LIVE REPORT : SUS DUNGO @ POMOPERO

SUS DUNGO live report 3

LIVE REPORT:
SUS DUNGO@POMOPERO-Breganze (VI)
Giovedì 30 ottobre 2014

C’erano una volta 8 giovani fatine della musica: Diana, Kate, Anneli, Marika, Marta, Elizabete, Liene, Elizabeta. Avevano capelli lunghi e lisci, occhi grandi e intensi, la pelle candida come il latte e vestivano tessuti dai toni sgargianti e floreali. Sapevano ammaliare con suoni caldi e allo stesso tempo misteriosi, che ricordavano la romantica Lettonia, loro terra natia. Ciascuna di loro sapeva suonare uno strumento, se non più d’uno, ma sopra ogni altra cosa, ciascuna delle ragazze sapeva cantare, o per meglio dire ‘incantare’. Ed era proprio in quelle voci che risiedeva la loro magia. A tratti argentee, a volte sibilate, spesso suadenti, come un susseguirsi di venti, onde e colori, quelle voci, rapivano chiunque le stesse ad ascoltare, per condurlo in un meraviglioso viaggio all’interno della musica.
Quel giovedì di fine ottobre stavo tranquillamente sorseggiando la mia birra in attesa dell’inizio dello spettacolo al Pomopero, quando quel magico sound mi prese per mano e mi ‘trascinò giù lungo il fiume’. Marciavamo con gli Indiani e la grancassa batteva quando improvvisamente una tortora ci passò davanti e ci invitò ad ondeggiare con lei trasportati dalla corrente. Mentre ancora fischiettavamo le note di SQP, improvvisamente, mi accorsi che sotto di noi era in corso una lotta, che non aveva né inizio né fine e quindi mi spinsi più in là dove una voce elegante mi rincuorò, sussurrandomi in francese parole d’amore: IL Y A LONGETEMPS QUE JE T’AIME, MAIS JAMAIS JE NE T’OUBLIEREZ-. Ancora inebriata dalla dolcezza di quel canto, vedevo in lontananza prati bagnati dalla rugiada illuminata da una tenue alba lettone e mi sembrava di sentire la freschezza di RASA PEDAS (a piedi nudi sulla rugiada), poi mi lasciavo cadere assieme alle foglie d’autunno, in controtempo rispetto a quel volto che desideravo vedere e avere accanto, domandandomi che cosa ne sarebbe stato di me…e poi incontrai THE COLOURS OF THE SEA. L’arpa, il flauto, la chitarra, le onde che scorrono e diventano sempre più chiare, fino a quell’ultimo infrangersi sugli scogli, dove il nostro sguardo si perde. Uno strano sussulto di felicità mi pervase e il cuore iniziò a battermi all’impazzata, mi sentii viva-I FEEL ALIVE-. A questo punto un intenso desiderio di ‘ballare disperatamente’ mi pervase; ritmo balcanico, dolce ed energico, poi ancora un funky sibilato SUS HAMING…ho voglia di perdermi in questa danza…NO ROAD, senza strada, senza meta. Forse stiamo cercando qualcosa che non troveremo mai? L’unica certezza sono forse le nostre TASCHE BUCATE e quindi con TETA DARZA mi avvio verso la fine del mio viaggio ed ecco che vedo il miracolo: GERMOGLI DI CACTUS IN INVERNO, traduzione dell’impronunciabile formula magica lettone.
Grazie SUS DUNGO, grazie alla magia della musica!

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