JOY DIVISION – UNKNOWN PLEASURE

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joy JOY DIVISION   UNKNOWN PLEASURE

JOY DIVISION – UNKNOWN PLEASURE di Luca Sartor

A distanza di anni dall’uscita di questo storico album credo sia stato scritto veramente tanto, probabilmente troppo su questa band e sul suo leader morto suicida alla vigilia di un tour americano e un quasi certo successo commerciale che solo i tre superstiti membri della band poterono cogliere. Due film che raccontano i pochi travolgenti anni (poco più di due!) in cui si svolse la carriera della band, tantissimi libri, documentari, video, un numero infinito di bootlegs (J.D. è la band piu’ colpita dal fenomeno dei dischi illegali che usano registrazioni pirata) due album ufficiali e una raccolta postuma, questa l’eredità con cui ci si confronta quando si vuole entrare nel complicato e cupo mondo musicale di questa band. Salto a piè pari tutte gli eventuali discorsi dietrologici o ennesime critiche postume rinviandovi ad uno dei più bei siti di rock band che abbia mai incontrato fatto dai fans www.joydiv.org o www.joydivisioncentral.com (sono lo stesso). Trovate la precisa descrizione di tutti i dischi in vinile e cd pubblicati ad oggi usciti nel mondo legali ed illegali con metodi e consigli per distinguere i contraffatti dagli originali. Sono poi descritte tutte le date live, brani suonati nel concerto e nel soundcheck e viene riportato se esistono registrazioni o stampe cd/lp relative; ci sono poi  i racconti di partecipanti o persone che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, foto del locale, flayers e manifesti relativi alle date. Si arriva perfino ad elencare le date annullate dopo il suicidio di Ian Curtis, in parte recuperate dai New Order descrivendo le prime date del nuovo capitolo della band erede. Un sito di devozione totale che la dice lunga sull’amore che circonda i Joy Division! Ancora una band underground anche se i loro pezzi furono portati in classifica-due nomi per tutti- da Paul Young (L.W.T.U.A.) e Grace Jones (she’s lost control) nei primi anni 80. Posso solo aggiungere avendo vissuto in diretta quegli anni che lo sconcerto per la morte di Ian fu veramente grande. Leggere e rileggere i testi criptici dei loro pezzi per trovare una giustificazione non era la cosa migliore col senno di poi. La svolta quasi commerciale dei tre superstiti poi, travolse tutti. Unknown Pleasures a trentanni di distanza suona ancora attuale e incredibilmente fresco a testimonianza del grosso impegno tecnico in studio e del lavoro mostruoso e ampiamente riconosciuto del 5°membro della band ovvero il loro produttore Martin Hannet. La copertina, i suoni creati, le inconsuete melodie, le ritmiche, la costruzione dei testi, il cantato tetro e al limite della stonatura di I. Curtis sono la magia di questo disco. Sicuramente non facile all’ascolto. Fu il punto di arrivo del punk/wave e l’inizio di qualcos’altro. Unknown pleasures ha veramente cambiato silenziosamente e inesorabilmente il corso della musica divenendo un classico tra i classici, qualcosa con cui ci si doveva confrontare per chi cercava nuove formule nella musica che non aspirava solo al successo in classifica. Giustamente negli anni il valore della prima edizione inglese è lievitato mostruosamente ed oggi per una copia in ottime condizioni ci vogliono almeno 100-130 gbp. Attenzione! la primissima stampa ha la busta bianca interna con i disegni etc con i bordi arrotondati; il vinile inoltre è traslucido rosso sangue ovvero sembra nero ma se opposto ad una fonte luminosa si vede il colore rosso chiaramente. Questo, assieme alla copertina originale in carta operata nera (con delle rugosità ben visibili fanno la differenza enorme sul valore del disco. Altre edizioni collezionabili sono quella americana (FAC,US10) e quella italiana con l’indirizzo della etichetta (Base rec, via castiglione etc..) arrivano ai 35 gbp e sono abbastanza reperibili. Consiglio inoltre l’aquisto del 45 ‘Transmission’ che precedette di poco l’album e la rarissima compilation italiana“Something about Joy Division” prima fra tutti a riproporre i brani della band di Manchester con i Definitive Gaze , Veneziani, che propongono il miglior remake dell’album.

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