Live Report: THEE OH SEES

THEE OH SEES 02

THEE OH SEESDROP IN THE OCEAN
Verona Interzona 4 giugno 2015
di AleRipTapes

Ascoltando Drop, penultima fatica dei Thee Oh Sees, album del 2014, mi era passata addirittura la fame di quel tipo di garage, il peggior disco della band, una produzione ripetitiva, a tratti stancante.
Gira e rigira le scale melodiche di John Dwyer non mi hanno mai entusiasmato da morire e rimangono sempre piu o meno quelle però nel corso di questi anni ha saputo vestire sempre in maniera diversa i suoi Thee ed è anche vero che la band di San Francisco è uscita con pezzi veramente stratosferici (Carrion Crawler-The Dream), in Warm Slime la forza e l’uso dei riverberi è magistrale, buone attitudini punk in Help, un pò meno mi son piaciuti in Castlemania ma qui ovviamente si va a gusti, personalmente il tiro delle chitarrine acustiche e il pe-re-peppe-pè dei synth non mi son mai andati giu piu di tanto.
A diceTHEE OH SEES 011 250x187 Live Report: THEE OH SEES mbre del 2013 Dwyer e soci tireranno i remi in barca per un pò per dare poi alla luce il non fortunatissimo Drop.

Rimasto a Drop perciò prendo la mia lurida macchina e mi avvio verso Verona un pò “impreparato”, non avendo mai ascoltato Mutilator Defeated at Last, ma va bene così….. l’ Interzona mi attende.
All’arrivo sul palco troviamo gli ottimi Hell Demonio, il giardino allestito per Prospettiva 22 è magico. Gli Hell Demonio suonano bene, compatti, mi piacerebbe farli suonare da qualche parte, approfondirò la cosa sicuramente.
Breve cambio palco, l’aria che si respira è tesa, simile a quella dei grandi eventi, John srotola cavi attorcigliati, costruisce la sua solita pila di casse traballanti, ampli, tastierine e pedalini.. tutto apposto!! Due batterie e basso. Formazione schierata in campo: voce e chitarra John il cognome lo sapete, batterista uno Ryan Moutinho, batterista due Dan Rincon e al basso Timothy Hellman.
Il live comincia con I COME FROM THE MOUNTAIN….. una bomba, il mio sguardo paralizzato sui drummer in sincrono, volumi perfetti, bilanciati e sferragliate di watt pazzesche che spazzano via l’udito.
Poi via via il resto senza pause-pausette, sound omogeneo come quello dei migliori album licenziati, la loro identità rimane integra ad ogni pezzo, i riverberi sono piante rigogliose verdi, questa è la loro giungla, la nostra foresta felice. Nella totalità l’esibizione risulterà dura e aggressiva, violenza punk anche nella gestione delle batterie. Performance da 10 e lode a mio avviso.

Premetto che adoro i Cramps (che banalità dichiarare ste cose vero?) e tutto quello che assomiglia ai riverberi molesti di Ivy Poison mi cattura e mi sbatte violentemente a tappeto.
John Dwyer proprietario anche della Castle Face non sarà un genio ma assieme al suo amico e “discepolo” Ty Segall hanno segnato un periodo, una linea l’hanno tracciata e qui ne abbiamo la prova. Questi giovani , ricordiamocelo, hanno contribuito alla rinascita di questo garage-psichedelico nel giro di dodici anni, quel loro riverbero entra nelle cervella.
Ecco la scala completa della seratina: Come From the Mountain, Tunnel Time, Poor Queen,The Dream, Tidal Wave, Turned Out Light, Toe Cutter – Thumb Buster, Withered Hand, Dead Energy, Sticky Hulks, Carrion Crawler, Web, Contraption/Soul Desert.
THEE OH SEES 03 250x333 Live Report: THEE OH SEES John ha un guardaroba alla Dylan Dog, zeppo di canotte uguali a righette, beve Corona, il tutto senza pause, userà quella c***o di tastierina in un paio di occasioni e nulla piu per fortuna, quattro ragazzotti giovani e corpulenti accennano al pogo (bisogna star attenti anche quando si parla di pogo perche’ a volte sembra solo un insulso scaricare a terra le tensioni della giornata…)
Sempre e comunque troppa/tanta/di_più gente presa dai social durante i live, tutti fotografi, sarà la nuova direzione del rock? alla fine della fiera zero bis, tanti saluti e via, si spengono i riflettori.

Il pezzo piu fortunato dell’esibizione sarà Withered Hand: finalmente un live che ti fa venir voglia di acquistare vinili, Thee Oh Sees spietati, potenti, quella doppia batteria sarà una cannonata al petto, mi vien quasi da ritirare le precedenti battute riguardanti Drop ma le devo tenere, rimangono considerazioni personali attive e veritiere a mio avviso, avevo addirittura pensato ad uno scioglimento.
La conferma delle mie considerazioni ce l’ho quando, arrivato al merch, non c’è traccia di Mutilator!!! Ah ah ah e che ci troviamo?? Tutte copie avanzate del precedente lavoro in studio, il povero Drop, i poveri rimasugli di un Primavera Sound affollato; a Barcellona i ragazzini avranno di sicuro ripulito il banchetto, peccato perchè proprio ora che sto scrivendo mi sto ascoltando Mutilator ed è veramente un bel disco, niente di eccezionale per cui gli diamo un bel 7/10

Spero di rivedere ancora i Thee Oh Sees, i ragazzi sono sulla buona strada, il nome una garanzia, la matrice è presente, è stato tutto inventato da loro ma per rimanere sulla cresta come Jon Spencer (uno a caso) ci si dovrà sporcare le mani, non basta tecnica e potenza, ok ci sta la professionalità e metodica quasi operaia che hanno questi musicisti americani quando si preparano per lo show ma non è ancora sufficiente, sparare sul pubblico suoni perfetti dopo un pò annoia, non basta montare sul palco chissà quante batterie e sfoggiare tanti bei tatuaggi, lo spirito del rocknroll è una bestia da domare, non dimentichiamoci il soul e l’affiatamento, ma queste sono cose che si costruiscono negli anni.

Grazie di tutto all’ associazione Interzona per portare in Veneto questi artisti e se potete riportateci la Blues Explosion grazie e a presto.

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