Nouvelle Vague @ Sherwood Festival

nouvelle

nouvelle Nouvelle Vague @ Sherwood Festival

Nouvelle Vague @ Sherwood Festival di Antonio Lo Giudice

Ovvero il festival della patata.  Anzi, delle Patate. Le cantanti che il duo francese Nouvelle Vague si porta dietro vanno anche oltre il concetto di gnocca: non solo sono bellissime e sexy (e lo sanno, le maledette! Con quelle gonne trasparenti o strappate in modo da mostrare le gambe…), ma anche brave, simpatiche e carismatiche. Voci splendide e bestie feroci da palcoscenico alla presa con brani della new wave e, in generale, degli anni ’80, riarrangiati in versione acustica e latineggiante. Ed è un piacere assistere ad un concerto aperto da una versione pelle e ossa di “10.000 years” dei Cure con, a rimorchio, la festaiola “Master and Servant” dei Depeche Mode, “Guns of Brixton” dei Clash e “Don’t Go” degli Yazoo in versione quasi country. Si può obbiettare che il loro è un giochetto destinato a mostrare presto la corda ed è sicuramente vero- ma di fronte a tanti musicisti che prendono fin troppo sul serio le loro composizioni (spesso di merda), un gruppo che suona cover per puro divertimento non può che avere tutta la mia stima. Grazie al cielo, vengono proposti pochissimi brani dall’ultimo e pallosetto “Couleurs sur Paris” e sono prediletti i primi tre, ben più frizzanti, album. Entrambe le cantanti hanno il loro momento di gloria: quella più tondetta con una lunga e zozzissima versione di “Human Fly” dei Cramps resa con una grandissima voce roca, mentre la stangona tettuta con l’alcolica “Too Drunk to Fuck” dei Dead Kennedies, conclusa stesa a terra e delirando che sarà pronta per scopare domani o, guardando maliziosa il pubblico (l’adorabile zoccoletta!), forse più tardi. L’unico brano suonato in maniera abbastanza calligrafica è l’oscura “Bela Lugosi is Dead” dei Bauhaus, mentre la loro “Love will Tear us Apart” è decisamente megliore dell’originale – non che ci voglia molto, tenuto conto che la suddetta pacchianata è il peggior brano scritto da Curtis & Co. Conclude il concerto una versione per voce e chitarra di “In a Manner of Speaking” dei Tuxedo Moon e io me ne torno a casa mezzo cotto, come non mi succedeva da quando stavo ore davanti a VideoMusic in attesa che passasse un video di Bjork (solo che la sera ero troppo stanco per frullarmi il barbagallo immaginando un menage a trois con le due cantanti- invecchio, cazzo!)..

facebook Nouvelle Vague @ Sherwood Festivaltwitter Nouvelle Vague @ Sherwood Festivalgoogle Nouvelle Vague @ Sherwood Festivaltumblr Nouvelle Vague @ Sherwood Festivalemail Nouvelle Vague @ Sherwood Festivalpinterest Nouvelle Vague @ Sherwood Festival