrett in formazione! Attenzione che la stampa originale ha la label nero/argento subito sostituita da quella azzura/nero ,di più facile reperibilità. Oggi si fatica a trovarne una copia a 200/300 euro. Qualunque edizione scegliate sarà sempre un feticcio barrettiano che difficilmente lascerete riposare a lungo sullo scaffale, soprattutto nelle calde notti stellate estive.

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