ONE DIMENSIONAL MAN

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ONE DIMENSIONAL MAN – L’INTERVISTA (di Entrica Sampong)

Partiamo dalla fine. A better man. L’ultimo album uscito il 28 giugno 2011. Che rappresenta un po’ una svolta radicale dal vostro precedente noise rock, no?
Giulio: Intanto è stato un anno in cui abbiamo capito un pacco di cose. C’è stata un’evoluzione che probabilmente abbiamo avuto anche Paolo ed io. A parte che forse, una delle cose che bisogna dire, è che abbiamo un elemento
Interviene Pierpaolo: Eh! Se qualcosa è cambiato è il batterista.
Luca: Ci arrivava a me, con calma ma ci arrivava (Ridiamo)
Giulio:  E già questo vuol dire molto, in un certo senso riparti da zero. Ripartendo da zero la musica che abbiamo cominciato a scrivere pregna di tutte le influenze che abbiamo assimilato in questi ultimi 7 anni,  insomma, abbiamo raggiunto una maturità diversa rispetto a quella precedente, alcune cose le abbiamo lasciate e siamo andate alla ricerca di altre. Abbiamo lasciato che il disco si scrivesse un po’ da solo, non ci abbiamo lavorato troppo sopra. L’idea che ci venivano le abbiamo registrate.
Interviene Pierpaolo  complimentadosi con Giulio: Bella questa tua definizione, non mi era mai venuta in mente. Ed è vera!
Giulio e parla di scrittura automatica come quella dei medium.

A better man. Un uomo migliore? Chi di voi è migliorato? icon biggrin ONE DIMENSIONAL MAN
Giulio: Luca!

I testi, tranne uno, sono tutti di Rossmore. Il vostro punto cardine per questo album.
Pierpaolo so che è stato un tuo ex inquilino. Sì. È un mio caro amico, abbiamo abitato nella stessa casa a Venezia, una decina, forse anche di più d’anni fa. È un uomo che viaggia il mondo, soltanto ultimamente si è un po’ accasato, ma lui da australiano in questo periodo vive in Messico.. Ha una moglie, un figlio… Adesso si è dato una calmata! In realtà è sempre stato un gran Picaro, uno che ha viaggiato molto per 10 anni, l’australia,  l’Europa.. la Francia, la Spagna, la Germania, l’Italia come Roma, Bologna e Venezia. E lui ci ha fatto dono, perché gliel’ho chiesto io, di 26 brevi componimenti che in realtà sono i suoi poetici appunti di viaggio. Mi ha spedito questi 26 pezzi di cui noi ne abbiamo scelti una decina e li abbiamo costretti, imprigionati,dentro nelle nostre canzoni. Io nei panni dell’interprete mi ci sento comodo e … ed elegante! (Ridiamo) Non c’è appunto una canzone che ho scritto io, addirittura c’è una cover. È bello interpretare le canzoni di qualcun’altro è una cosa che non avevo mai fatto prima. E questa secondo me è una novità veramente macroscopica di questo disco.

Parliamo appunto della cover di Scott Walker, face on breast. Perché avete scelto di inserire proprio questo brano?
Luca: Perché a lui non piace Scott Walker! (Ride)
Pierpaolo: Sì. Mi fa schifo! Mi sono innamorato un paio di anni fa di Scott Walker. Non ascolto altro da almeno un anno. Tutto il resto che ascolto mi sembra inutile in confronto con il repertorio di Scott Walker. Ma a parte questo il brano Face on breast è una canzone che parla di noi, parla della grande terribile menzogna di promettere il proprio amore ma di non amare; ci sono molti matrimoni che funzionano così. Questa canzone parla di noi, della nostra società in cui viviamo di cui sono mutati in maniera terribilmente i rapporti umani: l’edonismo, la menzogna insita anche nel rapporto sociale più privato, più angusto se vogliamo usare la parole del Majakovskij, che è la relazione amorosa. In questo caso non si  parla di eros, ma proprio di rapporto sociale. Quante volte mentiamo a noi stessi e a chi ci sta intorno per continuare a vivere con le nostre bugie? Vero eh? Non posso che affermare.

Son passati 7 anni, dal vostro ultimo album Take away, più morti lungo la strada o margherite nelle canne dei fucili?
Pierpaolo: Eh???? Non ho capito! Scoppiamo a ridere.
Giulio: Ah ma allora è vero che non hai dormito tutta la notte per preparare l’intervista!
Ridiamo ancora, mi ricompongo e ripeto la domanda a Pierpaolo!
Pierpaolo: … Margherite nelle canne dei fucili!
Giulio: Oddio.. Qualche morto.. Ridiamo
Pierpaolo: La buona musica significa progresso,è parte delle nostre esistenze. Fare buona musica, raccontare, narrare la vita, proprio con le sue contraddizioni, con le sue ingiustizie, significa fare qualcosa di bello e di buono per se stessi. Per noi che la dobbiamo suonare, oltre che comporre e pensare musica.. Anche per chi ci ascolta. Tu Luca parlavi di qualche morto.. “Ma sono quelli che vengono messi in percentuale durante le guerre che di sicuro ci sono in un percorso di guerra.”
Pierpaolo: danni collaterali! Ridiamo.

Tornando agli esordi. Che differenze enfatizzi principalmente tu Pierpaolo dal lontano 1996.
Ero un ragazzo, avevo 28/29 anni. Adesso ne ho 43. Il tempo è veramente passato.
Interviene Giulio: C’è una cosa da dire! Abbiamo ripreso in scaletta dei prezzi del primo disco, che fatalità, si incastrano molto bene nell’ultimo, una sorta di rilettura. Quindi in realtà una linea c’è. Potrebbero anche essere dell’ultimo disco.
Pierpaolo: Eh sì. C’è un senso unitario e questo forse vuol dire coerenza.

One dimensional man. Che si ispira al titolo dell’opera di Marcuse. L’uomo a una dimensione.
Pierpaolo: Un testo molto forte e pessimistico. One dimensional man è un testo filosofico. Marcuse grande filosofo della scuola di Francoforte, era un tedesco, ebreo, comunista fuggito negli Stati Uniti. L’opera la scrive nel ’64 se non vado errato. E nel ’68/’69 divenne una specie di simbolo. Un po’ come noi, nel ’68 italiano i nostri giovani avevano in tasca il libretto di Mao, magari non lo leggevano, ma era un punto rivoluzionario. I giovani universitari di Harvard invece tenevano in tasca questo straordinaria opera di Marcuse che è One Dimensional Man. Quindi c’è un senso evocativo, tipo metaforico e di mutamento, di rivolta, che è esattamente ciò che ci piacerebbe accadesse. Può sembrare un nome alla moda, invece non è così, ha un valore simbolico molto forte.

Total destruction the only solution? (Ok le facce non ve le posso far vedere ma erano alquanto sconcertati!)
E Pierpaolo: Non ho capito niente!
Ridiamo.
Gliela ripeto e continua: Beh pensiamo. Noi siamo parte del problema o siamo parte della soluzione del problema?
Sono convinto che noi siamo parte della soluzione.
Giulio: Ecco qui vengono fuori le due anime (la sua e quella di Pierpaolo) diverse.
Pierpaolo: Lui (Giulio) è il problema. Ma io ho la sua soluzione!
Ridiamo.
Luca: Beh guarda io tutti e due..
Giulio: Holy Destruction. Santa distruzione. Comunque lì si finisce.
Pierpaolo: In realtà si viene al mondo per distruggere. I bambini quando non sono ancora strutturati dalla società tendono a spaccare le cose per conoscerle. Se la vocazione degli esseri umani quando vengono al mondo, sarebbe quella di giocare, invece poi ti viene imposto di lavorare. Quindi, votati, come direbbe Carmelo Bene, alla distruzione, condannati al disegno. Perché si fanno le autostrade, si fanno gli ospedali, si costruisce di tutto. Sarebbe interessante distruggere tutto e vedere che succede. Quindi la parte densa della nostra esistenza e del nostro lavoro li. Rock stesso, violenza e distruzione. Però bisogna pensare anche al futuro e soprattutto pensare che la bellezza della vita sta nell’uguaglianza, nella giustuzia, valori non solo importanti e significativi ma fondanti dell’agire quotidiano.

Chiedo pure a voi, cosa ne pensate di questa situazione italiana? Della bocciatura della legge riguardo i delitti commessi a causa di omofobia.

Dell’imbarazzante opuscolo tascabile per la sicurezza delle donne, in cui il titolo afferma che la sicurezza è un lusso che vogliamo permetterci! È una vergogna! È l’ennesima dimostrazione di quanto la società politica italiana non riconosca la realtà di ciò che avviene nel paese. La società politica italiana è inadeguata ed insufficiente da molto tempo e questa è l’ennesima dimostrazione. Hanno addirittura tirato fuori un problema di incostituzionalità, semplicemente ridicolo. I trans, gay, lesbiche hanno lo stesso identico diritto di amare che hanno gli etero sessuali. Non voler riconoscere tale verità è stupido e da fascista. Per quel che riguarda una legge che punisca penalmente un reato aggravato dall’omofobia è sacro santo. Solo il nostro paese non riconosce un aggravato del genere ciò dimostra il maschilismo di base che ci sta nella mentalità dei nostri politici. Attenzione eh, nei nostri politici perché la società è avanti, le persone per bene, non soltanto le persone di cultura, sanno perfettamente che un omosessuale è esattamente uguale agli altri, non capisco perché lo si debba discriminare [...] è talmente logico che si va fuori dal buon senso.

Io avrei acquistato dei bond de Il Teatro degli Orrori … Che faccio? È carta straccia? (ridono già)
Giulio
: Beh intanto devi dirmi dove gli hai comprati!
Luca: Tienili con te che magari più in là crescono!!!
Giulio: Diciamo che in questi tempi la borsa non è il massimo. Io andrei più sul mattone che sui bond! Però secondo me… Probabilmente hai fatto un buon acquisto!
Pierpaolo: Ti renderanno molto.. L’anno prossimo! Tra febbraio/marzo! Un’impennata!

Qualche anteprima?
Luca: Iniziamo a registrare il disco il 20 agosto e  a settembre siamo a Pisa, con l’idea di farlo uscire a febbraio.

Fuori Onda: Eh pensavamo alle notizie che erano uscite su internet della fine del Teatro degli Orrori..
Luca: Questa è una specie di informazione sessuale, come gli spermatozoii va un po’ dappertutto! Tanta gente parla, ma dovrebbe star zitta.. Mia nonna diceva sempre: “Se no te se, tazi!”

Fuori Onda: poi altra curiosità.. Pezzo musicale che ognuno di voi avrebbe voluto scrivere al posto di qualcun’altro.
Luca: Io sono curiosissimo della sua risposta (riferendosi a Pierpaolo ) !
Pierpaolo: Vi soprenderò, io avrei voluto scrivere “The ballad of  hollis brown” è un pezzo di Bob Dylan, aveva 19 anni e dimostrò questa incredibile capacità poetica, l’avessi avuta io a 19 anni! Oggi sarei .. Ricco? Io nella musica cerco la poesia e questa canzone parla di un povero nero del South Dakota, con 5 figli e una moglie che non hanno da mangiare, uccide tutta la famiglia e pure se stesso. Sette persone morte nel South Dakota e sette persone nascono da qualche altra parte.. La vita inesorabile continua. Avrei davvero scritto volentieri io quella canzone però non ero ancora nato?
(Ridiamo.)
Luca: Beh io penso sempre che quando le canzoni vengono scritte sono frutto di un’esperienza personale. Quindi diciamo che se l’avessi scritta io una canzone non sarebbe stata la stessa cosa. Preferisco inglobare questa cosa che mi arriva e trasportarla in qualcosa di mio in futuro. Penso che certe cose non vadano toccate!
Pierpaolo: A un pezzo di Pino Daniele non l’avresti scritto? E intona “Cammina.. Camminaaa”
(Ridiamo!!)
[...Pierpaolo ci parla per un po' del brano di Pino Daniele.]
Giulio
: Io mi sposto più sul lato armonico che su quello dei testi. Il bello è che io i titoli non me li ricordo mai. Però mi vengono in mente due pezzi comunque. Uno è “Everything in its right place” dei Radiohead e l’altro è “River man” di Nick Drake, armonicamente mi sconvolgono abbastanza.. sono idee estremamente semplici ma efficaci. Rimango sempre sbalordito da come si riescano ad incastrare tre quattro note in un determinato momento
Pierpaolo
: e creare la magia!

Bene, vi ringraziamo! Noi abbiamo terminato.

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