NO NEW YORK

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VV.AA.:  “NO NEW YORK” – US LP antilles rec AN.7026 – 03/1979 di Luca Sartor

New York è sempre stata una città estremamente competitiva e frenetica dove sopravvivere non è mai stato facile e devi sempre dare il massimo. L’ambito artistico non fa eccezione. E così mentre in Inghilterra il punk veniva dichiarato morto dai giornali di musica e si guardava alla new wave/elettronica/dance con attenzione, nella grande mela si stava coalizzando un insieme di band che unendo disparate influenze (free jazz, funk, sperimentazione eletronica) ad una attitudine punk avrebbe dato il via alla scena Noo Wave. Un bel gioco di parole (Noo e New suonano maldestramente uguali) per dire che quella era la new wave (la cosa nuova) di New York e non si trattava di wave music inglese. E’ il punto zero della scena, la colonna sonora della New York di fine anni 70. E chissà cosa sarebbe successo se in tutto questo non fosse stato coinvolto Brian Eno come padre ispiratore e produttore esecutivo del disco; lui si trovava a N.Y. per finire i mixaggi di ‘more songs about..’ dei T. Heads!.

Già dalla bellissima copertina con le foto sfuocate e i colori per gli effetti tridimensionali, si capiva che era una novità non trascurabile. Il nome del produttore poi (nella musica punk wave aveva già colpito con Ultravox! Snatch e T. Heads) era un marchio affidabile. Fu proprio Eno che convinse la sua etichetta, la Island (di cui la Antilles era una subsidiaria) a stampare una compilation con una serie di bands che aveva visto in un festival di arte multimediale (tenuto all’Artist Space). Tra queste vi erano Theoretical Girls, G. Branca, Gynnecologyst + Rudolf Grey, Tone Death, Boris Police Dept,Red Transistor, Terminal oltre a Contortions, Mars, Lydia Lunch e Dna. Delle dieci bands programmate solo quattro finirono in studio nella primavera del 78. Che Eno abbia materialmente prodotto tutte o parte delle session è ad oggi materia di discussione. A sentire le bands coinvolte il suo apporto fu minimo. A leggere il libro di B.Eno(studio as compositional tool) si scoprono i dettagliati interventi sul suono delle bands – come aggiungere l’echo alla chitarra di un pezzo dei Contortions – comunque sia i suoi interventi furono meno convenzionali  e stilisticamente pesanti che non quelli fatti ad esempio per il lp dei T. Heads citato.

lunch NO NEW YORK
Lydia Lunch

Il risultato finale può piacere o meno ma al di là dei gusti personali è un album importante, accolto da critiche discordanti al tempo (Cream mag ne disse”benvenuti nella nonwave; ho ascoltato molta musica di feroce avanguardia ed estrema aggressività dai tempi di A. Ayler col suo what? del 1964 … e come quello penso che non abbia futuro. Ha tuttavia un presente vendicativo, nichilista e ricco di energia malata… Dopo il suo ascolto tutto sembrerà diverso”…). La stampa originale in effetti non vendette molto e oggi il disco costa da 50 a 100$ se perfetto. Attenzione che esistono ristampe taroccate, una russa in particolare e credo sia stato stampato dalla Italian rec di Bologna al tempo. La stampa originale americana ha i testi stampati dentro la copertina. Risultato:per leggerli dovete rompere la cover distruggendola e azzerando il valore del disco. E’ stato ristampato in cd tre volte, se vi interessa la musica. Del long playing dirò che i 4 pezzi  dei Contortions sono un mix di free jazz/stooges unico e magico, che i DNA che chiudono l’lp sono semplicemente stupefacenti e predittivi di un fulgido avvenire per Arto Lindsay. La risposta musicale a questo lp venne dalla california con ”YES L.A.”(X, Bags, Germs etc) altro capolavoro costoso da avere. Ma questa è un’altra storia e lo sapete bene….

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