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Live Review:
PETER HOOK
Live @ New Age (TV)

Esiste un karma musicale ne sono convinto, tutti noi abbiamo una specie di destino che ci guida misteriosamente verso un certo tipo di musica per aiutarci nei cambiamenti o nella comprensione delle cose di questo mondo. Concetto complicato e difficilmente dimostrabile probabilmente ma cosi’ mi spiego certe cose che capitano. Concerti a cui arrivi per caso e che ti fanno scoprire nuovi grandi artisti a cui non avevi dato attenzione o dischi che magari hai cercato per anni e che ti trovi un bel giorno nel mercatino sotto casa a due soldi. «Istant karma is gonna get you» ci raccontava John Lennon anni fà in una sua bella canzone. Sarà questo che mi ha fatto telefonare ad un amico che non sentivo da una vita, e a fine conversazione dopo un rapido scambio di informazioni  su musica ascoltata negli ultimi tempi e concerti visti e da vedere mi raccontava della tappa di Peter Hook al New Age di Roncade. In meno di un’ora riuscivo ad organizzare la serata in funzione di questa ghiotta informazione, in tempi in cui i buoni concerti li devi cercare col lanternino. Di lui vi ho parlato in occasione del tour in cui dopo aver malamente abbandonato i New Order, riproponeva il repertorio del primo tour suoi Joy Division. Dico suoi perchè senza la tecnica e il suono unico del suo basso i J.D. non sarebbero stati quello che sono oggi, con buona pace di Ian Curtis.

hook 01 250x141 PETER HOOK @ New Age (TV)E’ in uscita il suo libro tradotto in italiano proprio sulla sua esperienza con i JD di cui ho letto un gran bene in giro. Questa volta il tour era mirato a riproporre il materiale  dei primi due album dei New Order che tra l’altro hanno di recente fatto tappa in Italia, quelli degli anni 81/82 sicuramente i più importanti che la band ha pubblicato. Movement che fu un po’ la conclusione del percorso musicale iniziato con Ian Curtis, e Power Corruption and Lies che invece era l’inizio di una nuova cosa e che a mio avviso ha segnato profondamente i suoni degli anni ‘80 ma sopratutto quelli delle band inglesi ed americane (aggiungo anche quelle italiane) dei nostri giorni! Il concerto inizia in modo super puntuale con una veloce carrellata sul repertorio dei Joy Division. Ancora una volta rimango colpito dalla incredibile somiglianza della voce di Hook con quella di Ian Curtis mi domando perchè mai non abbia cantato più brani coi New Order lasciando molto spazio alla sottile vocina di B. Sumner. E’ il primo set e i brani scivolano via in una magica perfezione. Stupendi. Ma sono cose che abbiamo sentito un paio di anni fà. Breve pausa ed eccolo riapparire sul palco per il repertorio di Movement. Al tempo fu proposto in pochissime location o in un paio di apparizioni televisive. Stupendo; considerando che all’epoca la strumentazione con i synth che si scordavano con niente e la preparazione tecnica della band di molto inferiore, l’assenza dei computer rendeva certi concerti quasi imbarazzanti (vedi il video del concerto di New York della fine 81).

I brani ci sono tutti (procession, dreams never end, truth, senses, chosen time , ICB-ian curtis buried- the him, doubts even here e denial) Interpretazioni ed esecuzioni assolutamente cosmiche!! Molti dei brani sono suonati con due bassi per dare un tocco unico e perchè mr Hook quando suona non canta e viceversa, infatti sono pochi i bassisti che riescono a fare le due cose bene insieme. Va bene così. Nuova pausa per prendere il fiato, ma dall’inizio del concerto sono passate già quasi due ore! Mister Hook è in gran forma e la band lo segue dando una grandissima prova. Purtroppo delle band in cui ha militato non ha potuto tenere il nome ma il suono di fatto sì e a leggere bene quello che si dice dei nuovi New Order dal vivo ed in studio direi che questo è il cavallo vincente. Si riparte con il clue della serata, i brani di P.C. and Lies un album che al tempo fece molto discutere per il nuovo corso sonoro intrapreso, sicuramente più leggero dei Joy Division ma decisamente originale che negli anni si è rivelato vincente e seminale. Ero tra gli scettici, lo confesso ma ho ballato una estate e più il loro mix ‘Blue Monday’ ancora oggi attualissimo. Questo terzo set si preannuncia di gran tiro con l’elettronica in evidenza, la ritmica simildisco e il bassone di Hook in evidenza a pennellare le grandi melodie dei loro successi. Cries and Whispers, Everything’s Gone Green, Age Of Consent, We All Stand (con la ritmica reggae dub), The Village, 5.8.6. , Your Silent Face, Ultraviolence, Ecstasy e Leave Me Alone. Atomico! Impossibile restare fermi. Il pubblico gradisce alla grande e la band lo percepisce. Siamo ormai verso le tre ore di concerto: dimostrazione di grandissima voglia di far sentire la propria musica e di riconoscenza verso il pubblico italiano che è sempre stato legato alla musica della band di Manchester. Il bis concesso è la giusta ciliegina della serata, Ceremony – più bella che mai – Temptation e la storica Blue Monday. Nel 1982 a Bologna i New Order non erano stati così travolgenti ve lo assicuro. Bellissimo concerto. Emozioni che si rivivono sempre più difficilmente. Alla fine c’è pure il tempo per due parole con i fans che chiedono foto ricordo o autografo su dischi vari. Serata indimenticabile!!! Al New Age ci si rivede per la seratona del 12 aprile con la formazione originale degli Stranglers da sempre i loro live sono imperdibili ed di qualità garantita.

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