Live Review: RADIO BIRDMAN

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RADIO BIRDMAN
@ ALTROQUANDO – ZERO BRANCO (TV) – 01/07/2015

Aspettavo il concerto dei Radio Birdman da quando è uscita la notizia che avrebbero suonato a poche decine di km da casa mia, e cioè dai primi di aprile. E così, neanche un mese dopo i Dictators, si ritorna con estremo piacere all’Altroquando di Zero Branco. I Radio Birdman sono tra i pesi massimi di un certo suono: nacquero a Sydney nel 1974, attorno alle figure del chitarrista Deniz Tek, studente americano fuori sede nella terra dei canguri e del cantante Rob Younger; innamorati del rock di Detroit (Stooges, Mc5), lo presero e lo impastarono con certi richiami al surf strumentale e ai Doors: ne uscì fuori qualcosa di spettacolare, un punk’n'roll che nel primo album “Radios Appear” dimostrò tutta la sua consistenza e qualità.

Alle 22.45 il sestetto fa capolino sul palco: due chitarre, basso, batteria, tastiera e voce. “Smith & Wesson Blues” apre la danze, seguita dall’hit “Do the Pop”, il primo brano dei Birdman ascoltato dal sottoscritto molti anni fa orsono. Resto subito colpito da Deniz Tek, che avevo avuto il piacere di vedere dal vivo giusto l’anno scorso, in forma smagliante proprio come me lo ricordavo: penso al fatto che sia un medico, che è così diverso dal classico stereotipo junkie legato a certo rock, e provo una viva simpatia per lui. Rob Younger, pur dimostrando tutta la sessantina d’anni che ha, regge comunque la scena alla grande, si muove, ciondola; insomma, non appare per niente ridicolo o patetico nel suo ruolo. La scaletta prosegue liscia tra classici (“I-94”, “Non Stop Girls”, “Descent Into the Maelstrom”) e qualche pezzo minore tratto da “Zeno Beach”, l’album del ritorno sulle scene dei Birdman datato 2006.

Un appunto mi viene comunque da farlo, considerando un pò tutti i concerti dei vecchi leoni dell’epoca punk che ho avuto il piacere di vedere: si tratta sostanzialmente di revival, di roba di nicchia, e allora perché non sparare una scaletta killer con tutti i pezzi migliori e far contenti tutti quanti? Alla fine del concerto, ad esempio, salterà all’occhio la mancanza di “Murder City Nights”, di “Snake”, di “New Race”, canzoni a mio modo di vedere imprescindibili quando si parla di Radio Birdman. Un altro appunto riguarda l’uscita di Deniz Tek che ad un certo punto intima il pubblico di non fare più foto con il flash: fossi stato in lui avrei anche aggiunto di smetterla con i cazzo di video, questa mania da lobotomizzati di frappore uno schermo tra te e l’esperienza che stai vivendo. Pura realtà distorta da cui ormai non restano immuni neanche più certi contesti.

Nel frattempo il set dei Birdman si avvia alla conclusione con un paio di cover (l’inaspettata “Shot by Both Sides” dei Magazine e “You’re Gonna Miss Me” dei 13th Floor Elevators), prima del gran finale affidato ad “Aloha, Steve & Danno”, dinamite che esplode in questa calda serata veneta. Ai bis tutti si aspettano i pezzi che prima citavo e invece “More Fun”, “What Gives?” e una riuscita ripresa di “Tv Eye” degli Stooges chiudono il sipario. E comunque si è tutti belli contenti per quanto visto e ascoltato.

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