massimo volume

massimo volume MASSIMO VOLUME

Massimo Volume @New Age Club, 11/02 di Chiara Fantinato

Mi rendo sempre più spesso conto di quanto bisogno ci sia di “MUSICA”in Italia. Cercherò di spiegarmi meglio. E’ da poco terminato il 61°Festival della Canzone Italiana, il mitico Festival di Sanremo, che è ormai un tassello importantissimo nella tradizione della cultura italiana, tradizione nella quale, per altro, la musica è parte fondamentale. Passione cantata, armonia emozionale, ecco il concetto di “Musica” in Italia, ecco cosa tutti aspettano speranzosi e fiduciosi ogni anno dal festival, motivo per cui lo cher di ascolti è sempre elevatissimo, checchè se ne dica. Purtroppo però ogni anno puntualnmente le nostre aspettative e le nostre speranze vengono deluse, salvo alcuni rarissimi casi, poichè i brani che ci vengono proposti annualmente si rivelano i classici pezzi“Sanremesi”. Tentativi grossolani e ormai obsoleti di esprimere quella profondità e quel vigore emozionale italiano, per cui un tempo sembravamo brillare!!! Quest’anno nel tentativo di ringalluzzire la canzone italiana e di celebrare i 150 anni dell’Unità, i concorrenti del Festival in gara hanno addirittura riproposto i più famosi brani della musica nostrana, quasi con l’amara consapevolezza che qualcosa del genere non potrà mai più essere prodotto in Italia al giorno d’oggi. Dunque la domanda sorge spontanea, ovvero: cosa manca oggigiorno per far sì che quella che sentiamo sia davvero la “MUSICA”di cui necessitiamo? Risposta: l’autenticità dei sentimenti espressi, la verità emozionale della canzone, fatta di poesia e di un accompagnamento musicale armonioso con il testo e passionale come ciò che, sia l’interprete che l’ascoltatore, provano, la semplicità della profondità sentimentale italiana. Ecco perché dopo dieci anni di assenza il pubblico entusiasta del New Age di Roncade di venerdì 11/02 grida per più volte verso  Stefano Pilia, Emidio Clementi, Egle Sommacal (Mimì) e Vittoria Burattini : “BENTORNATI MASSIMO VOLUME”. Dopo circa dieci anni la “MUSICA”è tornata e tanti di noi ne avevano bisogno, a giudicare dal numero di persone che affollavano il locale l’altra sera. E questa volta le aspettative di quei molti non sono certo state deluse, tutt’altro! Per due ore consecutive, rientrando per acclamazione ben tre volte sul palco, i Massimo Volume gridano, piangono e scherzano attraverso le loro schitarrate distorte e i loro reef dal sapore inkazzato e nostalgico, attraverso i racconti schietti e solenni al tempo stesso, di personaggi  quotidiani, di storie di vite umili e tremendamente reali, di sfumature esistenziali ed emozionali quasi banali e ovviamente condivise. Il loro ineccepibile mix di musica e poesia , come la vera canzone italiana esige, riesce come sempre a battere lì nel profondo, esorcizzando quello che ci sembra così duro e pesante da affrontare e riproponendolo in chiave onirica e freudianamente terapeutica, favorito anche dalla leggera nebbia sparata dai fumogeni da palco. “Cattive abitudini”cucite sulla nostra pelle, che parlano del nostro passato del nostro presente e del futuro, insomma di noi, ma soprattutto a noi e nella maniera più semplice e sincera possibile: un potere che solo la vera“MUSICA”possiede.

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