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Che Vercelli non sia piu’ la citta’ delle risaie e delle mondine lo percepisci gia’ abbassando il finestrino per cercare lo sguardo di un passante cui chiedere indicazioni; i viali ampi ed ordinati mandano un profumo di fiori quasi surreale che ci invade l’abitacolo. E per chi avesse ancora dei dubbi, c’e’ un gruppo di ragazzi raccolti in un’ associazione dal nome che suona come un manifesto programmatico – Casa Noego – che ha trasformato l’immediata periferia di questa ennesima citta’ lontano da “dove succedono le cose” in una destinazione cui accorrono appassionati di musica da tutta Italia. Siamo a “Jazz:Re:Found”, weekend di musica jazz, electro e dintorni, che per il terzo anno consecutivo ha chiamato a raccolta a Vercelli musicisti di fama internazionale: Cinematic Orchestra, Zero 7, Piero Umiliani, the Herbalizer e Tricky solo per citare i piu’ noti. Un programma fitto ed accurato, ben calibrato tra headliners, dj-set, contest di writing e performance minori; tra questo anche tre band italiane emergenti, piacevoli scoperte ed ennesima dimostrazione che la scena nostrana e’, nonostante tutto, fervida. Difficile raccontare tre notti di musica in poche righe, ancora piu’ difficile raccontare le sensazioni e l’atmosfera. Una parola pero’ ben descrive lo spirito che si e’ respirato a Jazz:Re:Found: condivisione. Forse un effetto del nome stesso del gruppo Noego: al di la’ della musica infatti, la cosa che piu’ ha colpito e’ lo spirito antidivistico e di partecipazione che ha pervaso il prato del festival. Diciamolo apertamente; un palco e’ ben piu’ di del posto di lavoro dove si esibisce un artista: e’ la direzione in cui guardare, il simbolo di una distanza che va oltre il metro di dislivello, la distanza tra chi si esibisce e chi osserva ammirato. Eppure a Jazz:Re: Found si e’ riusciti a realizzare un’opera titanica, ben oltre il prestigio della line-up di artisti che si sono avvicendati durante le tre sere: abbandonato ogni divismo, si e’ ridato un ruolo di assoluta centralita’ e  protagonismo alla musica in  se’: nessuna meraviglia dunque a vedere la cantante dei pluripremiati Cinematic Orchestra, duettare con un giovane musicista locale in un set acustico dal grande trasporto, mentre sassofonista e bassista se la raccontavano con alcuni ragazzi tra birre ed hamburger. O, ancora, gli Zero 7, protagonisti di un dj set superlativo e coinvolgente, che proprio non ne volevano sapere di andare a letto ed assieme ad un gruppo improvvisato di organizzatori e pubblico hanno messo insieme un house party fino a mattino. Ed in fine Tricky, headliner dell’intero festival, Tricky la rock star lunatica e capricciosa, non solo si e’ improvvisato cuoco per il suo team ed alcuni fortunati (menu’: pollo alla sprite, forse non proprio l’ultimo grido in quanto a nouvelle cousine), ma dopo un set partecipatissimo, anche lui e’ rimasto fino a notte fonda a ballare assieme a persone combattute tra il divertito e lo stupito. Riuscitissimo, e da rifare.

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