Nicola Conte Intervista

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nicola conte Nicola Conte Intervista

Intervista a Nicola Conte
a cura di Luca Sartor

Il nuovo disco di Nicola Conte, Rituals, uscito in Italia per Schema Records e licenziato dalla label milanese nel resto del mondo alla Universal è ancora una volta un punto di svolta e un riferimento in ambito nu jazz. Sono trascorsi quattro anni -un tempo enorme considerando la velocità con cui si consumano le mode, la musica e altro – dal precedente OTHER DIRECTIONS e ci si trova nuovamente davanti ad un album ben riuscito fin troppo atteso come riprova del valore effettivo del produttore/musicista. Il suo quarto lavoro può sembrare anche troppo perfetto e curato nei minimi dettagli da risultare quasi poco spontaneo. Però chi conosce Nicola conosce la sua certosina pignoleria, la sua profondità e la sincera ricerca della perfezione che lo ha portato a questi eccelsi risultati non a caso o per fortuna, ma a seguito di un grandissimo faticoso impegno che solo la genuina passione fà superare. Nell’album sono inclusi i testi dei brani, cosa ormai rara visto fra l’altro la difficoltà nel trovare dei messaggi interessanti fra le parole di qualche produzione recente, e colpisce la semplicità e la poesia con cui argomenti importanti come l’amore, l’odio, la difficoltà di trovare un senso nel vivere di oggi sono affrontati. I musicisti ospiti sono di altissimo livello, sopratutto le cantanti (CHIARA CIVELLO, JOSE’JAMES, KIM SANDERS, PHILIP WEISS, ALICE RICCIARDI) che fanno scivolare l’intero disco in modo leggero annullando le distanze temporali da capolavori degli anni 60 e70 usciti dalla penna di HORACE SILVER, HERBIE HANCOCK o BLUE MITCHELL. Manca talora l’ innovazione e un pizzico di sperimentazione che è comunque compensata dalla sintesi musicale a tutto tondo creata da N. Conte che porta sicuramente ad un risultato di notevole orignalità e ben riconoscibile dalla pletora di imitatori generata negli ultimi anni. A distanza ormai di qualche mese dalla pubblicazione ( europea e giapponese) del disco ho raggiunto telefonicamente Nicola per questa breve intervista.

S&V.: Ci puoi dire qualcosa sulla preparazione di RITUALS durata quasi tre anni? E’ legata alla necessità di cercare un nuovo stile e nuove idee o…
N.C.: In questo ampio lasso di tempo in realtà ho lavorato moltissimo sia dal vivo con la band (ndr il nucleo base degli high five ) che in studio : per produrre remix di altri compositori e per comporre i nuovi brani e cercare le giuste sonorità. Le idee le avevo ben chiare da subito, ma il livello delle collaborazioni molto alto con grossi impegni da parte di tutti i musicisti e ospiti coinvolti, alcuni disaccordi con la label che poi ha portato al passaggio con la universal/verve/impulse hanno forzatamente dilatato i tempi. Personalmente preferisco fare uscire un lavoro quando mi soddifa, non per mere esigenze di mercato o di immagine.
Peraltro abbiamo lasciato alla Schema per il prossimo album concordato che sarà una raccolta di remix e originali, una buona quantità di inediti (tra cui una splendida versione di CHARADE di H. Mancini ndr).

S&V.: A proposito di collaborazioni, che mi dici di GREG OSBY, come sei arrivato a lui ?
N.C.: Con lui ci conosciamo dai tempi del “fez” , alla fine degli anni 80 lui collaborava con M’BASE Collective. Ho aspettato un po’ di tempo il che mi ha permesso di maturare la giusta esperienza per chiedere la sua collaborazione! E’ stato grandioso, umile e disponibile e mi ha dato una grandissima lezione. Poi come ben sai nel disco c’è Gianluca Petrella, barese come me, con cui ho collaborato più volte in passato e che è considerato ormai il miglior trombonista a livello mondiale e ancora Fabrizio Bosso sicuramente fra i trombettisti più prparati e originali.

S&V.: mi hanno molto colpito i cantanti CHIARA CIVELLO e JOSE’JAMES ..
N.C.: sì Chiara Civello è ormai un grossa realtà internazionale del jazz vocale italiano, voce incredibile e pronuncia perfetta perfezionata dalla lunga permanenza all’estero. J. JAMES mi è stato presentato da Giles Peterson, le sue qualità vocali sono perfettamente evidenziate nei brani che esegue, per uno di questi ha anche composto i testi.

S&V: ecco proprio lì volevo portarti : notevole lavoro sulla tecnica di scrittura con citazioni colte…

N.C.: diciamo che al momento è il mio interesse maggiore, perfezionare la tecnica di scrittura dei testi per arrivare a poter raccontare una storia e suscitare emozioni come hanno fatto Tenco, Gino Paoli, Paolo Conte o addirittura i Radiohead per uscire dal genere: scrivono delle stupende canzoni di “protesta” ma piene di poesia!

S&V:la musica è una materia nobile ma molto soggettiva, pensi che il jazz sia un genere ancora attuale?

N.C.: molti lo ritengono un genere difficile, complicato o noioso ma in realtà è ancora estremamente attuale. Il jazz concede spazi immensi alla creatività e al gusto estetico basato sulla propria sensibilità;  John Coltrane non voleva insegnare agli altri sassofonisti come suonare,voleva esprimere sè stesso attraverso la musica al di là del fattore tecnico : era l’uomo, la sua spiritualità, il mondo che lo circondava, la società e le sue contraddizioni. Se la musica diventa solo un fattore di analisi perde il suo significato, infatti senza poesia la musica non puo’ andare da nessuna parte : diviene solo uno dei tanti prodotti sugli scaffali del supermercato. Le case discografiche non possono lamentarsi se li dischi non si vendono o se si scaricano da internet. Oggi tutto viene appiattito e uniformato per facilitare il consumo rapido, bisogna fermarsi un attimo e riflettere…

S&V: per finire, oltre al musicista e produttore, conosco il N.Conte dj e conoscitore/collezionista, cosa mi dici di questa tua attività complementare?
N.C.: negli ultimi tempi ho passato più tempo a suonare e perfezionare la conoscenza tecnica della chitarra. I djset visto il poco tempo, sono stati selezionati in locali particolari, fondalmentalmente all’estero con l’eccezione del Micca club a Roma. Questo genere musicale comunque coinvolge ancora molta più gente di quanto si possa pensare anche se da noi le cose sono più difficili a causa della gestione dei locali, più che del potenziale pubblico. Per quanto riguarda i remix, ho ancora parecchie richieste, soprattutto per il Giappone, ma chiaramente la mia musica ed la dimensione live con la band hanno la priorità!

un grazie a Danilo Durante agli uffici della Schema per la grossa collaborazione fornita.

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