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Massive Attack @ Piazzola Sul Brenta 20 Luglio 2008

L’occasione era di quelle troppo ghiotte per lasciarsela scappare. I Massive Attack a Piazzola sul Brenta! Da quando ho appreso la notizia, che in verità qualche mese fa annunciava il concerto a Villa Pisani, a Strà, non ho fatto che ripensare a quando li avevo potuti ascoltare all’Arena di Verona nel 2004, rimanendo entusiasta del live, o a quando li avevo solo “incrociati” a Lucca, nel 2006. Avrete capito che il collettivo di Bristol fa parte di quella cerchia di gruppi che a chi scrive piacciono in maniera particolare. E devo dire che non è poi così facile raccontare un loro concerto, che si basa sì sulla loro ipnotica ed affascinante musica, ma è anche un vero e proprio spettacolo visivo.

Il concerto di Piazzola del 20 luglio scorso, facente parte di un mini tour estivo di tre date nella nostra penisola e dedicato a “the return of Daddy G”, è stato certamente uno degli eventi musicali dell’estate 2008, perlomeno a livello triveneto. Inserita nel Piazzola Live Festival, che ha visto la presenza di numerosi artisti e bands importanti, la performance del gruppo capitanato da Robert “3D” Del Naja si è tenuta su un palco allestito sul piazzale antistante la magnifica Villa Camerini, che ha fatto da suggestivo scenario alla serata. Serata cominciata con l’immancabile (soprattutto in quel periodo) temporale estivo, che ha colto alla sprovvista quanti non erano muniti di ombrelli e impermeabili, ma che fortunatamente hanno potuto approfittare del riparo offerto dai portici che racchiudono la piazza stessa. Molti erano i motivi di interesse che ruotavano attorno al concerto, primo fra tutti il già citato ritorno di Grant Marshall, alias Daddy G, nella line-up del gruppo, dopo la fuoriuscita burrascosa dopo “Mezzanine” e durante la preparazione di quello che al momento è ancora l’ultimo disco dei Massive, “100th window”. Ma non solo, perché lo spettacolo era l’occasione per ascoltare in anteprima qualche brano del prossimo album dei MA, che si chiamerà “Weather underground”, in uscita in autunno. Ed è appunto con qualche pezzo inedito che inizia lo show, con circa mezzora di ritardo e dopo un dj set non proprio memorabile…

Dopo il saluto del leader indiscusso del gruppo (“Abbiamo un tempo british stasera, ch’amm’affà?”), quel Del Naja, di origini napoletane, che per un certo periodo è stato l’unico detentore  del “marchio” Massive Attack, il concerto inizia “lento” proprio forse a causa dell’esecuzione dei nuovi brani, che comunque richiamano le atmosfere cupe di “Mezzanine”. A fianco di 3D e Daddy G, più impegnato alla consolle o nei pezzi di matrice house, sul palco si trovano altri cinque musicisti e si alternano tre vocalist, primo fra tutti Horace Andy, leggenda giamaicana del reggae, che ha sempre collaborato col gruppo, e le voci femminili di Yolanda Quartey e Stephanie Dosen, chiamate a non far troppo rimpiangere le varie Shara Nelson, Elizabeth Fraser, Tracey Thorn e Sinead O’Connor che hanno prestato la loro voce nelle più famose canzoni dei Massive Attack. L’atmosfera però si riscalda magicamente quando vengono eseguiti i brani storici, “Teardrop”, “Risingson”, “Inertia creeps”, “Unfinished Sympathy”, fino all’escalation finale composta da una potente “Angel” e dalla sempre ipnotica “Karmacoma”. Il tutto, dicevamo, supportato e accompagnato da uno show nel concerto: alle spalle dei musicisti, infatti, i display luminosi formano giochi visivi e lanciano messaggi (molti dei quali scritti in italiano) di denuncia: da frasi di protesta, a citazioni contro la violenza, la guerra e le discriminazioni, fino alla richiesta di impeachment per il presidente americano, George W. Bush.

’ tutto questo che rende un concerto dei Massive uno spettacolo unico, questa capacità di rendere un live anche un’occasione di denuncia e sensibilizzazione verso (alcune) problematiche che riguardano il futuro del nostro pianeta. A livello prettamente artistico, la musica dei Massive Attack continua ad essere qualcosa di speciale e difficilmente replicabile, proprio perché in continua evoluzione. Dai tempi del Wild Bunch di fine anni ottanta di cambiamenti, anche dolorosi, come i “divorzi” da Tricky (giovanissimo collaboratore ai tempi di Protection) e Mushroom, ce ne sono stati, e ogni tanto trapelano notizie “allarmanti” sul futuro del gruppo. Ora come ora, però, sorridiamo al ritorno di Daddy G, che (ri)porterà forse sonorità più house rispetto all’ultimo album, e constatiamo come comunque a fare il buono e il cattivo tempo sia la vena compositiva di 3D (definito senza tanti complimenti di recente da Tricky “un bastardo egotico”…). Ma che sarà dei Massive Attack, gruppo che ha sempre rifiutato la “classificazione” di band preferendo la definizione di collettivo, che non ha mai accettato i ritmi produttivi dello show business, che nel tempo ha maturato sensibilità e interesse particolari verso i temi dell’ambiente e della politica?

Indiscrezioni non controllate parlano della possibilità che il prossimo “Weather underground” sia l’ultimo disco dei Massive, con la preziosa collaborazione di David Bowie…ma non sarebbe la prima volta che il gruppo viene dato sull’orlo dello scioglimento. Piuttosto, da quanto abbiamo potuto ascoltare nell’assaggio di Piazzola, i nuovi brani non si discosteranno molto dalla linea, voluta fortemente da 3D, degli ultimi due album. Il disco sarà certamente la miglior “future proof” di Del Naja & Co, per ora però è ancora fresco il ricordo dell’ottimo concerto padovano, e questo ci fa ben sperare.

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