LEGGEREZZA E VELOCITA’, LA TAP DANCE

TAP DANCE 3

LEGGEREZZA E VELOCITA’, LA TAP DANCE-Intervista a Vittorio Schiavone

Figlio del mito di Michael Jackson, come molti,, dopo aver consumato la videocassetta del King of Pop, decide di abbandonare il calcio per dedicarsi alla danza. Inizia a studiare Modern e Classica per puntare poi in maniera “molto auto didatta”verso l’ hip hop e la danza acrobatica. A18 anni si avvicina però alla Tap Dance e, dopo il diploma nel 2011 all’MTS di Milano, si appassiona a questa disciplina. Studia con Gillian Bruce, coreografa Rancia, ed infine approda all’Hoofer Style,cui fondefigure di Hip Hop e Modern, dando vita ad un suo unico e personalissimo Street Style. Si specializzaa New York con insegnanti del calibro di Cartier Williams e vince la borsa di studio per il ZurichTap Festival.Ad oggi Vittorio è l’unico uomo a ballare nella compagnia “Tappers” di Gillian Bruce e Licia di Sound&Vision l’ha intervistato per voi.

-La Danza è espressione di sé. Dove e come nasce questa tua passione?
La danza è sempre stato il mio linguaggio! Da sempre sono riuscito ad esprimermi solo danzando, così a 15 anni ho deciso di studiarla sul serio. Io credo che la danza, non sia tecnica, doti e perfezione, ma che sia semplicemente dare movimento alle sensazioni che ti trasmette una musica. Ballare è l’unica cosa che so fare e che faccio con tutto me stesso, l’unica cosa che mi fa esprimere quello che davvero sono! Prendo la vita come viene, con leggerezza e velocità, come nel mio Tap!
licia03 250x181 LEGGEREZZA E VELOCITA, LA TAP DANCE-Anima, sessualità, terra, queste sono forse le connessioni più immediate con la Tap dance, a mio avviso, cos’è il Tap per Vittorio?
Per me il Tap è sessualità nuda e cruda e rudimento, collegamento col terreno e al contempo leggiadria. La Tap Dance è un linguaggio, è uno stile di vita, è una droga.
-Com’è stato l’impatto al ZurichTap Festival?
Lo Zurich per me è stato un modo per capire quello che doveva essere davvero il ‘mio Tap’, un’esperienza che mi ha permesso di rafforzare il mio credo e di concretizzare le mie convinzioni. Una sorta di pacca sulla spalla dal tuo capo!
-Cosa manca all’Italia?
All’Italia il talento non manca, anzi, abbiamo molta anima rispetto a tanti altri ballerini di Tap.In ogni regione d’Italia ci sono tradizioni ritmiche favolose (pizzica, taranta), dunque le potenzialità sono enormi, purtroppo però non sono allo stesso livello della nostra cultura sulla Tap e sulla danza in generale: manca un’educazione di base a questa disciplina oltre ad un lavoro d’informazione da rivolgere soprattutto ai giovani. Il tap non è solo Fred e Ginger (con tutta la stima che posso provare per loro),dobbiamo imparare ad osare di più.
-Perché in Italia la danza, ed in particolar modo il tap, non è radicata nella nostra cultura?
licia02 250x250 LEGGEREZZA E VELOCITA, LA TAP DANCECome accennavo prima, in Italia abbiamo splendidi balli popolari tradizionali, che vengono però considerati obsoleti. Ci viene molto più facile ricercare la novità all’estero, senza sforzarci di guardare al nostro passato per riprendere in mano e rivisitare ciò che di meraviglioso potremmo attingere dalle nostre tradizioni. L’Italia è, assodato da tutti, la patria della danza classica,arrivando persino ad eccellenze, quali per esempio La Scala di Milano. Il Tap invece è sempre stato visto come la danza americana, lontana e vecchia, che fatichiamo a sentire nostra…E’ una disciplina dura, difficile, non adatta a chiunque, ma tutti possono provare a ballarla e basta un attimo per appassionarcisi.
Questo è il segreto della TAP

Vittorio terrà un workshop di tap dance il 22 ed il 23 Novembre 2014 presso il Polo Giovani B55.
Per info: licia.tirapelle@yahoo.com

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