morrissey

MORRISSEY
@ TEATRO GEOX (PD) 23.10.2014
di Alberto Visentin Casonato

Se dovessi scegliere, meglio vedersi un concertino giù al club in 50 persone che non al Palasport in 5.000; però non è che Morrissey possa venire al Baluba Club e passare inosservato, quindi tocca organizzarsi, tirare fuori un bel cinquantone, farsi un tre ore piene in piedi come un idiota e aspettare l’inizio del concerto.
Prima dell’ora X, Morrissey si improvvisa vj vecchio stampo e proietta su di uno schermo video di Ramones, Brian Eno, Nico, Penetration, proteste anti-Thatcher: un bel mix che serve a dirci qualcosa di lui e del suo mondo interno.
Alle 22.00 cala il sipario e via: “Hand in Glove”, singolo di debutto degli Smiths datato 1983, è la prima freccia scoccata, seguita da “Everyday is like Sunday”, una delle più conosciute ed apprezzate canzoni del Morrissey solista.

La band è composta da sei elementi, un sound bello pieno e caldo, aiutato anche dall’ottimo impianto audio del Geox (che avevo già avuto modo di constatare tempo addietro).
Praticamente del recente “World peace in none of your business” le fa quasi tutte, contribuendo anche a farmi ricredere su qualche pezzo che dai primi ascolti scroccati nella macchina della mia ragazza non è che mi si appiccicassero proprio addosso, ecco. Tipo, “Instanbul” con una voce diversa starebbe bene in mezzo al secondo album degli Stone Roses, “The Bullfighter Dies” potrebbe starci su “The World Won’t Listen”, “Staircase at the University”, invece, è proprio bella. Da segnalare il siparietto in cui dice al pubblico: “Non ho visto la vostra città. E’ bella? Bah, non credo”. Il finale è affidato alla declamatoria “Meat is Murder”, accompagnata da un durissimo video riguardante violenze sugli animali perpetrate nei macelli, una posizione che mi fa tornare in mente certo estremismo punk da squat del tipo Crass/Discharge che con Morrissey non c’entra apparentemente niente.
Con il pubblico praticamente ancora sotto shock, e sulle note di “One day Goodbye..”, si conclude l’ultima data italiana di questo tour, con Morrissey che si strappa la camicia e la lancia al pubblico (poi mi è giunta voce che i tizi dello staff la rivolessero indietro..).
All’uscita acquisto un bel poster e la maglietta con la copertina di “Meat is Murder”, il primo album che abbia mai ascoltato degli Smiths, e si ritorna nell’amata provincia di gran carriera.

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