La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?

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provvidenza La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?

L’ IMPERDIBILE PEGGIO DELLO SPAGHETTI WESTERN
La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?

Avete mai visto un bounty killer conciato da Charlie Chaplin scorazzare per le praterie del West su di una diligenza super accessoriata guidata da quattro cavalli così indipendenti da sapere sempre che direzione prendere? Guardatevi questo film dal titolo chilometrico diretto nel 1972 da Giulio Petroni, ben noto agli amanti del genere per essere stato il regista di Tepepa, un classico del western politico all’italiana, sceneggiato con Franco Solinas e Ivan Della Mea ed interpretato da Tomas Milian, John Steiner e nientemeno che da Orson Wells.

Provvidenza non ha nulla a che fare con Tepepa, anzi ne rappresenta l’esatto opposto. L’ eroe è surreale, interpretato ancora da Milian che, qui irriconoscibile, viene prontamente scoperto solo grazie alla sua ilarità che lo portato ad essere protagonista di tanti films del filone.Provvidenza è un cacciatore di taglie piuttosto insolito, che dopo aver catturato i ricercati più pericolosi li consegna alla legge per poi farli evadere e riprenderli con tanto di aumento del compenso. Il fuggitivo Hurricane Kid, un vero ladro di polli perennemente zozzo (farà un bagno in un fiume dopo tre anni di sporcizia addosso con conseguente moria di pesci), che diventa inevitabilmente socio del nostro eroe, il quale non si fa mancare nulla, dalle tecniche yoga a foto osè di ragazze ritratte in bordelli d’ alto loco. Tutta la storia gravita attorno alla solita questione di soldi che coinvolge uno sceriffo poco idoneo a portare la stella e un colonnello sudista a capo di una cricca di banditi alcolizzati non ancora rassegnati alla sconfitta della guerra civile. Il centro dell’avventura però è il rapporto tra i due che, recuperato il bottino e poco propensi alla fiducia reciproca, arrivano al punto di ammanettarsi tra di loro per non fuggire.

provvidenza011 La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?Ben presto si renderanno conto di essersi cacciati in un mare di guai visto che i soldi in loro possesso sono falsi e sostituiti dallo sceriffo (che non si sa bene dove se li sia procurati, ma questo negli spaghetti western è un dettaglio da poco). In mezzo a tutto questo caos non mancano le scene assolutamente uniche, a cominciare da una partita di biliardo dove il nostro esibisce una tecnica di gioco unica ed infallibile per alleggerire gli avversari. Non mancano le sorprese, la più assurda capita quando Hurricane Kid con quattro legnate mette a tappeto Provvidenza sostituendo gli indumenti e portandolo poi in galera per procacciarsi la taglia. Purtroppo la sua ignoranza non convince lo sceriffo che chiama il miglior detective militare, il Colonnello Goodmorning, interpretato da Mike Bongiorno, che sfoggia tutto il repertorio quizzarolo che lo ha reso celebre, con lo scopo di rivelare la verà identità di ognuno. Dopo aver svolto al meglio il compito che la vita gli ha affidato (l’ uomo quiz appunto), eccolo andarsene soddisfatto salutando con il celebre motto “Allegria, allegria”. Ma l’incursione televisiva non finisce qui: mentre i  protagonisti si dividono il bottino, Provvidenza intona Tuka Tuka, la canzone resa celebre da Raffaella Carrà, che egli utilizza quasi come un’ ipnosi per truffare il socio.

In mezzo a questa giostra di stupidaggini risalta sempre la diligenza multi uso, che ad un certo punto diventa blindata per poi fare scendere decine di barattoli per impedire ai cattivi di avvicinarsi oppure affumicandoli ben bene con un’emissione da auto diesel d’ altri tempi. Alternando fughe ed inseguimenti, Provvidenza sfoggia il suo amore per l’opera che si fonde con le musiche di Morricone, qui molto leggere, oppure con improvvisate poetiche “de borgata”, l’ ultima delle quali chiude il film mentre egli si dirige verso “il non so dove” con tutti i malviventi legati come salami dietro il “veicolo”, e pronti ad incrementare le entrate del più assurdo tra i bounty killers. Lui recita:”Dal Kentucky al Minnesota, fin più su nel Nord Dakota, chi li frega ad ogni botta?” e i quattro salami in coro rispondono: “Quel gran figlio di mignotta”.

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