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NO FUTURE
Castello degli Ezzelini – Bassano el Grappa (VI)
25/26/27 Giugno 2014
Foto di Serena Viola Reginato

Si è conclusa sabato la rassegna organizzata da Cantieri Giovani e dal Comune di Bassano del Grappa, che da 5 anni a questa parte, promuove una giovane e genuina ‘occupazione’ culturale della roccaforte cittadina. Ogni anno infatti, per una settimana circa, il Castello degli Ezzelini, storico emblema della cultura bassanese, viene preso d’assalto da gruppi informali di più o meno giovani che, sempre in maniera originale ed innovativa, dimostrano come ancora Bassano vanti un ottimo livello artistico, intellettuale e più in generale, culturale. Quest’anno particolare rilievo è stato dato al messaggio: ‘NO FUTURE’, un concetto molto in voga oggigiorno che un vivacissimo ed eterogeneo gruppo di ragazzi dai 20 ai 35 anni, conoscenti, ma anche no, ha riletto in questa chiave:

‘Se non abbiamo futuro lasciateci almeno costruircelo da zero’

Detto, fatto!

Si comincia mercoledì 25 giugno, con un antipasto già ricchissimo: mentre dall’altra parte del Centro Storico si consuma l’ultimo atto delle eliminatorie dei Bassano Music Awards. In questa data sono state inaugurate le tre esposizioni permanenti della rassegna: La prima è Lomography vs Instagram. Al Foyer del Castello la lomografia, tornata alla ribalta proprio grazie al successo della celebre applicazione web per smartphone, è al centro dell’esposizione, che vedrà contrapposti gli scatti di alcuni appassionati di Instagram che hanno partecipato al contest indetto per l’occasione, agli scatti originali di Serena, che presenta il progetto THE MESS: un mix tra analogico e digitale, una serie di istantanee disordinate e grezze che danno uno sguardo dubbioso al futuro, una sorta di ricerca di quell’espressione confusa all’interno di una società confusa.
Alla Torre di Guardia, invece, la Ghost Town di Pierluca Galvan: tra comparse e scomparsi, personaggi e paesaggi, tra apparenze e apparizioni, guardiamo con gli occhi più social di Loretta, o più schivi di Ginetta, alcuni scorci di città vicine e lontane, per tracciare il futuro della città dando luce ai suoi fantasmi e ai suoi dettagli più misteriosi. Nell’atrio che guida al Castello, infine, gli studenti del Liceo d’Arte “De Fabris”, hanno portato una collettiva dedicata proprio al futuro dei nostri luoghi, in un’esposizione dal titolo ‘Territorio: Osservazione, raffigurazione e creatività’.  A chiudere la serata inaugurale due momenti artistici molto suggestivi: prima Elli De Mon, solitaria dea del blues vicentino, in fuga verso il country più remoto e seminale. A seguire, presso la Torre di Guardia, ‘No future? Yes indeed’, una serie di proiezioni, a cura di Ezzelino Fotoclub, sostanzialmente aperte ad un futuro migliore, anche in conseguenza delle tipicità della fotografia fotoamatoriale che “per tradizione” ricerca espressioni positive, spesso impegnate, ma a volte anche di semplice divertimento o ricerca estetica.  La serata di giovedì 26 giugno è stata invece la più ‘sperimentale’, secondo quanto commenta Marco Lo Giudice, uno degli organizzatori dell’evento-Si è cercato di dare voce, nel palco più prestigioso della città, ad alcune minoranze importanti non solo nel territorio bassanese. E questo è stato possibile anche e soprattutto grazie alla COLLABORAZIONE e alla RETE che si è venuta a creare tra gruppi e singole realtà che hanno saputo mettersi in gioco e apportare il loro contributo, mantenendo sempre e comunque la specificità della loro idea, in nome del messaggio che l’Assalto al Castello 2014 ha voluto ‘gridare’ a Bassano-. La serata inizia infatti con la presentazione del libro ‘Dentro’, di Sandro Bonvissuto, che recita e spiega in una micro intervista organizzata dall’associazione Palomar (nota in città per le dieci splendide edizioni del Piccolo Festival della Letteratura) il dramma sociale che si porta dietro le sbarre, argomentando, il ruolo più politico che educativo del carcere, portandoci a riflettere, grazie all’artificio narrativo, sul fatto che in carcere la colpa sovrasta l’uomo e “nofuture” assomiglia ad un invisibile, indelebile tatuaggio. Da  quì si apre la scena a quel genere musicale da sempre manifesto di protesta e rivolta, portatore di concetti scomodi, messaggero di una società scontenta e delusa, che vuole riappropriarsi del proprio futuro con il sarcasmo e la rabbia del PUNK.

Testuggine, Junglemen, Bambine barbute di donna concetta e Joker, questi i nomi delle band che si susseguono sul palco, cui è affidato il compito di fare da cornice alla presentazione del libro, ma anche e soprattutto di rappresentare quel sottosuolo così importante, specie in un momento in cui forse ‘urlare’ non serve solo a protestare, bensì a respirare.

La serata di venerdì 27 giugno, inizia con la conclusione della quarta edizione dei Bassano Music Awards e l’annuncio dei tre finalisti che, nell’attesa del responso finale, aprono il concerto di due band nostrane, ma dal sapore nettamente internazionale. Il dreamwave degli Embrace the Universe, riecheggia all’interno della piazza del castello, gremita di giovani, accompagnato da una fresca brezza estiva che si quieta solo per dare spazio all’energia dei ‘Sultan Bathery’, garage psichedelico che si mixa a distorsioni di bassa fedeltà, che nonostante l’ampiezza incolmabile dello stage, riesce a riempire alla perfezione l’incantevole spazio medievale che si trasforma per un’abbondante mezzora in un affollato locale della San Francisco più alternativa.  Siamo ancora immersi in questa magia quando vengono annunciati i nomi dei vincitori del BMA e del contest Instagram e poi la festa continua tra le vie di una Bassano che non sembra più avere limiti.

Più incentrata sulla costruzione di un futuro per i giovanissimi, per quanto non vengano disdegnati nemmeno i grandi, la giornata di Sabato 28 giugno. Tanti laboratori pensati per un pomeriggio in famiglia da passare impegnando la testa e le mani. Ci si sperimenta fumettisti, costruendo la propria fanzine, o fotografi ritrattisti; si gioca su temi importanti, come la legalità, grazie al contributo di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie; si ascoltano storie, con Pungilaluna; e infine si costruisce il proprio orto e si usano le mani nei diversi stand realizzati dai volontari bassanesi del Servizio Civile Nazionale e Regionale.
E per concludere in festa il Collettivo Orkestrada Circus, dà l’ultima lucchettata ai portoni del castello per aprire le porte ad un futuro sicuramente difficile ed oscuro, ma altrettanto pieno di speranza e consapevolezza che il fuoco della cultura e delle idee potrà sempre illuminare anche gli angoli più bui e impervi, basta crederci. Continuiamo perciò ostinatamente ad Assalire i Castelli!

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