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Intervista ai Veronika?
di Francesco Nicolli

In occasione del concerto al Revolution di Molvena di sabato 11 ottobre abbiamo incontrato i Veronika?, gruppo capitanato da Luca Pettenon (per molti semplicemente Pet), che ha risposto con piacere a qualche domanda sulla loro storia , sui loro progetti e sulla musica in generale. Ne è uscita una bella conversazione. Luca, persona aperta, divertente e solare nella vita, sembra nato per stare sul palco, è un vero e proprio istrione dalle indiscutibili doti canore.  E, incalzato dalle domande, non si è certo tirato indietro!

Ciao Luca, direi di partire dall’inizio: chi sono i Veronika? Quando sono nati e quali sono le principali influenze musicali che li caratterizzano?
Intanto ciao a tutti  e grazie per la chiacchierata…i Veronika? sono nati circa all’inizio del 2008 da un idea di Michele Bertezzolo (il nostro batterista) alla quale si è aggiunto il sottoscritto (Luca Pet alla voce), Andrea “Jamie” Ghirardello al basso e Paolo Barbieri alla chitarra. Dopo la registrazione del primo disco  e vari live, Paolo ha lasciato la band  verso la fine del 2012. Gli è subentrato Alessandro Munari ,al quale si è aggiunto successivamente Davide Masin con un’altra chitarra a completare  l’attuale la line up.  Per quanto riguarda le influenze  musicali posso dirvi che ognuno di noi ha gusti vari e disparati ..dal rock 60/70 alle atmosfere new wave deli anni 80 fino al grunge della scena di Seattle dei 90…sì, dai, posso dirti che siamo una band rock… ci piacciono le chitarre e il basso distorto!

veronika01 250x248 INTERVISTA : VERONIKADopo il primo album “Come uccelli sui cavi elettrici” e una lunga serie di concerti vi siete impegnati a lungo nella realizzazione di “DOPPIO”, il vostro secondo lavoro in studio. E’ un doppio album, come dice il titolo, che ha assorbito molte energie e che è un progetto molto ambizioso. Ce ne parli un po’?
La gestazione di “DOPPIO”(Di Origine Protetta Per Incalliti Ostinati, n.d.r) e ‘ durata tre anni e mezzo circa. E’ stata una sfida e una mia provocazione agli altri membri del gruppo un’ “illuminazione” notturna… E’ stata un’impresa pazzesca… tutti hanno dato il loro meglio, messo a disposizione tempo privato alle loro famiglie e più si avvicinava il momento e più l’eccitazione cresceva. Michele poi , si è sorbito una quantità di lavoro che definire incredibile è dire poco. Oltre ad essere stato il principale dispensatore di idee musicali , ha registrato il tutto e arrangiato le canzoni nel suo piccolo studio a casa che simpaticamente chiamava “winery house”… Terminato il lavoro in studio ,io ho curato lo sviluppo  del vinile(in tiratura limitata di 100 copie) e quella del cd(200 copie) e con l’aiuto del nostro amico “chief” Scarafoni della Lake Records siamo andati in stampa…quando sono arrivati a casa i vinili e i cd da imbustare ero così felice he ancora ora non riesco a descrivere…felicità durata poco purtroppo.

Personalmente, ritengo che l’equilibrio tra la parte musicale e quella lirica, con i tuoi testi, sia ottimo. Così come la veste grafica che avete pensato per “Doppio”. Al vostro interno, come avete vissuto la nascita di tutte queste canzoni? E a chi dobbiamo la brillante idea del doppio tennistico?
Ti ringrazio molto se hai percepito questo…è  stato un lavoro arduo e piacevole al tempo stesso. Come ho anticipato vagamente prima, l’idea del doppio riferito alla parte tennistica è stata un’idea che mi ha rapito, l’immagine mi è apparsa in sogno. Dopo questo dono, ho compreso che dovevamo provare ad osare. La follia era dettata dal fatto che avevamo solo la copertina e il titolo del disco…e poi quando hai a che fare con degli  incalliti ostinati cosa vuoi che ne esca…un disco normale?…  Ho legato il gesto tennistico della volée alta di rovescio(in gergo si chiama veronika)al fatto che un doppio è giocato da 4 elementi . Tutti  hanno il loro ruolo con il proprio strumento e questo fa scaturire la musica. Un ‘ idea semplice, ma efficace.

Purtroppo, come accennavi prima, nel momento di maggior gioia e soddisfazione, un male terribile ha privato tutti i suoi cari e voi di Michele, batterista  e membro fondamentale della band. Sono certo che la sua presenza si faccia sempre sentire e che voi tutti siate molto vicini alla sua famiglia. Gli avete anche organizzato una giornata, a giugno scorso, il Mik-B Day. Raccontaci un po’ di Michele e di questa iniziativa, che sono sicuro riproporrete.
Faccio ancora fatica a parlarne in maniera lucida e razionale. Abbiamo perso un fratello, un musicista eccezionale, un padre encomiabile. Grazie all’aiuto di Silvia (la moglie di Michele) e su sua esplicita richiesta, abbiamo cercato di ricompattarci e ripartire. Luca Guglielmi che insegna batteria a Giovanni (il figlio maggiore di Michele, l’altro figlio si chiama Lorenzo) ha accettato di darci una mano. E nel frattempo con tutti gli amici di Mik abbiamo organizzato a giugno il primo MIK B DAY. Dovevamo dare un senso a questa  tragedia e come sempre succede la musica ha fatto il suo sporco lavoro. Si sono susseguiti sul palco tutti gli amici che Michele ha conosciuto lungo il suo cammino e abbiamo raccolto 5000 euro devoluti in beneficenza . Siamo riusciti a suonare anche noi due canzoni e ci siamo resi conto che si poteva provare a continuare. Siamo sicuramente cambiati e solo mettendoci alla prova con il live sapremo a che punto siamo ora. Per quanto riguarda il Mik B Day vorremmo diventasse un evento fisso e itinerante. Le possibilità ci sono tutte.

Proprio perché Michele stesso lo avrebbe voluto, siete recentemente  tornati in pista, a suonare dal vivo. Com’è la line-up attuale del gruppo e quali sono i vostri progetti e prossimi appuntamenti live? Il disco è veramente molto bello e merita quella promozione che, purtroppo e per ovvii motivi, ha avuto finora solo parzialmente.
Stiamo vivendo giorno per giorno, prova dopo prova cercando di non forzare le cose ,cercando una spontaneità nuova. Il risveglio brusco sembra ci abbia unito di più e questo non può che giovare all’umore quando abbracci uno strumento. E’ innegabile che sentiamo sempre Mik con noi e sarebbe ipocrita e stupido non ammetterlo. La verità sta nel cammino che fai e nell’onesta che metti nel percorrerlo. Tutto il resto non conta.

La passione per la musica vi porta anche ad ascoltare nuovi gruppi, locali o meno, e ad assistere a molti concerti. C’è qualcuno che vi ha impressionato di più e su cui scommettereste?
Oh, certamente… la lista è lunga e variegata: Casa, Smako Acustiko, Tony La Muerte, Magnetofono, Il buio, Limone e soprattutto Universal Sex Arena ,semplicemente incredibili.

Noi, naturalmente, sosteniamo e scommettiamo sui Veronika ! Augh, Pet e in bocca al lupo a tutti i veronici!

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