MARTA SUI TUBI

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INTERVISTA ESCLUSIVA A MARTA SUI TUBI @ NEW AGE CLUB

MG 3716 MARTA SUI TUBI

Mi piace molto il titolo del vostro IV album, uscito poche settimane fa “Carne con gli occhi”. So che è un modo di dire siculo, ma credo che contenga un concetto più ampio. Spiegatemi!

Giovanni lascia la parola a Mattia: ” La frase giusta sarebbe ‘Si u pezzo di carne cu l’occhi’ e si riferisce ad una persona senza spina dorsale; e poi è un concetto che può benissimo essere allargato con una sfumatura sociale, ad una attitudine etica; una persona che vale ben poco e non ha un’intelligenza tale per avere una foma di comunicazione con il mondo, Ti piace come risposta? (Ridiamo!)

Giovanni: “Sì, diciamo che Carne con gli occhi si puo declinare in molte forme a partire dalla gente che vediamo in tv, le veline, i tronisti, la gente che va ai reality; insomma sono tutte persone che basano la loro vita sull’esteriorità, non esprimendo poi alla fine nulla di particolare; è un’atteggiamento diffuso nel nostro paese; essere orgogliosi della propria pochezza, della propria ignoranza, in qualche modo.

Quindi Carne con gli occhi s’intende colui che lascia tutto come sta, non si pone domande, non si chiede niente e tutto va bene ed è un titolo abbastanza provocatorio.” Come di mia abitudine quando ascolto un gruppo per la prima volta o come in questo caso il vostro nuovo album, prima di tutto mi leggo i testi e poi ascolto nel complesso la canzone; ritengo sia importante che i testi abbiano un contenuto costruttivo che si rivolga al pubblico. E devo dire che i vostri testi parlano, parlano molto. Forse parlano di un’Italia che starebbe bene impiccata?

Giovanni: ” I nostri testi parlano troppo!! Ma non si parla dell’Italia, si parla degli italiani probabilmente.Noi amiamo l’Italia e beviamo pure birra Italia (mostra la sua birra alla telecamera!), meglio di così! Noi siamo orgogliosi di essere italiani e non ci vergognamo, non siamo di quelli che dicono che è un paese di merda; i politici, la classe dirigente, probabilmente fa schifo, ma gli italiani, in gran parte, sono oneste, sono brave persone e ci piace pensarla così. ”

Mi rifesrisco con più precisione al brano “Al guinzaglio”, l’anteprima del vostro primo album, brano che riflette in parole l’immagine della vostra copertina. In cui per sentire la vostra rabbia, basterebbe leggere il testo. Come mai questa scelta?

Giovanni: “Sì, al Guinzaglio è la canzone che riprende la copertina del disco come hai detto tu. Appunto c’è questo guinzaglio con il collare che scende dall’alto che potrebbe ricordare un po’ un cappio, un cappio invisibile, riferito alla tentazione di non pensare, di adagiarsi al pensiero comune e mi ricollego al discorso di prima, riferendomi a persone non abituate ad approfondire e ad uscire fuori dagli schemi ”

Questa correlazione di significati tra titolo e copertina è presente anche nel vostro secondo album: C’è gente che deve dormire” se non erro!

Giovanni: Sì, quella copertina era l’immagine del citofono di casa nostra, ed era dedicata ai nostri condomini, ai nostri vicini di casa che si lamentavano sempre che facevamo troppo casino e quindi c’era gente che voleva dormire alle 10 e mezzo di sera, ci bussavano in casa, noi stavamo strimpellando, senza far casino. Il discorso è che tu a Milano puoi mettere la tv a tutto volume, anche alle 5 del mattino, non ci sono problemi, ma se tu ti permetti di mettere musica o suonare, lì è la fine (ovviamente ridiamo)

Mattia e racconta: “Appena trasferito a Milano, il primo giorno, ho tirato fuori il violoncello, e sale subito il mio vicino per venire a drimi che non si può e che qui ci si doveva già mettere d’accordo!”

Giovanni mi racconta un altro anedotto: “Figurati che a me ha scritto l’amministratore di condominio, quando abitavo nella vecchia casa, perchè io facevo musica con il computer nella mia stanza, e dall’altra parte del muro, c’era un altro appartamento in ristrutturazione e c’erano gli operai che stavano lavorando che si lamentavano perchè a loro dava fastidio la mia musica; loro praticamente con il martello pneumatico facevano un rumore assurdo ed io non mi dovevo lamentare?! Il paradosso! Purtroppo è così.. C’è gente che deve riposare … Sono le classiche persone,, che per esempio, quando sei al mare e sei in piedi sul bagnasciuga e ti chiedono di postarti perchè gli fai ombra … Carne con gli occhi di merda ! ” (ridiamo!!!!!!)

Nel 2008 fondate una vostra etichetta discografica, “Tamburi usati”; come mai questa scelta?

“Sì difatti Mattia, doveva ancora nascere, nei Marta sui Tubi! Innanzitutto abbiamo rotto il contratto discografico con la nostra etichetta precedente perchè avevamo bisogno di avere il controllo totale, su tutto; a partire dai prezzi dei cd, le date di uscita, la modalità, volevamo piena autonomia di tutto; è stata una scelta di cui non ci siamo pentiti perchè è bello anche cimentarsi non soltanto come musicisti ma anche come semi discografici o comunque avere la possibilità di addentrarsi in tutto quello che c’è attorno ad un gruppo musicale (distribuzione, promozione); adesso non gestiamo tutto noi, ma di certo coordiniamo noi.”

Musicalmente parlando come vi definite?

Per trenta secondi nessuno mi risponde, prende la parola Mattia: “Eh.. è una domanda…” e Giovanni allo stesso tempo :”Eh devi parlare con lui!” (Scoppiamo a ridere) Mattia si fa serio: “Eh… è complicato dar una definizione.. ma comè è complicato dare una definizione a tutti gli altri gruppi; io sinceramente ne ho lette tante, folk, punk, rock.. Possiamo dire folk.. Ma neanche forse…”

Giovanni:” Ma no.. il folk si suona con strumenti acustici, noi nel nostro gruppo non abbiamo chitarra elettrica, non c’è il basso elettrico, le sequenze di basso vengono distribuite fra la chitarra violoncello e il pianoforte, la chitarra elettrica non c’è, ma c’è la chitarra di Carmelo che quando vuole fa diventare la sua chitarra acustica, elettrica; poi per il resto, forse la nostra peculiarità è che non abbiamo un genere di riferimento; nelle nostre canzoni puoi trovare jazz, folk, puoi trovare metal, pop, tutto quello che serve; l’importante è che sia al servizio della canzone, se la canzone va in una determinata direzione ci può anche stare; poi tutto chiaramente viene filtrato dalle nostre mani, dal modo in cui suoniamo e dal modo in cui cantiamo quindi cerchiamo di personalizzare vari generi musicali, ma non ci sentiamo di appartenere a nessun tipo di etichetta.”

“Non si dovrebbe dare da mangiare a chi non ha più fame” frase che mi ha colpito, dalle molteplici possibili metafore del testo “Camerieri”. E’ anche un riferimento all’avidità dell’uomo contemporaneo o c’è dell’altro?

Mattia: “Beh quella frase è la conclusione di una riflesssione che è stata sviluppata in tutto il testo; si sta parlando della figura del cameriere, che molto spesso è un lavoro frustante, e quindi può essere considerata come la conclusione di un ragionamento

Giovanni:” Non si dovrebbe dare da mangiare a chi non ha più fame, proprio perchè questo cameriere si trova davanti questo cliente che gli fa problemi su tutto, se hai fame mangia se non hai fame te ne vai!”

Mattia: “Sempre carne con gli occhi pure quello!”

Giovanni sono ben noti i tuoi tortuosi scioglilingua, caratteristica atipica dei gruppi live e credo che questo sia uno dei tanti punti a vostro favore.

Giovanni: “Più che scioglilingua sono frasi che dico velocemente. Guarda io mi diverto a giocare con le parole, spezzare le parole, dare doppi significati, modificarle, con i proverbi, adattarli , trovare altri significati ma sono veramente ‘divertissement’,cose che si fanno per divertirsi! Poi alla fine vanni a finire nelle canzoni, probabilmente non sono cose che dovrebbero finire nelle canzoni, ma non me ne frega niente!” (Ridiamo)

Mattia:” E’ comunque una forma stilistica forte, è impressionante cone il suo (di Giovanni) modo di scrivere vada ad incastrarsi benissimo con la scrittura di Carmelo che anche quella è molto complicata chitarristicamente; quindi si lo si può considerare un timbro.”

Parliamo del nuovo singolo Cristiana. Com’è nata l’idea del video? Che ha sta ragazza da frullare tutto? Sta quasi per ammazzare un povero pesciolino!!!

Giovanni: “Nooo, il pesciolino non lo ucciderà mai!!! Guarda la storia di Cristiana è un po’ particolare; eravamo in un momento in cui avevamo pochissime idee; il compito, il tema era fare delle canzoni nuovi, il contenuto? Boo! Non sapevamo! Avevo tirato giù queste due frasi iniziali ma non sapevo neanche come cantarle, leggendo un libro di Augè che parlava anche della religione cristiana, ho collegato questa cosa qui, Cristiana è anche il nome di una donna, mi sono immaginato questa ragazza che si chiama Cristiana, però non è credente e da lì nato tutto il ragionamento di descrivere un profilo ragazza di nostri giorni che è piena di contraddizioni, a partire si chiama cristiana ma non crede nella religione, ha i tatuaggi ma li vuole togliere; tutta una serie di cose che penso siano comuni a molte altre persone, a tanti ragazzi che non hanno una direzione precisa della propria vita e devono ancora conoscersi fino in fondo per delineare la propria personalità; è la descrizione di un frutto acerbo che aspetta di maturare e aspetta di essere raccolto in qualche modo. Quando io scrivo un testo, non tutto quello che scrivo poi va a finire nel testo, alcune frasi che non sono inseriite parlano appunto di questo frullatore, perchè mi immaginavo questa situazione in cui Cristiana mettesse in un frullatore, tutti i propri condizionamenti, quindi il cellulare, i dolori passati, la sveglia quindi il doversi alzare al mattino, i preservativi quindi il sesso; tutto quello che è condizionamento, fuori! Dunque la ricerca di una stabilità emotiva che si trova anche rinunciando anche a deteterminate cose. Da questi scatti di testo poi è venuto fuori l’idea del video.”

Avete qualche progetto segreto futuro da rivelarmi?

Giovanni: ” Mattia si sposa! ” (tanto per cambiare ridiamo!)

Mattia: (Guarda la camera) ” Sì io mi sposo, (mi guarda) no! non è vero!!! ”

Giovanni: “Guarda questo è il nostro secondo concerto, siamo appena agli inizi del tour; abbiamo tanta voglia di suonare, ed è questo il nostro progetto attuale; portate il disco nuovo, di cui siamo soddisfatti in giro per l’Italia, farlo e farci conoscere sempre di più e quindi prima di pensare a tirare fuori qualche altra cosa penso che passerà un altro po’ di tempo.”

Iniziamo a salutarci.. Ma il cameraman ed io abbiamo un’ultima curiosità..

Voi siete dalle zone di Marsala, Trapani ha dato le basi per la guerra contro la Libia. Cosa ne pensate di ciò che sta succedendo?

Giovanni: “Ti ringrazio per questa domanda, sinceramente.”

Interviene il cameraman. Cosa ne pensate di questa Sicilia messa al centro dell’attenzione in tutto e per tutto.

Giovanni: ” Eh la Sicilia è sempre al centro dell’attenzione per eventi negativi; sia dipendano dai siciliani sia quando non dipendano da noi ma da terzi, in questo caso dal governo, dall’Europa. I miei genitori abitano a 10 km dall’aeroporto di Birgi, la base militare a tutti gli effetti e non è una cosa che mi fa impazzire, non è bello perchè sai che in caso di conflitto è un obbiettivo sensibile potrebbe essere oggetto di “attacchi”; adesso pensare che la Libia sia in grado di attaccarci mi sembra un po’ estrema, pero sicuramnte sapere che le persone che tu ami al mondo, la famiglia, possono essere in pericolo non è bello; mia mamma l’altro giorno mi ha telefonato dicendomi che decollano a qualsiasi ora della notte e non è una cosa bella. Poi quando sei in Sicilia sembra che tutto sia lontano perchè tutto quello che succede sembra sia sempre a nord ;ora che siamo al nord sapere che c’è questa situazione vicina a casa tua .. beh non assolutamente bello. Speriamo che questa situazione si normalizzi il prima possibile. ”

Cameramen: Anche perchè così potremmo andare finalmente al Casinò di Lampedusa!

Giovanni: “Un’altra di quelle cagate colossali!”

Mattia: “Che poi da Santoro ho visto che prat non l’ha più comperata perchè si è reso conto che era vicino all’aeroporto e gli entrava la puzza di gasolio in casa, s’è già rimangiato la parola!!!”

Giovanni: “Che poi questi due milioni di euro che doveva spendere per comprarsi questa villa ma perchè non li divideva a tutti gli abitanti di Lampedusa per il sacrificio che stanno facendo?! oppure li dava a questi immigrati che noi li vedamo arrivare vestiti firmati, molti di loro vestono all’occidentale perchè loro credono di arrivare in Italia e di adattarsi ai costumi nostri anche per quanto riguarda l’abbigliamento; però se pensiamo a quella che questa gente affronta prima di arrivare in Italia è veramente una cosa impressionante; c’è gente che arriva dal centro dell’Africa spesso e attraversa il deserto, sta settimane senza mangiare, senza bere.”

Mattia: ” Persone che possiamo chiamare disperati, perchè lo sono, che con una tranquillità incredibile arrivano a Lampedusa; scavalcano i cancelli, scappano, non per andare in Italia ma per andare in Francia, questi ci vanno a piedi; vanno a Catania a piedi per prendere una nave, e poi a piedi fino in Francia senza problemi.”

Giovanni:”Ci dimentichiamo che sono essere umani e infatti un grande appluaso alla popolazione di Lampedusa; io sfido chiunque, qualsiasi paese in Europa ad avere la pazienza di accogliere queste persone e non farle sentire come bestie.Tu pensa che Lampedusa fa cinquemila abitanti, mediamente ci sono cinque seimila profughi, è come se in Italia arrivassero sessantamila immigrati: succederebbe il finimondo, la guerra; invece a Lampedusa la gente non è razzista, accolgie la gentese sono arrabbiati non se la prendono con gli immigrati perchè capiscono le loro ragioni, ma se la prendono con il governo che non li tutela, poi chiaramente voui mettere che su cinquamila che su uno su cento ci sia un delinquente? perchè è sempre così!

Anche noi quando siamo andati in America i primi del ’900 c’erano tanti delinqenti difatti abbiamo esportato la mafia anche in America; è normale quindi che ci sai la mela marcia in un cesto di frutta, ma deve essere il governo ad agire, non si può lasciare tutto ai lampedusani”

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Continuamo a parlare per un po’ di questa situazione italiana che a quanto pare lascia un po’ tutti esterefatti.

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