LIVE REPORT – PHIA@POMOPERO (VI)

PHIA

Live Report – 27/11/14
Phia@Pomopero – Breganze (VI)

Un altro giovedì di successo al Pomopero, all’insegna della grande musica, purtroppo, o forse, per fortuna, ancora nascosta e, stavolta, in compagnia di Sophia Exiner, in arte Phia.
Originaria di Melbourne, ma Berlinese da 3 anni, Phia ha portato nella terzultima data del suo tour italiano per la presentazione dell’EP ‘Do You Ever?’, una ventata di pop caldo e spensierato, come la sua terra natale, ben dosato ad una componente sperimentale di chiara derivazione tedesca.
E’ proprio in quel della capitale della Germania che Sophia conosce il suo producer, nonché chitarrista, Josh Teicher, cui è affidata l’apertura del live, con il progetto solista Josh the Cat.
Il mood è quello da subito: scanzonato, ironico, solo la successione delle canzoni proposte nell’assolo iniziale(‘Hello, what’s your name?’ e poi la cover ‘Save My Name (Destiny’s Child), fa presagire un live sui generis, dove il sarcasmo si sposa con melodie soft e ricercate, lavorate con la loopmachine e, allo stesso tempo, suonate con la semplicità di un menestrello.
Appena presa confidenza con quel bizzarro mix di humour e ricerca sonora, arriva Phia e il connubio è perfetto. L’artista lavora su 3 strumenti: quello vocale che stupisce per i repentini cambiamenti di tonalità, da note sibilline, a tratti fastidiose, si passa a bassi morbidi ed accoglienti, in certi frangenti paragonabili all’eclettica Bjork;  la kalimba, uno strumento a percussione africano, in cui una serie di lamelle metalliche risuona grazie ad una scatola di legno, come l’artista stessa ci tiene a spiegare; una loopmachine, grazie a cui Phia organizza ritmi, suoni, cori, a volte peccando addirittura nell’eccessivo utilizzo. L’effetto è comunque incantevole.
Chi ama la musica non può che restare a bocca aperta di fronte alla semplicità con cui pare nasca quel sound, chi si emoziona con i suoni, non può che sorridere dinanzi alla magia che sta accadendo proprio lì, davanti ai nostri occhi…
‘So Far So Close’, ‘Chemistry’, ‘At The End Of The Day’. Phia canta, suona, registra ci racconta di sé e di come le sue canzoni nascano dal cuore: l’eccitazione e il timore di un nuovo viaggio, la nostalgia della lontananza, i sussulti di gioia…banali emozioni che crescono dentro di noi a tal punto da non poterle più trattenere e dover dar loro una vera e propria esistenza. Un impeto interno che l’artista ricrea con spontaneità sul palco, traducendo quelle stesse sensazioni in vibrazioni, per comunicarle ad un pubblico, che anche se non troppo attento e caloroso, non può che condividere e sentirsi partecipe di quella sciocca fragilità umana che si sublima nella musica.
E, quando l’effetto sharing è all’apice, la Exiner riesce addirittura a coinvolgere quello stesso distratto spettatore nella deliziosa cover di ‘Paper Planes’ (M.I.A), poi lascia il palco, invitandoci a fare due chiacchiere insieme al tavolo!

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