smoking

Intervista esclusiva ai
MAGIC CIGARETTES
di AleRipTapes e Matteo Muser

1- Voi venite dal Trentino, come la vedete la scena indipendente Italiana e quali gruppi nel panorama meritano secondo voi?
Roberto: E’ una domanda molto complessa e richiederebbe una risposta ben più articolata. Va detto che è difficile considerare la ‘scena’ indipendente italiana come un qualcosa di definito, dal momento che la ‘scena’ si delinea in una maniera ben precisa. Possiamo parlare invece di tante band interessanti sparse in tutto il Paese, che talvolta riescono a ricavarsi uno spazio importante anche all’estero. Tra quelli che emergono ci vengono subito in mente alcuni nomi come His Clancyness, Movie Star Junkies, Dumbo Gets Mad o Sultan Bathery. Ma non ci sono gli elementi sufficienti per parlare di ‘scena’. Detto questo, per quanto riguarda il Trentino, è un territorio che prova a lottare continuamente per la ‘conquista’ di spazi di aggregazione e di locali dove poter suonare. Ci proviamo, anche se gli appassionati sono relativamente pochi. Comunque sia dal Trentino sono nate realtà artistiche davvero meritevoli consolidate a livello nazionale: pensiamo a Johnny Mox o ai Casa del Mirto

2- Venite tutti da altre esperienze e altre band, come è nato il progetto Magic Cigarettes?
Marcello: Le Magic Cigarettes nascono dall’esigenza di superare il punk in senso lato (con il quale siamo cresciuti musicalmente, che abbiamo suonato per anni e stiamo ancora suonando con altre formazioni – Crop Circles e Loyal Wankers) e di cimentarsi con sonorità nuove che concilino i nostri ascolti degli ultimi anni. Avevamo bisogno di provare a suonare più lentamente, imparare ad esprimerci con più varietà, svuotare i pezzi arrichendoli con dinamiche diverse e linee armoniche più complesse e comporre ogni pezzo con un ritmo differente. Il gruppo è composto per tre quarti dall’ultima formazione dei Meteopathics, una band al momento congelata che negli ultimi due anni stava girando bene sia nel circuito garage punk che in contesti di musica indipendente più generalisti, come Handmade Festival o Miami. Dopo l’abbandono della batterista lo scorso dicembre, la band si è fermata. Questo inconveniente improvviso ci ha spinto a fare un passo avanti e ad intraprendere il progetto Magic Cigarettes nel gennaio del 2014. Abbiamo iniziato a suonare con Slavio, un batterista con un tocco solido e molto vario e l’arrangiamento dei pezzi è diventato fluido e rapido. I nostri pezzi partono dalla musica sixties, soprattutto il garage rock delle compilation Nuggets, Pebbles e Back From The Grave (il punk degli anni 60), ma anche il Freak Beat, la psichedelia e l’hard blues dei tardi ’60 e primi ’70, ma si spingono oltre. Non vogliamo limitarci al revival e dunque cerchiamo di attualizzare il nostro sound; in questo ci aiuta moltissimo avere l’esperienza e il tocco di Roberto, il nostro chitarrista solista, l’unico di noi a non avere un background puramente punk, ma più indirizzato verso l’indie rock, la new wave e il pop in generale. Tutti abbiamo ascolti molto vari e approfonditi che contribuiscono a quello che speriamo sia un sound personale e il più vario possibile.

3- Progetti futuri?
Luca: A novembre abbiamo registrato il nostro primo full lenght che speriamo di pubblicare a febbraio. Banalmente speriamo di suonare il più possibile e farci conoscere da un pubblico il più vario possibile. E’ in cantiere un giro tra Germania, Olanda e Francia per aprile 2015. Vi fareno sapere!

4- Cos’ è Missin Link zine?
Marcello: Missin’Link è una fanzine cartacea che ho fondato nel 2010. Che ci crediate o meno l’idea mi era venuta sfogliando un numero di Sound & Vision, al quale mi sono ispirato inizialmente anche nel formato quadrato. Si trattava di una pubblicazione con diffusione esclusivamente locale, in provincia di Trento. Mi piaceva l’idea di mettere in contatto realtà diverse che in provincia faticano a conoscersi e comunicare non solo a causa della difficile morfologia del Trentino. Visto che mi è sempre piaciuto scrivere avevo inoltre voglia di parlare della musica e degli artisti che mi piacciono di più, che come ho accennato sopra spaziano dal punk alla psichedelia, dal jazz al world, dalla black music all’elettronica. Dopo un inizio scoppiettamente con 5 numeri in 7 mesi ho rallentato molto il ritmo e ora è un paio di anni che non pubblico nulla. Gli impegni lavorativi mi limitano ma da anni c’è in cantiere un numerone con una compilation di gruppi trentini, un aggiornamento sulle band trentine, un occhio alle novità musicali dal mondo e un altro al passato, che spesso ci offre delle perle dimenticate che meritano di essere riscoperte e gustate. Ora mi limito a far uscire su internet una newsletter più o meno settimanale che segnala i migliori concerti underground in zona.

5- Tu Marcello , organiZzi pure dei live giusto? Quali sono le difficoltà maggiori di questa attività?
Marcello: Si, io collaboro con alcuni locali tra Trento, Riva del Garda e Rovereto, curando ogni aspetto dell’organizzazione di un concerto, dalla promozione alle pratiche burocratiche, dalla gestione del calendario al service audio. La difficoltà maggiore sta nella promozione, non solo nel far arrivare la notizia di un concerto a più persone possibili in mezzo ad un offerta sempre abbondante e varia, ma anche nel rendere interessante agli occhi della gente qualcosa che non conoscono, una sfida! Alcune volte mi faccio prendere dallo sconforto e penso che la musica suonata con strumenti “tradizionali” si estinguerà naturalente, visto l’appeal enorme che la musica elettronica ha sui giovani oggigiorno. Ma in generale i concerti sono ancora frequentati e non solo dagli appassionati, certo i numeri non saranno mai quelli delle sagre, ma è fuor di dubbio che il rock in generale non è più il genere più amato dai giovani, è un dato di fatto.

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