Notting Hill Carnival

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NOTTING HILL CARNIVAL (di Emanuela Virago)

Considerando che il carnevale di Notting Hill è nato negli anni ’60 come una piccola festa di quartiere, ideata dagli immigrati di origine caraibica per promuovere le loro tradizioni culturali e stemperare la tensione razzista particolarmente intensa in questi anni in Inghilterra, è incredibile pensare all’evoluzione che ha subito questo evento nel corso degli anni, diventando un appuntamento assolutamente imperdibile per migliaia di persone. Notting Hill, quartiere benestante e di tendenza della West London e residenza di tanti personaggi del jet set internazionale, con strade pulite e pattuglie di sorveglianza 24h su 24, il 29 e 30 agosto di ogni anno diventa luogo di appuntamento per un vero tripudio di gente: un grande caleidoscopio di colori, suoni ed odori.

Il Notting Hill Carnival, secondo per grandezza solo a quello di Rio De Janeiro in Brasile, quest’anno ha festeggiato la 46° edizione e c’eravamo anche noi di Sound & Vision per le strade di Londra a seguire la mega parata di circa 20 km che si è snodata da Great Western Road verso l’irriconoscibile – con serrande tutte abbassate e negozi blindatissimi – Portobello Road, proseguendo per Westbourne Grove fino a Ladbroke Grove. In mente abbiamo ancora questo mare di gente di ogni razza, età e ceto sociale, fischietti rumorosi e cappelli dai colori caraibici, l’aroma di pollo alla griglia ‘jerk chicken’ e altre spezie non identificate, il sapore del tipico ‘rum punch’ e delle banane fritte e tanti impianti audio ammassati insieme e posizionati in ogni dove: sui marciapiedi, sulle scale, alle finestre. Mai visto ma soprattutto mai sentito tanto volume tutto assieme, mai viste tante persone travolte in balli scatenati e di gruppo. Perché è la musica, con latin jazz, reggae, garage, samba, drum ‘n’ bass e hip hop, il fulcro di questo coloratissimo Carnevale, assieme alle belle ed imponenti maschere, ai vestiti di piume, agli stringatissimi bikini indossati dalle ballerine sui carri in giro per la città. Mai vista neppure tanta immondizia accumulata agli angoli delle strade (che ci dicono essere stata rimossa tempestivamente nelle 12 ore successive).

I numeri comunque parlano chiaro: quasi 2 milioni di presenze, circa 40.000 volontari, centinaia di bancarelle di cibo caraibico, indiano, africano, e un sistema di sicurezza da far invidia a qualsiasi congresso mondiale. E’ sicuramente la festa simbolo della multiculturalità di Londra, di una città intera che si ferma per prendere parte alla street parade più grande d’Europa, dove – sembra – la felicità sia estremamente contagiosa. Sarebbe stato interessante infiltrarsi in qualche festa privata, magari quella blindatissima organizzata da Jade Jagger volata appositamente da Ibiza per non perdersi il Carnevale. Oppure ci saremmo accontentati di godere della parata da una delle belle terrazze delle case residenziali del quartiere sorseggiando un buon Pimms. Per il prossimo Carnevale, scarpe comode e a letto presto la sera prima per poter avere tutta l’energia necessaria per contrastare, se necessario, il serpentone umano.

www.viragoentertainment.com

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