Breathless, Restless, Hopeless

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left in ruins 2 Breathless, Restless, Hopeless

Breathless, Restless, Hopeless. La Recensione del nuovo disco dei Left In Ruins

di Marila Zorzi

Un bicchiere di grappa mandato giù senza fiato. Questo è “Breathless, Restless, Hopeless” dei Left in Ruins. Sette tracce in meno di dieci minuti di hardcore tirato e diretto senza pretese. Dopo l’esordio con l’omonimo e ottimo “Left in Ruins” del 2011, i trentini tornano con questo lavoro che è una bomba. Di classica matrice powerviolence, “Breathless, Restless, Hopeless” riesce a creare un suono originale alternando parti velocissime, connotate da riffoni pazzeschi, con stacchi in cui l’esecuzione si attenua e subentrano suoni claustrofobici e oscuri ad anticipare ripartenze fulminee. Si parte con “Entrapped” dove basso e batteria aprono la strada alle chitarre che sfociano dopo un minuto nella superba e claustrofobica “Breathless”, perla dell’album.

Subito dopo “Hopeless” non lascia scampo. Una fucilata di velocità estrema che tra stacchi e parti sparate scivola via lasciandoti stordito. “Guilty” è il pezzo più hardcore oldschool dell’album seguito da “Dig”, una canzone fenomenale che spazia da parti dove la protagonista è la chitarra che si congiunge  a tutti gli altri strumenti per poi lasciare voce solo al basso che si unisce alla sola batteria e via così. Forse la più introspettiva è “Revenge”, bella pesta e pesante che precede “Left in Vain” che conclude questo lavoro che ubriaca dal primo ascolto perché i Left in Ruins sono una delle migliori band in giro attualmente. Non c’è altro da dire.

Per scaricare l’album free: title=”Scarica Gratuitamente” target=”_blank”>www.mediafire.com/?d5hvgggxhmg078w
Info: leftinruins.wordpress.com

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