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IRON MAIDEN
The Book of Souls World Tour, Trieste, Piazza Unità d’Italia, 26 luglio 2016

“Scream for me, Italia! Scream for me, Trieste!” Che la data di Trieste potesse essere la più invitante fra le tre dei Maiden In Italia per il “The Book of Souls World Tour” lo avevamo pensato subito, conoscendo la bellezza del luogo del concerto. E mai probabilmente previsione è stata più semplice! Racchiusa su tre lati da eleganti palazzi e aperta sul restante verso il mare, la piazza dedicata all’unità nazionale si è dimostrata un incantevole scenario anche per un concerto rock di queste dimensioni. Già, perché più di 15.000 fans hanno raggiunto il capoluogo friulano, provenienti non solo dal Nordest, ma anche da Austria, Slovenia, Ungheria, Croazia per ascoltare e applaudire la storica band britannica, portabandiera della cosiddetta New Wave of British Heavy Metal. Forti di una strepitosa carriera  ultraquarantennale e reduci dal successo di vendite dell’ottimo ultimo lavoro in studio, “The Book of Souls” per l’appunto, gli Iron Maiden, che nel nostro Paese sono amatissimi, hanno regalato una notte indimenticabile al pubblico triestino. Preceduti sul palco dai “The Raven Age, promettente band melodic metal in cui milita il figlio di Steve Harris, bassista e fondatore dei Maiden, Bruce Dickinson, Nicko McBrain, Jannick Gers, Adrien Smith e Dave Murray, naturalmente capitanati dal già citato Harris hanno iniziato il live salutati dagli ultimi raggi di sole sul golfo di Trieste, spettacolo nello spettacolo.

Iron Maidden 2016 250x166 IRON MAIDEN (Trieste 26 Luglio 2016)E l’inizio è tutto dedicato a due brani del nuovo album, “If Eternity Should Fail” e “Speed Of Light”, seguiti da un classico del repertorio del gruppo, “Children of the damned”, che da anni non entrava negli show dei nostri. La scaletta del concerto non presenta sorprese, rispetto alle date di Milano e Roma, così molti dei fan presenti già sono consapevoli della scelta che il gruppo eseguirà, a partire da “Tears of a clown” per arrivare da lì a poco a due cavalli di battaglia come l’immancabile “The trooper” e “Powerslave”, personalmente una fra i brani maideniani che amo maggiormente. La band è in grandissima forma, la voce di Dickinson è assolutamente all’altezza della sua fama e la scenografia, parte sempre importante dei concerti degli Iron, è senza dubbio di grande impatto visivo ed emozionale. La brezza che soffia leggera fa godere appieno la serata e le ottime esecuzioni di “The Book Of Souls”,”Hallowed Be Thy Name”, l’amatissima “Fear Of The Dark” e la canzone manifesto “Iron Maiden”, sulla quale gli Iron abbozzano un primo saluto… ma la pausa dura pochissimo, preceduta da un simpatico siparietto fra Dickinson e McBrain, con il primo che abbassa scherzosamente i pantaloni al batterista. Così il gran finale è affidato, in un inesorabile climax, all’imprescindibile “The Number Of The Beast” (“…and his number is six hundred and sixtysix”), “Blood Brothers” e alla magnifica “Wasted Years”.

Due ore senza pause, in un crescendo mozzafiato durante il quale non sono mancati saluti e parole da parte di Dickinson per il pubblico presente, partendo dall’omaggio alla splendida piazza da parte di un emozionato e meravigliato cantante e finendo con un pensiero ai terribili attacchi terroristici che stanno colpendo l’Europa e non solo. Perché, se è vero che non possiamo far finta di nulla davanti a simili tragici fatti, è altresì condivisibile l’invito da parte di Bruce a godere la vita, che è anche partecipando ad eventi come questo, facendo ed ascoltando musica insieme che si sconfigge la paura che inevitabilmente si insinua in noi. Anche per questo, oltre che per lo splendido concerto, grazie Maiden. Sempre Up the Irons!

Francesco Nicolli

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