club to club

Live Report – #c2c14
Torino 7-8 novembre 2014

Il primo Club to Club non si scorda mai e il mio ha inizio venerdì 7 novembre.
La tensione era molta, i concerti da vedere erano ancora di più e, fosse stato per me, non mi sarei persa nemmeno un solo live, cosa purtroppo umanamente impossibile, anche a causa di alcune sovrapposizioni nella line up.
Veniamo al dunque. Grande novità di quest’anno era l’Absolut Symposium, il nuovo headquarter targato #c2c14, presso l’AC hotel, trasformato in una clubbing zone. Il contesto piccolo ma molto piacevole ricreava la sensazione di essere in un Boiler Room! Qui, tra i tanti, ho avuto la possibilità di sentire Miles, dj britannico dalle sonorità jungle. Alle 21.30 però ci aspettava il Maestro Battiato a Lingotto Fiere, quindi non c’era tempo da perdere. A quanto pare però, anche lui era in ritardo e, fortuna volle, ci incrociassimo fuori dalla sua stanza d’albergo…forse entrambi disorientati.
Digressioni a parte, come tutti oramai sanno, Franco ha stupito tutti con un ritorno alla musica sperimentale, un progetto intitolato “Joe Patti’s Experimental Group: una commistione di suoni sintetici, accordi di piano e tastiere, che danno vita ad un’atmosfera sognante, emozionale, che apre egregiamente il Club to Club.
La vera elettronica inizia con Evian Christ: la sua capacità di amalgamare hip hop, acid e bass, permette di esplorare mondi sconosciuti e completamente estranei ai luoghi comuni. Si passa poi ai Jungle, nome che rispecchia anche il loro stesso genere. Le sonorità funk del loro recente album di debutto meritano indubbiamente anche un ascolto dal vivo; impossibile non emozionarsi con The Heat. Per chi preferiva, a mezzanotte c’era anche la possibilità di andare nella Sala Rossa per sentire i Ninos Du Brasil, progetto italiano elecro-punk, degno di nota.
Devo comunque ammettere che non mi sarei mossa dalla mia postazione in prima fila per nessuna ragione, soprattutto perchè alle 01.30 davanti ai miei occhi, compariva Caribou. Artista canadese chiacchierato, amato, da alcuni considerato overrated, per me perfetto specie in questo live in cui ha proposto quasi tutti i migliori pezzi dell’ultimo album Our Love e di Swim del 2010. Conclude la serata nel main stage Talaboman, collaborazione tra John Talabot e Axel Bonan. Sono le 04.00 passate e la techno rimbombante inizia sempre più a farsi sentire. Decido quindi di tornarmene in albergo, per sopravvivere al sabato.
Per l’8 novembre i nomi più acclamati ed attesi erano sicuramente Luke Vibert, Clark e Sbtrkt.
Per quanto riguarda Sbtrkt, tenendo in considerazione che i suoi album vantano eccellenti contributi, se l’è cavata a pieni voti.
Il Club to Club ha pensato a tutto e in maniera più che onorevole ha affidato a tre artisti tedeschi di commemorare il venticinquesimo della caduta del muro di Berlino. Apparat, Recondite e Marcel Dettmann, chiudono con un omaggio notturno di tutto rispetto. Nella Sala Rossa, Vessel, a petto nudo e in piena estasi musicale, lascia tutti esterrefatti! Vi lascio con un post scritto il giorno successivo nella sua pagina Facebook “Club2club I have a fractured wrist, no thumb nail and no pants. What the hell happened this morning?”, Penso non serva aggiungere altro a riguardo.
Uabos, Carlos Casas, Miles, Franco Battiato, Evian Christ, Caribou, Pantha Du Prince, Talaboman,  Rills, Jessy Lanza, Ninos Du Brasil, Fatima al Qadiri, Ben Ufo, Millie & Andrea, Palm Wine, The Taste, Fatima, Bleep Djs, Luke Vibert, Chris Clark, Future Brown, Sbtrkt, Apparat, Recondite, Marcel Dettmann, Kele, Tiger & Woods, Lorenzo Senni, Visionist, Jacques Green, Vaghe Stelle, Valentin Stip, Vessel, questo l’elenco completo dei nomi della line up di venerdi 7 e sabato 8 novembre alla quattordicesima edizione del Club to Club, nomi internazionali, italiani, senza dimenticare alcune scoperte più che meritevoli (Future Brown, Vaghe Stelle).
Tralasciando i soliti, pochi, haters tristi, il festival non può non essere considerato uno dei migliori organizzati in Italia. Io non ho notato particolari problemi a livello di organizzazione, bensì un pubblico attento, educato e desideroso di ascoltare bella musica prodotta da artisti di rilevanza internazionale. Ho respirato un’aria di allegria, di condivisione, di festival, un festival cui non vedo l’ora di ritornare l’anno venturo.
Concludendo, mi sento in dovere di ringraziare Torino, che si conferma (non di certo per la prima volta) una città così tanto aperta culturalmente da meritarsi di avere in casa il Club to Club. Un vanto internazionale per la nostra cara Italia, che, dopotutto, in qualche cosa riesce ancora a primeggiare.

 

 

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