OJM – L’intervista

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Chi sono oggi gli Ojm rispetto agli esordi?
Penso che oggi, oltre ad essere meno “disgraziati”, gli ojm siano una band che ha alle spalle un lungo e prezioso percorso di esperienze e crescita artistica e musicale, anni di live show, di collaborazioni con produttori d’eccezione, di cambi line up e crescita individuale e collettiva, che ci hanno reso esperti nel nostro campo e ci hanno permesso di raggiungere traguardi importanti ed avere parecchie soddisfazioni. I primi OJM suonavano un personale stoner rock senza fronzoli, erano più diretti e impulsivi, correvano dietro ad un sogno senza mai mollare… forse su questo punto di vista non siamo cambiati, e continuamo a portare avanti con tutte le nostre forze i nostri obbiettivi e a credere nelle nostre aspettative con l’entusiasmo dell’ inizio ma con tutta l’esperienza artistica che possediamo oggi, tenendoci stretti tutti i nostri ricordi e le memorabili esperienze vissute in questi anni.

Dopo i tuoni, il vulcano, siete attratti dalle forze della natura?
Probabile! Mah… casualmente nei titoli degli ultimi 2 album ci è piaciuto paragonare la nostra musica a elementi “naturali”, come su “under the Thunder” i riff taglienti ed il rock n roll spinto e fisico tagliano l’aria quasi come un tornado, in “Volcano” ci è piaciuto sottolineare l’effetto esplosivo e fumogeno della nostra musica, l’eruzione intesa come esplosione musicale, le nubi di fuoco come le nostre parti più psichedeliche e lisergiche. Poi d’altro canto il nome volcano è stato scelto proprio per sottolineare sarcasticamente l’evento spiacevole che ha visto la cancellazione del volo di Dave per l’Italia a causa dell’impronunciabile vulcano irlandese che nello stesso periodo delle registrazioni emanava fumi dannosi non solo per aerei ma anche per noi musicisti impegnati nella realizzazione del nostro disco.

Com’è nata la collaborazione con Dave Catching e cosa ha portato al vostro sound?
A proporre la collaborazione a Dave è stato Leo, insieme a Max fondatore della Go Down Records, che ad un concerto di Dave ha lanciato allo stesso l’idea. Poi è stato Max a mandare dei demo a Dave il quale ha risposto entusiasta! E’ successo tutto casualmente come anni fa con Mike Davis (MC5)! Per quanto riguarda la persona, abbiamo avuto la sensazione di non avere solamente un produttore o musicista collaboratore, ma bensi’ una persona umile e simpatica, orgogliosa del nostro lavoro, quasi un padre, abbiamo trovato un’affinita’ semplicemente squisita. A causa del citato vulcano e la cancellazione di parecchi voli aerei non abbiamo avuto l’opportunità di lavorare di persona con Dave, ma via mail e skype, l’intesa è stata cmq buonissima. Durante il soggiorno al Red House Dave a seguito passo a passo tutte le fasi di ripresa e registrazione, per poi dedicarsi al missaggio oltreoceano direttamente dalle bobine in premix. Oltre ad aggiungere svariati arrangiamenti, mixere e partecipare all’esecuzione dei pezzi, Dave ha modernizzato il tutto con tocchi più all’avanguardia e modificando alcune parti delle canzoni rendendole “più da disco e meno da live” direttamente a computer, non si è limitato a mixer il disco ma è intervenuto attivamente su tutti i pezzi sia a livello compositivo, di arrangiamento e suono. Si è reso partecipe dell’esecuzione e del confezionamento del disco dando più modernità al nostro stile rivolto al vintage e quindi rendendo Volcano un lavoro più d’avanguardia e più simile ai lavori di QOTSA, EOTM etc… come un membro effettivo della band.

E’ un paradosso essere più apprezzati all’estero che in italia?
Siamo parecchio apprezzati in Italia ma siamo anche “limitati” e costretti a doverci accontentare di certe conquiste, visto il fatto che il nostro sound ed il fatto di cantare in lingua inglese limita le nostre possibilità in ambito nazionale. In territorio “estero” il nostro genere viene più sentito ed apprezzato, abbiamo sempre lavorato con produttori americani e rivolto le nostre aspettative ad un’ottica più “internazionale” che prettamente italiana. Il panorama Italiano sotto molti versi possiede molte realtà underground interessanti dove cmq siamo già entrati al limite del possibile, in tutti questi anni di attività siamo arrivati fin dove si poteva arrivare in Italia per una band che non vuole scendere a compromessi e che continua a fare rock d’oltreoceano ed in inglese. L’idea e l’aspettativa è quella di continuare ad essere un gruppo che vuole estendersi in orizzonti più ampi pur mantenendo la nostra nazionalità. 

Parlateci della realizzazione del video di “Venus God”
L’ambientazione anni ’70 sembra ricordare il cinema di Russ Meyer o la commedia erotica italiana? Chi è la fanciulla sul letto? video di “Venus God” è stato realizzato partendo da un’idea di Gianluca Catania, già regista di The Bastard of Dioniso, C. Consoli, Almamegretta, The Styles etc…, abbiamo voluto dare al videoclip un’impronta vintage anni ’70 ma che mantenesse cmq una certa modernità, la location è una villa Asolana, dove noi componenti della band camuffati “giochiamo” interpretando diversi personaggi che girano intorno alla storia principale che vede come protagonista il nostro cantante che rincorre tormentato una ragazza che sembra irraggiungibile. Un pò tutto gira intorno alla “venere” sexy che danza sinuosa nella camera da letto e che viene vista solo attraverso la tv nella stanza del nostro cantante “cliente” che però invano non la raggiunge e canta tormentato l’impossibilità di averla. Le sfumature si sono simili a quelle della commedia erotica all’italiana, questo perché ci è piaciuto declinare un pò il tutto verso una sottile chiave umoristica che mantenesse però estetica elegante, meno trash. A richiamare quei toni più americani alla Russ Meyer forse è il brano che fa da sfondo al video o per alcuni versi l’utilizzo del’ auto e vestiti vintage… ma penso che rispetto all’opera di Mayer il tutto sia più elegante e meno “spinto” sia dal punto di vista erotico che di trash – violence… La fanciulla in questione è stata scelta dal regista dopo una lunga selezione alla ricerca di una bionda protagonista… che poi è rimasta mora, si chiama Elena ed è una ragazza che già conoscevamo che lavora come modella per servizi fotografici vari già da anni in Italia.

Dove vi porterà il tuor di Volcano e con quali gruppi suonerete?
Il tour di Volcano quest’ inverno toccherà le principali città Italiane, condivideremo il palco con molte band per poi a Marzo intraprendere un breve tour in europa in compagnia con i Vic Du Monte Persona non Grata e con Dave che ci accompagnerà sul palco in veste di secondo chitarrista per alcune date.

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