LIVE REPORT : RAW POWER+CORPORATION OF CONSUMPTION

rawpower

Recensione Live
RAW POWER
Punky Reggae Pub  (Liedolo-TV)
15.02.15

Cosa ci fanno una domenica pomeriggio nel benemerito Punky Reggae Pub di Liedolo-TV(IL locale alternativo della pedemontana e non si tirino fuori altri nomi che mi metto a ridere) i RawPower?
Sì, il gruppo di Poviglio (RE) che, negli anni ’80, ebbe come supporto nel suo tour americano tali Guns‘N’Roses (non il contrario-avete letto bene) e, negli anni ’90, i Dugjive (ma questa è un’altra storia). Quelli che, con l’immenso “Screams from the Gutter” del 1985, realizzarono un’opera imprescindibile per l’evoluzione del punk hardcore, da loro declinato in maniera non meno feroce e rabbiosa rispetto alla coeva scena americana, ma con una tecnica anni luce superiore e un appeal metal, che emergeva indiscutibile sotto la foga interpretativa.
Che domanda!?!? Spaccano, come fanno da 35 anni a questa parte in ogni buco in cui hanno suonato (tralasciando che, della formazione originale, ormai è rimasto solo l’ossigenato frontman Mauro Codeluppi).
Ed un piccolo locale come il PRP, zeppo di umanità pogante davanti (e, spesso, in mezzo) ai musicisti, è il posto ideale dove abbattere ogni barriera temporale e venire riportati nelle epoche in cui si faceva la storia sui palchi e non postando chissà che su youtube.
Una domenica pomeriggio pressoché perfetta (e ce ne vuole!), aperta dagli estremissimi Corporation of Consumption, gruppo grind senza basso, ma con un cantante monumentale e, non sono per la panza.
Ma quando salgono sul palco i cinque emiliani, non viene lasciato nemmeno un piccolo spazio vuoto nel locale. Mentre i brani si susseguono come proiettili in una mitraglia, una ventina di persone si spintona senza tregua (e, miracolosamente, senza beccare nessuno dei musicisti) con una piccola pausa solo quando un amplificatore cade in testa ad un presente (Tranquilli, dopo era ancora in piedi).
A parte i classici come “State of Oppression”, “RawPower”, “Hate” e Politicians” (quest’ultima rifatta nientepopodimenoche dai Napalm Death), il vertice della performance è stata l’inaspettata cover di “Ace of Spades” dei Motorhead, sparata ancora più a rotta di collo dell’originale. E mi è venuto in mente quando Paul Di Anno, alla festa della birra di Fontigo (se non la serata più bella della mia vita, comunque siamo nella top ten), tirò fuori una versione al fulmicotone di “Blitzkrieg Bop”, roba che, se gli Iron Maiden l’avessero suonata nei pub proletari, dove muovevano i primi passi, sarebbe volato sul palco di tutto.
Eppure punk e metal sono cresciuti influenzandosi a vicenda e, gruppi come i RawPower, ne sono la prova provata.
Il fatto che oggi questi ultimi possano oggi suonare senza problemi un brano metal,  facendo peraltro impazzire di goduria gli astanti, è segno che, quantomeno, il pubblico ha più apertura mentale. Questo, nonostante youtube…

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