Live Review: THE STRANGLERS

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THE STRANGLERS
NEW AGE – RONCADE (TV) – 12/02/2014

Data segnata sull’agenda da un bel po’ di tempo per questa data degli Strangolatori in terra veneta. Mai visti dal vivo, oramai uno dei pochi gruppi dell’epopea punk originale ancora in giro che non ho mai avuto il piacere di gustarmi; anche se poi parlare di solo punk 77 con gli Stranglers è decisamente riduttivo. Infatti esordirono in epoca punk, con un paio di album che ne prendevano in prestito l’irruenza e la vivacità, mediandola però con una certa ricchezza di suono dovuta, principalmente, al suono della tastiera, oltre che a trame sonore magari meno lineari che in altri partiti (Peaches). Arrivo al parcheggio e sento che da dentro il locale parte “No More Heroes”: cazzo, penso, sarà il dj: poi, nel breve tratto che mi separa dall’ingresso mi chiedo quale dj possa essere così stupido da metterla su prima che suonino gli Stranglers stessi. Svolto l’angolo e vedo che all’entrata non c’è nessuno: deserto. Il panico mi prende a tal punto che invece di spingere la porta d’ingresso del locale, la tiro verso di me ed ovviamente questa non si apre. In qualche maniera riesco ad entrare giusto in tempo per beccarmi mezza canzone: una sorta di ingresso cinematografico (il protagonista entra nel locale con gli Stranglers che suonano “No More Heroes”). Mi accomodo vicino al palco e noto che nonostante i  20 euro e rotti di biglietto c’è parecchia gente, comunque tutti tranquilli ed attenti. Gli Stranglers sono in quattro e della formazione originale sono rimasti Jean Jacques Burnel, bassista, figura importante del punk inglese più che altro per look e presenza ma anche per il suono abbastanza articolato del suo strumento e Dave Greenfield, tastierista, che sul suo strumento ha una scritta fatta con lo scotch: “No formaggio-No concerto!” : non chiedetemi cosa significhi.

In un’ora e passa di esibizione ripercorrono i momenti salienti dei loro quarant’anni di storia: “Golden Brown” la piazzano a metà concerto ed è, per me, una delle più belle canzoni di tutti i tempi. “Nice’n'Sleazy” è dura e tagliente, una sorta di punk/reggae uscito da Ladbrooke Groove direttamente dal 1978. “Duchess”è new wave, con le tastiere che giocano un ruolo fondamentale. Il cantante è un pelato ciccione che però fa bene il suo. Guardo Burnel e mi ricordo che è nato lo stesso giorno di mia morosa. Il pubblico, composto in larga misura da cinquantenni, ascolta gli inni della propria giovinezza, chiusi in camera con Frigidaire e gli Stranglers sul giradischi. Bello.

IL LIVE REPORT DI PLANET ROCK TV

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