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klaxons KLAXONS

KLAXONS
Milano Magazzini Generali 2 – 12 – 2010 di Fabrizio Consoli

Se con Alta Fedelta’ ci eravamo illusi di poter comprendere più da vicino quell’animale strano che e’ il mondo degli appassionati maniaci di musica, allora ci sono brutte notizie: l’evoluzione appartiene anche alle perversioni. E’ così che chissà come di recente mi sono trovato imbrigliato in una annosa discussione sulla condizione ideale per godere di un concerto. Vengo dunque a sapere da alcuni (amici) che non ci si impossessa intimamente di uno show se non si conoscono gli antefatti, la band ed i pezzi, magari a memoria. L’apologia di quello che nella ressa ti strilla i suoi acuti nell’orecchio, cantando assieme al cantante, con buona pace della distribuzione ahimè’ non democratica delle qualità canore.  Un po’ come anticipare quello che sta per avvenire al vicino di poltrona al cinema, una pratica odiosa quando la si subisce, ma confesso, una tentazione fortissima ogniqualvolta mi trovo nella condizione di poterlo fare. Fatto sta che ho conosciuto i Klaxons proprio ad un loro concerto qualche anno fa in un club vicino Treviso, invitato da un amico la cui band avrebbe fatto da gruppo spalla. Un bel concerto, e molto divertente, o per lo meno cosi’ mi era parso. Era il 2007, e la serata una tappa del tour promozionale per il loro primo album “Myths of the Near Future”, acclamatissimo e vincitore del prestigioso Mercury Prize, che ha elevato i Klaxons a nuovo fenomeno internazionale. Ci sono voluti tre anni abbondanti per rivedere il trio londinese calcare le scene con un nuovo progetto. Il secondo album si intitola “Surfing the Void”, e gia’ la lunghezza della gestazione rivela un lavoro meno facile del primo. In effetti l’impressione che abbiamo dalla serata e’ proprio che questo ultima  fatica del gruppo soffra della sindrome del secondogenito quando il fratello grande va benissimo a scuola: anche se fa il suo dovere, e nella fattispecie diverte e fa ballare il pubblico, lascia tutto sommato tiepidi e solo sporadicamente raggiunge gli entusiasmi del primo. Allo stesso tempo i Klaxons con l’esibizione di Milano ci confermano che l’etichetta di new-rave che spesso li accompagna rende poca giustizia ad un progetto che in realta’ ha una matrice ben piu’ marcatamente rock, forse travisata dai plurisuonati singoli riempi-pista di cui probabilmente solo Echoes nel secondo album raccoglie l’eredita’. Buone notizie comunque: per Natale la band mettera’ in download gratuito il nuovo EP “Landmarks of Lunacy”,  cinque brani tra cui alcuni composti nel 2008 con James Ford di Simian Mobile Disco. E per una volta anche noi ci sentiremo piu’ buoni, scaricando finalmente qualcosa col beneplacito del music biz.Li trovate qui: www.klaxons.net.

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