LED di F. Consoli

led

led1 LED di F. Consoli

LED di Fabrizio Consoli
Photo di Emanuela Virago

Londra mantiene da decenni il suo ruolo di caposaldo mondiale ed indiscusso della buona musica, avendoci regalato negli anni moltissime delle “next big thing” che si sono succedute nei nostri lettori, dai compianti giradischi fino agli iPod moderni. Il fatto che la musica qui sia parte dell’arredo urbano, lo si vede gia’ dal numero di cartelloni che pubblicizzano nuovi album in uscita, sulle fiancate degli autobus o nelle stazioni della metropolitana – fate caso a quant’e’ che non vediamo nulla di simile in Italia. Nessuna sorpresa dunque che sia proprio Londra a lanciare l’ennesima declinazione dei festival estivi che ci intrattengono in giro per l’Europa. Ed e’ ancora Victoria Park, la moderna agorà sonora di East London a sacrificare il suo gia’ provato manto erboso, questa volta all’altare di LED 2010, acronimo di London Electronic Dance festival.

La line-up non e’ niente male e piuttosto mainstream, come si conviene ad un festival al suo battesimo: Calvin Harris, Soulwax, David Guetta, Aphex Twin e Goldfrapp a succedersi sul palco nell’arco di due giorni. Calvin Harris apre e crea da subito un clima happy da festa balearica, addirittura con un cielo che per un momento smette di minacciare docce torrenziali e ci sorride con qualche raggio di sole, evento che a Londra costituisce una scusa ulteriore per festeggiare. Splendidi poi i Soulwax. Abbandonata per un periodo la formazione ridotta e blasonatissima di 2Many Djs, il gruppo belga si ripresenta al completo, beffardi nei panni eleganti di un complesso da festa high-school americana anni ’50, mettendo in scena un delizioso set elettronico, eppure suonatissimo con tanto di batteria acustica, sofisticato nella chiara attenzione a non scadere nel luogo (comune?) dei pezzi tenuti in piedi e trainati da una cassa incalzante ed ossessiva.

Il palco minimalista, segno della circospezione degli organizzatori ai rischi di una prima edizione, poco ha potuto contro l’ego debordante di uno degli oligarchi della musica dance contemporanea ed headliner della giornata, David Guetta. Da uno stage praticamente ricostruito a sua immagine e somiglianza, gigante, pretenzioso e pacchiano, sospeso a mezz’aria in un’orgia di giochi luminosi sicuramente d’effetto anche se forse piu’ adatti ad un videogioco anni novanta o ad una inaugurazione di un hotel a Las Vegas, con incursioni nella tradizione circense – due robot su trampoli, anch’essi giganti, anch’essi di luce, armati di pistole laser che nemmeno Spielberg – Guetta si e’ esibito in un set prevedibile fortemente autoreferenziale. Ma nonostante la musica, o meglio la colonna sonora dello spettacolo pirotecnico del set del Dj francese, sia stata una dimessa e diligente successione in ordine alfabetico di tutte e sole le sue hit collezionate negli anni, tecnicamente tutt’altro che impeccabile, con nostro sommo stupore il pubblico era in delirio.

Insomma da queste parti non e’ che manchino i punti di riferimento musicale, eppure il compaesano dei tanto compianti Air qui al LED ha riscosso un successo d’altri tempi, con buona pace di tante boy-band. Ed allora anche Londra china il capo e rende omaggio al “nuovo” fenomeno di costume, abile nell’essersi costituito a minimo (e che minimo!) comun denominatore alla musica dance contemporanea. Per chi volesse, lo si trova tutte le estati i giovedi al Pacha, ad Ibiza. Ma nonostante il fisico da culturista, non sta alla porta. Se mi e’ concesso, purtroppo.

facebook LED di F. Consolitwitter LED di F. Consoligoogle LED di F. Consolitumblr LED di F. Consoliemail LED di F. Consolipinterest LED di F. Consoli