LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO

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chaplin LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO

LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO
Pordenone 1-8 ottobre 2011 di Laura Moneta

Difficilmente riesco a ridere di gusto di fronte a film comici o quando mi capita di imbattermi in qualche trasmissione che dovrebbe muovere a questo. Un po’ perché trovo che la qualità delle proposte sia piuttosto scadente, un po’ per inclinazione personale. Apprezzo molto di più, in effetti, l’ironia sottile, lo humor; mi piace quando il sorriso si insinua dopo un lampo di riflessione e purtroppo spesso avverto nella “comicità” contemporanea una certa grossolanità e trivialità. Ebbene, alle Giornate del cinema muto di quest’anno, silent film festival che si è svolge a Pordenone ogni ottobre da ormai trent’anni, e considerato dagli addetti ai lavori “il più bel festival del mondo”, è accaduto il miracolo. Un miracolo personale e collettivo: tutti abbiamo riso, risate sane, vive, di quelle che fanno scendere le lacrime dagli occhi, risate che si sopiscono per poi rinascere genuine. Mi riferisco alla proiezione del film “Il circo” di e con Charlie Chaplin. Una commedia perfetta, complice anche lo splendido accompagnamento dal vivo dell’Orchestra di San Marco di Pordenone, diretta dal maestro Gunter A. Buchwald, su partitura originale di Chaplin. La vicenda racconta le avventure di un vagabondo pasticcione che, scambiato per ladro, trova rifugio in un tendone di circo dove viene ingaggiato a lavorare come clown. La sua comicità è spontanea e inconsapevole e riesce a far ridere proprio per questo. Qui si innamora della figlia dell’impresario, Merna, ma alla fine sacrifica il suo sentimento in favore di un giovane e prestante equilibrista. Questo lungometraggio contiene alcune tra le più belle invenzioni comiche chapliniane che si sposano con un alone sentimentale tenuto sapientemente sotto controllo e con momenti di tensione che toccano il culmine nella scena in cui Chaplin, funambolo, sta in equilibrio sopra una fune a parecchi metri di altezza ed è assalito da un gruppetto di scimmie dispettose che gli si arrampicano in testa, gli mordono il naso, gli strappano i vestiti da dosso. Scena assolutamente esilarante e carica di brivido: le risate rimbalzavano in tutto il teatro. Notevole anche quella girata nella gabbia del leone. Su stessa ammissione di Chaplin furono girate più di 200 riprese e in molte di queste lui si trovava davvero da solo nella gabbia dell’animale e le sue espressioni di terrore non erano il risultato della sua capacità mimica.  Altra perla nel film è quando Chaplin entra nel labirinto degli specchi e, successivamente, per sfuggire alla cattura da parte di alcuni poliziotti si finge automa insieme ad un altro malfattore. Chaplin si è davvero messo in gioco girando scene rischiose, esercitandosi per settimane nell’arte del funambolismo, il tutto unito alla sua grande capacità mimica ed espressiva. Un artista a tutto tondo, insomma: regista, produttore, sceneggiatore, attore, nonché compositore della colonna sonora. Un grande! Un ringraziamento particolare, dunque, alle Giornate del cinema muto. Grazie per l’atmosfera internazionale che si respira in sala, piena di gente da tutto il mondo (tutte le presentazioni dei film, le spiegazioni, le premiazioni sono in inglese con traduzione per gli italiani), grazie per le proiezioni di nicchia e per quelle dei classici, capolavori che la memoria ha perso e grazie per averci fatto scoppiare la risata come quando eravamo bambini.

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